Archivio per la tag 'Finger food'
Al di là di ogni contenuto celebrativo, mi piace portare in tavola il risveglio della natura, dipingendo le pietanze con il giallo impalpabile delle mimose. Eccole a sormontare due soffici e candidi strati e una crema morbida e consistente, dolce e sapida, delicata e forte al tempo stesso, come solo l’universo femminile sa essere! Mini tramezzini mimosa con crema bianca Ingredienti 8 fette Sono figlia di un’educazione rigida che i mie genitori hanno applicato sconfinando anche in materia alimentare, seguendo un dogma indiscutibile: la genuinità.Ovvio che nell’epoca delle ribellioni, le mie preferenze si delineassero in netta antitesi con tutto quanto incamerato e si focalizzassero su una serie di cibi che non sto ad elencare, ma che a titolo esemplificativo, si potrebberodi Alessandra
English Version Below
Bollettino medico di martedì, 23 febbraio, ore 7.00: teoricamente, sarei in piedi. Praticamente, sto ancora su un piede solo, con la non trascurabile differenza, rispetto ai giorni scorsi, che stavolta lo alterno. Vale a dire che, fino a mezz'ora fa, il piede malandato era il destro. Ora, dopo che una gruccia da pantaloni, de fero e rinforzata, è franata dritta dritta sul secondo dito del piede sinistro, zompetto per il corridoio, in stile Mino Damato sui carboni ardenti, ma senza l'espressione ascetica che aveva lui. Qui, di ascetico, ci stanno solo i santi che, ad uno ad uno, sto convocando direttamente dal Paradiso...
E comunque , la prima prova è stata superata: trattasi del famigerato aperitivo per la Festa Solenne dell'Ufficio che da almeno 5 anni vede la sottoscritta cooptata dal capo, in qualità di P.R. -da Pranzi&Rinfreschi a Pulisci&Risciacqua. Siccome sull'argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma siccome non ho voglia di marcirmi il sangue già alle 7 e un quarto del mattino, rinvio a momenti più allegri la rievocazione delle varie tappe che mi hanno condotto ai vertici di questa carriera e passo subito a raccontarvi la Sfida dell'Anno, vale a dire come preparare un buffet per cinquanta persone, dovendo essere sul posto alle otto del mattino, per giunta in tenuta da professionista rampante, con tanto di scarpa col tacco, alla faccia della tempistica, del sudore da duro lavoro e, buon ultimo, del ditone malato.
Fosse stato per il marito, avrei dovuto telefonare al Capo e dirgli pacatamente che non ero in condizione di muovermi e che si arrangiassero da soli, una buona volta, magari mandando anche qualcuno a prelevare vassoi e caraffe. A parte la nominescion per "la migliore battuta del secolo", il suggerimento non ha sortito alcun effetto e, dieci minuti dopo, sperimentavo una nuova posizione al volante, guidando senza una scarpa e schiacciando il pedale dell'acceleratore col solo tallone. E' stato solo quando sono arrivata al parcheggio, sana, salva e senza neppure una smagliatura nella calza che ho capito che ero lì per volontà divina e che quindi, qualsiasi cosa fosse successa, avrei trovato un appiglio a cui aggrapparmi. E così è stato. Il primo, indispensabile, è stato l'aiuto della Paola, un'altra che, quando si decideranno a fare uno speciale sul mio buon carattere, potrà candidarsi a fare l'ospite d'onore; il secondo, invece, è stato il colpo di genio di lavorare scalza, su un pavimento di marmo, in una stanza che non aveva mai visto un calorifero in vita sua. Tempo trenta secondi e stavo sperimentando gli effetti analsegici del congelamento, con grande beneficio della sottoscritta e degli invitati, che, nel giro di mezz'ora, hanno fatto fuori il seguente buffet
E comunque , la prima prova è stata superata: trattasi del famigerato aperitivo per la Festa Solenne dell'Ufficio che da almeno 5 anni vede la sottoscritta cooptata dal capo, in qualità di P.R. -da Pranzi&Rinfreschi a Pulisci&Risciacqua. Siccome sull'argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma siccome non ho voglia di marcirmi il sangue già alle 7 e un quarto del mattino, rinvio a momenti più allegri la rievocazione delle varie tappe che mi hanno condotto ai vertici di questa carriera e passo subito a raccontarvi la Sfida dell'Anno, vale a dire come preparare un buffet per cinquanta persone, dovendo essere sul posto alle otto del mattino, per giunta in tenuta da professionista rampante, con tanto di scarpa col tacco, alla faccia della tempistica, del sudore da duro lavoro e, buon ultimo, del ditone malato.
Fosse stato per il marito, avrei dovuto telefonare al Capo e dirgli pacatamente che non ero in condizione di muovermi e che si arrangiassero da soli, una buona volta, magari mandando anche qualcuno a prelevare vassoi e caraffe. A parte la nominescion per "la migliore battuta del secolo", il suggerimento non ha sortito alcun effetto e, dieci minuti dopo, sperimentavo una nuova posizione al volante, guidando senza una scarpa e schiacciando il pedale dell'acceleratore col solo tallone. E' stato solo quando sono arrivata al parcheggio, sana, salva e senza neppure una smagliatura nella calza che ho capito che ero lì per volontà divina e che quindi, qualsiasi cosa fosse successa, avrei trovato un appiglio a cui aggrapparmi. E così è stato. Il primo, indispensabile, è stato l'aiuto della Paola, un'altra che, quando si decideranno a fare uno speciale sul mio buon carattere, potrà candidarsi a fare l'ospite d'onore; il secondo, invece, è stato il colpo di genio di lavorare scalza, su un pavimento di marmo, in una stanza che non aveva mai visto un calorifero in vita sua. Tempo trenta secondi e stavo sperimentando gli effetti analsegici del congelamento, con grande beneficio della sottoscritta e degli invitati, che, nel giro di mezz'ora, hanno fatto fuori il seguente buffet
Mini quiches al roquefort e ai finocchi (48 pezzi)
Mini quiches lorraine (48 pezzi)
Focaccia alla salvia (100 pezzi)
Mini croissant farciti con crescione e salmone affumicato (70 pezzi)
Baci di dama salati al pesto (80 pezzi)
Sablè al cumino/limone (50 pezzi)
Sablè alla paprika (50 pezzi)
Sablè alle olive (50 pezzi)
i primi 4 sono stati preparati una settimana prima e congelati; i secondi 4, invece, tre giorni prima e chiusi in scatole di latta. Al mattino (presto: prima delle 6, di sicuro), ho fatto scongelare in forno quiches e croissant, e nel frattempo farcivo i baci di dama, mentre le brioches sono state riempite in loco. Tovaglie bianche (pure quelle antiche: mamma, non leggere), con sopra dei copritovaglia ciclamino, vassoi d'argento ed alzatine. Superfluo aggiungere che le sablè nelle foto sono state immortalate prima dell'inizio della cerimonia, visto che, a parte le briciole, non è avanzato niente....
la ricetta base è di Felder e si riferisce ad una ventina di biscotti
farina 130g
burro 1oog
tuorlo d'uovo 1
parmigiano grattugiato 100g
sale 1 presa
pepe nero 1 presa
Io sono partita dalla stessa base, quadruplicando le dosi e riducendo le dimensioni, e ho aggiunto tre diverse "profumazioni"
- cumino in semi e scorza di limone grattugiata
- paprika forte
- olive nere tritate grossolanamente
farina 130g
burro 1oog
tuorlo d'uovo 1
parmigiano grattugiato 100g
sale 1 presa
pepe nero 1 presa
Preriscaldate il forno a 180. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola a lavorate con la punta della dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Se preferite lavorate al mixer. Aggiungete l'uovo, compattate e formate una palla. Conservate in frigo per 1h. Stendete la pasta su uno spessore di ca 5mm e ricavate dei quadrotti di 4cm. infornate 15-18m. a 180°
Io sono partita dalla stessa base, quadruplicando le dosi e riducendo le dimensioni, e ho aggiunto tre diverse "profumazioni"
- cumino in semi e scorza di limone grattugiata
- paprika forte
- olive nere tritate grossolanamente
Nelle scatole di latta, si sono conservati tutti bene, eccetto quelli finiti nel contenitore con il coperchio che chiude male: mi è bastato rimetterli in forno a 150 gradi per 5 minuti e sono tornati fragranti come gli altri.
Buoni, buoni, buoni
Buon appetito
alessandra
English Version
This is a Felder's recipe, but I've added some modifies
for about 20 biscuits
130g flour
1oog butter
1 egg yolk
100g grated Parmesan
1 pinch salt
1 pinch black pepper
Preheat oven to 180. Mix all ingredients in a bowl and knead fastly with your fingertips until you have a sandy texture. If you prefer, you can use the mixer. Add the egg, compacted and formed a ball. Keep in refrigerator for 1h. Roll out the dough to a thickness of approximately 5mm and made of squares of 4cm. bake 15-18m. 180 °
To this basic recipe, I added three different "fragrances"
- Cumin seeds and grated lemon zest
- Hot paprika
- Black olives, coarsely chopped
You can bake them in advance and preserve them in a tin, for 3 or 4 days
Buon Appetito
Alessandra
Buoni, buoni, buoni
Buon appetito
alessandra
English Version
This is a Felder's recipe, but I've added some modifies
for about 20 biscuits
130g flour
1oog butter
1 egg yolk
100g grated Parmesan
1 pinch salt
1 pinch black pepper
Preheat oven to 180. Mix all ingredients in a bowl and knead fastly with your fingertips until you have a sandy texture. If you prefer, you can use the mixer. Add the egg, compacted and formed a ball. Keep in refrigerator for 1h. Roll out the dough to a thickness of approximately 5mm and made of squares of 4cm. bake 15-18m. 180 °
To this basic recipe, I added three different "fragrances"
- Cumin seeds and grated lemon zest
- Hot paprika
- Black olives, coarsely chopped
You can bake them in advance and preserve them in a tin, for 3 or 4 days
Buon Appetito
Alessandra
15 feb
Gallette di grano al curry
Ingredienti
200 gr di grano
1 uovo grande
50 gr di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di salsa curry (se proprio non la trovate va benissimo del normalissimo curry in polvere)
1 cucchiaio di capperi tritati
3 cucchiai di olio di arachidi (tenetelo a portata di mano)
pepe
qualche pistacchio salato per decorare
Preparazione
Fate cuocere il grano in acqua bollente già salata. Mantenete la cottura lievemente al dente. A cottura avvenuta scolatelo e in una ciotola sbattete l'uovo, unite il grano, i capperi, la salsa curry, il formaggio grattugiato. Mescolate bene il tutto e pepate leggermente. Non sarà necessario salare. In una padella antiaderente e capiente scaldate l'olio. Disponete delicatamente, con l'aiuto di un cucchiaio dei mucchietti di impasto e schiacciateli lievemente, facendo attenzione a non romperli. Questo procedimento è abbastanza delicato perchè permetterà la riuscita delle gallette. Fatele quindi dorare per bene e solo quando saranno più compatte giratele e fatele cuocere ancora per qualche minuto dall'altro lato. Il tempo di cottura è di circa 2 minuti per lato. Vi consiglio di mettere nella padella pochi mucchietti di grano per volta, in modo da poter controllare la cottura, senza dorarli troppo. Disponeteli, a cottura avvenuta, su un foglio di carta assorbente per asciugare meglio l'olio in eccesso. Potete eventualmente aggiungere ancora qualche cucchiaio di olio di arachidi, nel caso in cui doveste accorgervi che la padella resta asciutta. Ricordatevi di farlo sempre scaldare bene. L'olio assicura la doratura e la perfetta riuscita di ogni galletta di grano. Prima di servirli potete decorarli con qualche pistacchio sbriciolato. Se non vi dovessero piacere i capperi, potrete eventualmente sostituirli con uvetta secca o pistacchi salati tritati.
di Alessandra
Ai tempi della mia Prima Comunione, andavano di moda i libricini di preghiere: ce ne erano di tutti i tipi, dal modello base a quello superaccessoriato, rilegato in madreperla e dotato di portarosario, con rosario annesso , ed erano il pendent mistico alle più mondane cornici d'argento, aggiungendo al classico "fa fine e non impegna" anche una preoccupazione (pelosa) per la crescita spirituale del comunicando. A me piacevano da matti, perché avevano un sacco di preghiere dai titoli mai sentiti e dai contenuti incomprensibili ma affascinanti, che mi leggevo durante il giorno, ripromettendomi di recitarle al mattino e alla sera, convinta com'ero che nelle altre ore della giornata non funzionassero. Si cominciava con la Preghiera del Mattino, dove si ringraziava per non essere morti stecchiti nella notte e ci si augurava di non subire la stessa sorte di giorno, e poi seguivano una serie di Atti: da quello di dolore ( già al mattino presto: evidentemente, essendo sopravvissuti alla notte, si erano fatti sogni impuri) a quello di Carità, per finire con l'Atto di Fede. Che è quello che vi chiedo stamattina. Un atto di fede pieno, profondo, assoluto, perché ciò che sto per raccontarvi, per quanto assurdo ed inspiegabile possa sembrare, è invece completamente vero
Ieri mattina, intorno alle otto, entro nel viale di...
di Alessandra
Nell'ecatombe delle materie di cui è stata artefice la scuola moderna e contemporanea, quella che ne è uscita più malconcia è stata la Geografia. Nella migliore delle ipotesi, non la si studia. Nella peggiore, invece, la si violenta, ammassando nei confini di una disciplina così illustre argomenti che, di per sè, sarebbero anche interessanti , se sostenuti da quelle che, un tempo, si chiamavano basi. Intendo dire che i pochi fra i nostri figli che studiano questa materia, sanno magari tutto dell'economia del Pakistan, della politica del Marocco e delle risorse del Madagascar, senza però nè avere idea del continente a cui questi Paesi appartengono nè, tanto meno, di saperli collocare su una cartina geografica. Lo dico senza tema di smentita, forte di un insegnamento pluriventennale, che mi ha reso la più desolata testimone di questo (ed altri) scempi della nostra cultura, che trovano nella scuola il principale, se non l'unico imputato.
Ovviamente, in casa nostra, l'ignoranza della materia tocca vertici sublimi. Roba che ci sarebbe da rotolarsi dalle risate se il soggetto di una simile tabula rasa fosse la figlia di un'altra madre, e non la mia. Pure suo nonno, che solitamente è in adorazione costante della nipote, non riesce a capacitarsi di come sia possibile che la creatura sia l'unico esemplare della famiglia a non trarlo d'impaccio dalle definizioni delle parole crociate- e non perché non sa che il fiume che attraversa la Svizzera è l'Aar, ma perché resta muta e assort...
Ai tempi della mia Prima Comunione, andavano di moda i libricini di preghiere: ce ne erano di tutti i tipi, dal modello base a quello superaccessoriato, rilegato in madreperla e dotato di portarosario, con rosario annesso , ed erano il pendent mistico alle più mondane cornici d'argento, aggiungendo al classico "fa fine e non impegna" anche una preoccupazione (pelosa) per la crescita spirituale del comunicando. A me piacevano da matti, perché avevano un sacco di preghiere dai titoli mai sentiti e dai contenuti incomprensibili ma affascinanti, che mi leggevo durante il giorno, ripromettendomi di recitarle al mattino e alla sera, convinta com'ero che nelle altre ore della giornata non funzionassero. Si cominciava con la Preghiera del Mattino, dove si ringraziava per non essere morti stecchiti nella notte e ci si augurava di non subire la stessa sorte di giorno, e poi seguivano una serie di Atti: da quello di dolore ( già al mattino presto: evidentemente, essendo sopravvissuti alla notte, si erano fatti sogni impuri) a quello di Carità, per finire con l'Atto di Fede. Che è quello che vi chiedo stamattina. Un atto di fede pieno, profondo, assoluto, perché ciò che sto per raccontarvi, per quanto assurdo ed inspiegabile possa sembrare, è invece completamente vero
Ieri mattina, intorno alle otto, entro nel viale di...
di Alessandra
English Version Below
Nell'ecatombe delle materie di cui è stata artefice la scuola moderna e contemporanea, quella che ne è uscita più malconcia è stata la Geografia. Nella migliore delle ipotesi, non la si studia. Nella peggiore, invece, la si violenta, ammassando nei confini di una disciplina così illustre argomenti che, di per sè, sarebbero anche interessanti , se sostenuti da quelle che, un tempo, si chiamavano basi. Intendo dire che i pochi fra i nostri figli che studiano questa materia, sanno magari tutto dell'economia del Pakistan, della politica del Marocco e delle risorse del Madagascar, senza però nè avere idea del continente a cui questi Paesi appartengono nè, tanto meno, di saperli collocare su una cartina geografica. Lo dico senza tema di smentita, forte di un insegnamento pluriventennale, che mi ha reso la più desolata testimone di questo (ed altri) scempi della nostra cultura, che trovano nella scuola il principale, se non l'unico imputato.
Ovviamente, in casa nostra, l'ignoranza della materia tocca vertici sublimi. Roba che ci sarebbe da rotolarsi dalle risate se il soggetto di una simile tabula rasa fosse la figlia di un'altra madre, e non la mia. Pure suo nonno, che solitamente è in adorazione costante della nipote, non riesce a capacitarsi di come sia possibile che la creatura sia l'unico esemplare della famiglia a non trarlo d'impaccio dalle definizioni delle parole crociate- e non perché non sa che il fiume che attraversa la Svizzera è l'Aar, ma perché resta muta e assort...
Ideona: visto che ormai mi avete messo in riga e ritorno a parlare di libri, che ne direste se cambiassimo la classifica e mandassimo in pensione i libri "da leggere assolutamente", quelli "così e così" e quelli da buttare? Ora vi spiego. L'altro giorno, mentre ero alla cassa da Feltrinelli, per non so quale malsana ragione, mi è venuto in mente di dare un'occhiata allo scontrino. Di solito, pago mentre già leggo e quando arriva il resoconto della carta di credito, non associo certe cifre a certi libri. Ma l'altro giorno non ho potuto farne a meno e mi è venuto un colpo. Intanto perché, pur essendo praticamente nata con un libro in mano, non ho mai speso, in precedenza, quanto sto spendendo in questi anni, a parità di acquisti fatti (grosso modo, dai 5 ai 10 al mese- esclusi quelli di cucina e di scuola e di lavoro); ma soprattutto perché, per quante illusioni mi faccia ogni volta, già so che la quantità di delusioni et bidonate dietro l'angolo sarà sicuramente maggiore delle belle sorprese. E così, mi è venuta l'IDEONA, vale a dire di modificare le categorie in qualcosa del tipo "rompi il porcellino- fatti un mutuo" per quelli che vanno comprati, "aspettiamo la brossura" per quelli così e così e "diamoli in beneficenza" per le schifezze emerite. Cosa ne dite? Mentre ci pensate su, godetevi questo FIGERFOOD- che è davvero una gran figata...
dippiù?
Leggi Tutto.. |
Commenti disabilitati |
Cucina |
Tag:archivio libri, Finger food, gramberetti, granchio, polpette, sesamo 21 gen 2010 |
Ebbene sì.. sono proprio al pesto! Del resto in questo periodo sono più da "robette" salate e quindi via di stuzzichini. Devo dire che mentre mi stavo cimentando nella ricetta era decisamente perplessa, ma poi quando ho iniziato a vederle belle, al calduccio nel forno, che si gonfiavano a meraviglia ho avuto un gustoso senso di soddisfazione! Comunque prometto al più presto di fare anche le classiche dolci madeleines.. non vorrei mai che Proust si girasse nella tomba a causa mia!! Qualche piccolo accorgimento? beh pochissimi a dire la verità, perchè queste madeleines sono di una semplicità estrema! Io ho utilizzato degli stampi in silicone per mini-madeleines e, con le quantità indicate, dovreste ottenere circa 40/50 mini-madeleines. Per ottenere delle madeleines belle gonfie è importantissimo creare una specie di "shock termico" tra l'impasto, molto freddo (per questo lo lasceremo riposare in frigo) e il forno, molto caldo. Se non doveste utilizzare gli stampi in silicone vi consiglio di imburrare bene lo stampo. Bene .. cominciamo?
Ingredienti
100 gr di Farina 00
2 uova
3 cucchiai di lievito chimico in polvere (io ho utilizzato lievito di birra mastrofornaio per pizze e focacce)
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
2 cucchiaio di olio di oliva extravergine
20 gr di burro fuso
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di latte
3/4 cucchiai di pesto
Preparazione
Per prima cosa fate fondere il burro e lasciate raffreddare a temperatura ambiente prima di unirlo agli altri ingredienti. In una ciotola mescolate la farina con il lievito (io ho dovuto aggiungere un cucchiaino di zucchero come da indicazioni per l'attivazione del processo di lievitazione), uova, olio di oliva, sale, pepe, parmigiano, burro fuso, latte e per ultimo il pesto. Amalgamate delicatamente il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Lasciate riposare la ciotola con l'impasto nel frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo accendete il forno ad una temperatura di 220°C. Trascorsi i 30 minuti di riposo, imburrate la teglia delle madeleines (non sarà necessario se utilizzerete gli stampi in silicone). Versate un cucchiaino di impasto per formina, facendo attenzione a riempire bene tutto lo spazio della madeleine. Infornare a 250°C per 3-4 minuti. Trascorso questo tempo abbassate la temperatura del forno a 180°C e lasciate cuocere per altri 5-6 minuti. Controllate sempre attentamente la cottura, perchè essa varia in funzione delle caratteristiche di ogni forno. Nel caso in cui iniziassero a diventare troppo scure, abbassate nuovamente la temperatura. Sfornate e lasciate raffreddare qualche minuto prima di toglierle dallo stampo e servirle tiepide. Nel caso in cui vi avanzasse dell'impasto, ricordatevi di tenerlo sempre in frigorifero prima di versarlo negli stampini. E sono 60!


Tra gli antipasti ho voluto riproporre anche un classico binomio di fine estate, Prosciutto e Fichi ma... in versione invernale, quindi un piccolo Finger Food da mangiare in un boccone composto da un fiore di fico secco sormontato da una mozzarellina avvolta in una strisciolina di crudo dolce.


E per finire... Il Dessert! La torta che vedete qua sotto è il frutto di 3 giorni di lavoro per 4 strati di un dolce dai sapori che ricordano quelli del Tiramisù e servita con una coulisse di cioccolato fondente aromatizzato al caffè. Per i dettagli su questa torta scriverò un post a parte più avanti.




Ingredienti:
225 gr di patate
225 gr di farina di grano duro rimacinata
mezzo cubetto di lievito di birra
150 ml di acqua tiepida
sale 8 gr
175 gr di formaggio Leicester rosso grattugiato ( formaggio inglese, duro, sapore dolce e intenso. Ottimo per i toast, qual'ora non lo trovaste potete sostituirlo con fontina o emmenthal).
Preparazione:
A questo punto accendete il forno e portatelo a 200°, cuocetele per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. Una volta sfornate potranno essere mangiate tiepide se non farcite, altrimenti lascatele freddare, dividetele in due e farcitele a piacere.
18 gen
Madeleines al pesto
Ingredienti
100 gr di Farina 00
2 uova
3 cucchiai di lievito chimico in polvere (io ho utilizzato lievito di birra mastrofornaio per pizze e focacce)
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
2 cucchiaio di olio di oliva extravergine
20 gr di burro fuso
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di latte
3/4 cucchiai di pesto
Preparazione
Per prima cosa fate fondere il burro e lasciate raffreddare a temperatura ambiente prima di unirlo agli altri ingredienti. In una ciotola mescolate la farina con il lievito (io ho dovuto aggiungere un cucchiaino di zucchero come da indicazioni per l'attivazione del processo di lievitazione), uova, olio di oliva, sale, pepe, parmigiano, burro fuso, latte e per ultimo il pesto. Amalgamate delicatamente il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Lasciate riposare la ciotola con l'impasto nel frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo accendete il forno ad una temperatura di 220°C. Trascorsi i 30 minuti di riposo, imburrate la teglia delle madeleines (non sarà necessario se utilizzerete gli stampi in silicone). Versate un cucchiaino di impasto per formina, facendo attenzione a riempire bene tutto lo spazio della madeleine. Infornare a 250°C per 3-4 minuti. Trascorso questo tempo abbassate la temperatura del forno a 180°C e lasciate cuocere per altri 5-6 minuti. Controllate sempre attentamente la cottura, perchè essa varia in funzione delle caratteristiche di ogni forno. Nel caso in cui iniziassero a diventare troppo scure, abbassate nuovamente la temperatura. Sfornate e lasciate raffreddare qualche minuto prima di toglierle dallo stampo e servirle tiepide. Nel caso in cui vi avanzasse dell'impasto, ricordatevi di tenerlo sempre in frigorifero prima di versarlo negli stampini. E sono 60!
Oggi 17 Gennaio è il compleanno del mio papà, come ogni anno organizza una cena con gli amici di sempre... una cena a base di Cassòla.
Ora, per chi mi legge dalla Lombardia e vicinanze saprà benissimo di cosa si tratta, per gli altri riassumo brevemente gli ingredienti di questo tipico piatto della tradizione Lombarda.
La Cassòla (termine dialettale, in italiano "Cazzuola") è un piatto di carne e verdure composto da costine di maiale e cotenne (sempre di maiale), rosolate velocemente in un leggero soffritto di olio,carota e sedano, dal momento in cui inizia lo sfrigolio del grasso che si scioglie si aggiungono le verze a fette (la tradizione vuole che la verza abbia subito una gelata nelle notti invernali, per questo motivo questo è un piatto tipicamente invernale, in Brianza non lo troverete mai nelle trattorie "serie" nei mesi che non siano Dicembre e Gennaio), si aggiunge un po' di passata di pomodoro e di copre con un coperchio (ovviamente dato il volume della verza i pentoloni usati sono di quelli alti). Si lascia cuocere per circa un paio di ore, rigirando di tanto in tanto con un mestolo di legno, la condensa e l'acqua delle verze renderanno morbido il composto. Verso l'ultima mezz'ora di cottura si aggiungono le cotenne di maiale tagliate a pezzettoni (strisce lunghe 5-6 cm per 3 di larghezza, per darvi un idea) e si lascia cuocere sino a quando diventano tenere e la carne delle costine inizia a sfaldarsi. Regolare di sale.
Questo piatto in genere è servito con la polenta (rigorosamente dura, al taglio).
Anche durante la cena di compleanno la Cassòla è stata servita con della polenta.
Nonostante il piatto sia abbastanza corposo, ho preparato una serie di semplici antipasti da servire agli invitati (eravamo circa in 14), prevalentemente a base di salumi e torte salate. L'idea era quella di fare una normalissima torta di brisè farcita con ricotta e spinaci (io avevo altre varianti un po' più particolari, ma mia mamma è molto "classica" in cucina e non voleva esperimenti), ma fortunatamente, complice una busta di salmone affumicato in via di scadenza, mi sono lanciata in qualche sperimentazione. In particolare, per questa ricetta che tra un attimo vi presenterò, mi sono fatta influenzare da un numero di Sale&Pepe di qualche mese fa in cui si parlava di un tortino di pasta frolla salata arricchita con farina di nocciole e farcita con un preparato di pollo e funghi. L'idea della frolla salata anzichè della brisè mi ha sempre attirata, ho deciso quindi per una frolla alla mandorla da abbinare ad un ripieno di salmone affumicato, zucchine grigliate, crema di latte e uovo sbattuto (un uovo e 2 albumi).
Il risultato è stato veramente eccellente, delicatissimo (la frolla è poco salata n modo da non coprire la delicatezza del ripieno, e l'accostamento tra la mandorla e il salmone affumicato è dcisamente azzeccato), se preparata un paio di giorni prima (e conservata al fresco ma non necessariamente in frigo) i sapori verranno esaltati, prima di servirla l'ho lasciata intiepidire davanti al camino.
Ora, per chi mi legge dalla Lombardia e vicinanze saprà benissimo di cosa si tratta, per gli altri riassumo brevemente gli ingredienti di questo tipico piatto della tradizione Lombarda.
La Cassòla (termine dialettale, in italiano "Cazzuola") è un piatto di carne e verdure composto da costine di maiale e cotenne (sempre di maiale), rosolate velocemente in un leggero soffritto di olio,carota e sedano, dal momento in cui inizia lo sfrigolio del grasso che si scioglie si aggiungono le verze a fette (la tradizione vuole che la verza abbia subito una gelata nelle notti invernali, per questo motivo questo è un piatto tipicamente invernale, in Brianza non lo troverete mai nelle trattorie "serie" nei mesi che non siano Dicembre e Gennaio), si aggiunge un po' di passata di pomodoro e di copre con un coperchio (ovviamente dato il volume della verza i pentoloni usati sono di quelli alti). Si lascia cuocere per circa un paio di ore, rigirando di tanto in tanto con un mestolo di legno, la condensa e l'acqua delle verze renderanno morbido il composto. Verso l'ultima mezz'ora di cottura si aggiungono le cotenne di maiale tagliate a pezzettoni (strisce lunghe 5-6 cm per 3 di larghezza, per darvi un idea) e si lascia cuocere sino a quando diventano tenere e la carne delle costine inizia a sfaldarsi. Regolare di sale.
Questo piatto in genere è servito con la polenta (rigorosamente dura, al taglio).
Anche durante la cena di compleanno la Cassòla è stata servita con della polenta.
Nonostante il piatto sia abbastanza corposo, ho preparato una serie di semplici antipasti da servire agli invitati (eravamo circa in 14), prevalentemente a base di salumi e torte salate. L'idea era quella di fare una normalissima torta di brisè farcita con ricotta e spinaci (io avevo altre varianti un po' più particolari, ma mia mamma è molto "classica" in cucina e non voleva esperimenti), ma fortunatamente, complice una busta di salmone affumicato in via di scadenza, mi sono lanciata in qualche sperimentazione. In particolare, per questa ricetta che tra un attimo vi presenterò, mi sono fatta influenzare da un numero di Sale&Pepe di qualche mese fa in cui si parlava di un tortino di pasta frolla salata arricchita con farina di nocciole e farcita con un preparato di pollo e funghi. L'idea della frolla salata anzichè della brisè mi ha sempre attirata, ho deciso quindi per una frolla alla mandorla da abbinare ad un ripieno di salmone affumicato, zucchine grigliate, crema di latte e uovo sbattuto (un uovo e 2 albumi).
Il risultato è stato veramente eccellente, delicatissimo (la frolla è poco salata n modo da non coprire la delicatezza del ripieno, e l'accostamento tra la mandorla e il salmone affumicato è dcisamente azzeccato), se preparata un paio di giorni prima (e conservata al fresco ma non necessariamente in frigo) i sapori verranno esaltati, prima di servirla l'ho lasciata intiepidire davanti al camino.
Ingredienti per la frolla (stampo rettangolare 32x12):
300g di farina 00
300g di farina 00
50g di farina di mandorle
1 uovo
160g burro
1 cucchiaino di sale
pepe (facoltativo)
Per il ripieno:
1 grossa zucchina
1 uovo + 2 albumi
timo
100g di salmone affumicato
2 bicchieri di latte
1 cucchiaio di farina
olio EVO e lamelle di mandorle per decorare
In una capiente ciotola miscelare le farine, il sale e il pepe. Aggiungere l'uovo e il burro freddo tagliato a pezzettini e impastare come una normale frolla (se il composto risulterà asciutto aggiungere un goccio di acqua o latte), ottenere una palla e fatela riposare in frigo per una trentina di minuti, avvolta in pellicola per alimenti.
Nel frattempo tagliate le zucchine sottilmente per il lungo e grigliatele su una piastra calda, salate e aggiungete erbe a piacere (per me timo), lasciatele raffreddare su un piatto. Preparare la crema di latte come una comune besciamella, senza però aggiungere il burro: sciogliete un po' di farina in una tazzina di latte, quando tutti i grumi saranno sciolti aggiungere il latte rimanente e cuocere su fiamma bassa sino all'addensamento (eventualmente aggiungere un po' di farina in più). Lasciate raffreddare.
In una ciotola sbattere l'uovo e i due albumi (perchè l'uovo e gli albumi? Perchè in cottura tenderanno a gonfiarsi e a rassodarsi, in modo che il ripieno abbia una consistenza solida e non liquida con il conseguente "sbrodolamento" post affettatura), unirvi la crema di latte intiepidita e regolate di sale e pepe.
Stendere la frolla con uno spessore di 3-4 mm e con i 2/3 della pasta rivestire una teglia da crostata , bucherellare la superficie con la forchetta e disporvi uno strato di zucchine, successivamente ricoprire con uno strato di crema di latte e uova, continuare con uno strato di salmone affumicato ridotto a striscioline e ricoprire con altra crema di latte. Ripetere l'operazione fino a quando avrete esautito tutti gli ingredienti del ripieno; a questo punto ricoprire il tutto con la rimanente frolla e fare delle decorazioni sulla superficie (io ho fatto delle incisioni con il coltello e ho decorato i bordi con i rebbi della forchetta), spennellare la superficie con dell'olio EVO e decorare con qualche lamella di mandorla, infornare a 180°C per circa 40 minuti (sino a quando la supercifie inizierà a dorare), io per questo genere di torte in frolla con farcitura umida (come le crostate ecc) consiglio sempre di infornare nella parte media del forno, a metà, in modo che il calore (proveniente dal basso) vada a cuocere bene la base della preparazione che, a causa della farcitura umida, tenderebbe a cuocere meno rimanendo molle, col rischio di cedere non appena si solleva la fetta di torta.
Aspettare che si raffreddi completamente prima di toglierla dallo stampo e tagliarla.
In una capiente ciotola miscelare le farine, il sale e il pepe. Aggiungere l'uovo e il burro freddo tagliato a pezzettini e impastare come una normale frolla (se il composto risulterà asciutto aggiungere un goccio di acqua o latte), ottenere una palla e fatela riposare in frigo per una trentina di minuti, avvolta in pellicola per alimenti.
Nel frattempo tagliate le zucchine sottilmente per il lungo e grigliatele su una piastra calda, salate e aggiungete erbe a piacere (per me timo), lasciatele raffreddare su un piatto. Preparare la crema di latte come una comune besciamella, senza però aggiungere il burro: sciogliete un po' di farina in una tazzina di latte, quando tutti i grumi saranno sciolti aggiungere il latte rimanente e cuocere su fiamma bassa sino all'addensamento (eventualmente aggiungere un po' di farina in più). Lasciate raffreddare.
In una ciotola sbattere l'uovo e i due albumi (perchè l'uovo e gli albumi? Perchè in cottura tenderanno a gonfiarsi e a rassodarsi, in modo che il ripieno abbia una consistenza solida e non liquida con il conseguente "sbrodolamento" post affettatura), unirvi la crema di latte intiepidita e regolate di sale e pepe.
Stendere la frolla con uno spessore di 3-4 mm e con i 2/3 della pasta rivestire una teglia da crostata , bucherellare la superficie con la forchetta e disporvi uno strato di zucchine, successivamente ricoprire con uno strato di crema di latte e uova, continuare con uno strato di salmone affumicato ridotto a striscioline e ricoprire con altra crema di latte. Ripetere l'operazione fino a quando avrete esautito tutti gli ingredienti del ripieno; a questo punto ricoprire il tutto con la rimanente frolla e fare delle decorazioni sulla superficie (io ho fatto delle incisioni con il coltello e ho decorato i bordi con i rebbi della forchetta), spennellare la superficie con dell'olio EVO e decorare con qualche lamella di mandorla, infornare a 180°C per circa 40 minuti (sino a quando la supercifie inizierà a dorare), io per questo genere di torte in frolla con farcitura umida (come le crostate ecc) consiglio sempre di infornare nella parte media del forno, a metà, in modo che il calore (proveniente dal basso) vada a cuocere bene la base della preparazione che, a causa della farcitura umida, tenderebbe a cuocere meno rimanendo molle, col rischio di cedere non appena si solleva la fetta di torta.
Aspettare che si raffreddi completamente prima di toglierla dallo stampo e tagliarla.
Con questo genere di frolla potete optare per una farcitura con cotto/zucchine (sempre con crema di latte e uovo), o vegetariana con verdure grigliate, o ancora una versione alla "Parmigiana" alternando strati di melanzane, poca passata di pomodoro e mozzarella (qui niente crema di latte, magari mantenete l'idea dei soli albumi sbattuti, in modo che cuocendo solidifichino e diano consistenza al ripieno), la frolla potete arricchirla con farina di nocciola o al naturale (sostituite la dose di farina di mandorla della ricetta originale con pari quantità di farina 00), inserire spezie in polvere alla farina (curry, paprika dolce o piccante, curcuma, zafferano...), le varianti sono infinite!
La seconda torta salata è una normalissima torta di pasta brisè farcita con spinaci al burro, ricotta e pezzettini di fontina, decorata con semini di papavero e sesamo. Non riporto la ricetta perchè credo sia la torta più comune in tutte le cucine italiane.
La seconda torta salata è una normalissima torta di pasta brisè farcita con spinaci al burro, ricotta e pezzettini di fontina, decorata con semini di papavero e sesamo. Non riporto la ricetta perchè credo sia la torta più comune in tutte le cucine italiane.
Tra gli antipasti ho voluto riproporre anche un classico binomio di fine estate, Prosciutto e Fichi ma... in versione invernale, quindi un piccolo Finger Food da mangiare in un boccone composto da un fiore di fico secco sormontato da una mozzarellina avvolta in una strisciolina di crudo dolce.
Per il fine pasto, invece, un vassoio di affettati misti con dei piccoli tartufi di Robiola aromatizzata con un trito di rosmarino e ripassata in granella di nocciole.
E per finire... Il Dessert! La torta che vedete qua sotto è il frutto di 3 giorni di lavoro per 4 strati di un dolce dai sapori che ricordano quelli del Tiramisù e servita con una coulisse di cioccolato fondente aromatizzato al caffè. Per i dettagli su questa torta scriverò un post a parte più avanti.

Oltre al dolce "ufficiale" ho preparato anche 2 torte di mele di cui ho già indicato la ricetta in questo post e con la frolla avanzata una crostata ai frutti di bosco con la marmellata preparata l'estate scorsa.
La crostata ai frutti di bosco è arricchita con un crumble croccante in netto contrasto con la morbidezza del ripieno di confettura (questa primavera arricchirò la farcitura con fragole e frutti di bosco freschi)
Ingredienti
pasta frolla (solita ricetta)
confettura di frutti di bosco (homemade)
Per il crumble
100g di farina (di cui 40g di farina di mais)
70g di burro
70g di zucchero
Stendere la frolla con uno spessore di 4 mm, foderare uno stampo da crostata e farcire con la marmellata. In una ciotola miscelare le farine con lo zucchero, aggiungere il burro freddo a pezzetti e con la punta delle dita impastare velocemente sino ad ottenere un composto sbriciolato, farlo cadere a pioggia sulla marmellata senza pressare con le dita, si compatterà da solo in cottura. Infornare a 180°C per 40 - 45 minuti.
La serata è stata piena di soddisfazioni, tutti hanno apprezzato la particolarità degli antipasti e sopratutto la torta a strati, chiedendomi addirittura se ho fatto una scuola di pasticceria...macchè, tutto merito di questa grande famiglia di FoodBloggers!!!! ;o)
pasta frolla (solita ricetta)
confettura di frutti di bosco (homemade)
Per il crumble
100g di farina (di cui 40g di farina di mais)
70g di burro
70g di zucchero
Stendere la frolla con uno spessore di 4 mm, foderare uno stampo da crostata e farcire con la marmellata. In una ciotola miscelare le farine con lo zucchero, aggiungere il burro freddo a pezzetti e con la punta delle dita impastare velocemente sino ad ottenere un composto sbriciolato, farlo cadere a pioggia sulla marmellata senza pressare con le dita, si compatterà da solo in cottura. Infornare a 180°C per 40 - 45 minuti.
La serata è stata piena di soddisfazioni, tutti hanno apprezzato la particolarità degli antipasti e sopratutto la torta a strati, chiedendomi addirittura se ho fatto una scuola di pasticceria...macchè, tutto merito di questa grande famiglia di FoodBloggers!!!! ;o)
FELICE 2010, come è andata tutto bene??? Le pance tirano ancora oppure siete stati strabravi e ligi??? Nooo non ci credo!! Che feste sarebbero senza atroci strappi alle regole che alla fine portano ad avere solo qualche povero globulo rosso intrappolato fra colesterolo e trigliceridi nelle nostre vene?????
Bhè non pensiamo al peggio con qualche piccolo accorgimento tutto ritornerà a posto, intanto io oggi mi sono mangiata un riso in bianco e ho riniziato a fare la mia mezz'oretta di ginnastica e non ci crederete, ma già mi sento più in pace con me stessa avevo certi sensi di colpa :-)))
Oggi vi scrivo questa ricetta che ho fatto fra gli antipasti del 31, a noi è piaciuta, spero anche a voi, ho preso ispirazione da un libro sul pane, non vi scrivo la ricetta originale, perchè era già stata provata con risultato pessimo, ma siccome l'idea di fondo mi piaceva ho sostituito il tipo di farina e di lievito apportato qualche altra piccola modifica (...e va bene della ricetta originale rimane solo il tipo di formaggio!!!) ed in questo modo sono venuti bene, croccantini, saporiti, ma soprattutto leggerissimi e scioglievolissimi in bocca, volete altro???
Vi raccomando di fare dei pezzetti piccoli perchè poi lievitando diventano simil mini baguette!!
Ingredienti:
225 gr di patate
225 gr di farina di grano duro rimacinata
mezzo cubetto di lievito di birra
150 ml di acqua tiepida
sale 8 gr
175 gr di formaggio Leicester rosso grattugiato ( formaggio inglese, duro, sapore dolce e intenso. Ottimo per i toast, qual'ora non lo trovaste potete sostituirlo con fontina o emmenthal).
Preparazione:
lessare le patate con la buccia, poi pelarle, schiacciarle e farle raffreddare. Setacciare la farina, aggiungere il lievito sciolto in poca acqua tiepida, cominciare ad impastare, aggiungere le patate, la restante acqua ed infine il sale. Lavorare per cinque minuti. Poi formare una palla e lasciarla lievitare in un luogo tiepido, coperta da un panno umido fino al raddoppio ( 40-60 minuti a seconda della temperatura).
A questo punto formare dei salsicciotti con la pasta, ungetevi le mani con dell'olio perchè risulta alquanto molliccia, ma in questo modo si riesce a lavorarla bene senza aggiungere altra farina, torcete le salscce su se stesse ( io mi sono dimenticata quindi i miei sono dritti), tagliatele a pezzetti di circa 5 cm l'uno e poi rotolateli ben bene nel formaggio frattugiato ( ho utilizzato l'emmenthal). Mettete a lievitare i pezzetti ben distanziati sulla carta forno per circa 30 minuti poi cuoceteli fino a doratura nel forno preriscaldato a 200°.
Un Natale come tanti altri, quello di quest’anno, senza eventi straordinari, ma vissuto intensamente e con serenità, godendo delle piccole e grandi cose realizzate e/o ottenute (!!!), delle attese delle lunghe preparazioni (l’albero decorato con i fili di pop corn, pazientemente realizzati da me!), ripudiando la vita sedentaria (sano movimento di matterello per la sfoglia della pasta ), smentendo
17 dic
Schiacciatine aromatiche
Innanzitutto scusate la latitanza, ma cause di forza maggiore mi hanno tenuta lontana dal mio e dai vostri blog e sarà così ancora per qualche giorno...ma poi recupererò!!
Questa è una delle merendine preferite di Luca, le ha fatta la prima volta la nonna Ella dopodichè visto l'alto gradimento ricevuto dal pargolo mi sono fatta passare la ricetta ispirata da un numero del 1994 della " Cucina Italiana".
A me piacciono anche così, ma la ricetta originale prevede la farcitura. Si prestano molto bene per un buffet, perchè possono essere preparate in largo anticipo e farcite all'ultimo momento oppure congelate sia prima che dopo la cottura.
Ingredienti per circa 45 pezzi:
1 Kg di farina 0 più un poco per la spianatoia
50 gr di lievito di birra
mezzo litro d'acqua ( aggiungere lentamente, in base al tipo di farina può servire anche meno)
15 gr di sale fino più quello per rispolverarle
trito aromatico ( salvia e rosmarino, maggiorana in minor quantità)
olio evo
Per farcire: robiola + fesa di tacchino arrosto oppure bresaola, salame campagnolo o salsa tonnata.
Preparazione: nell'impastatrice mettere la farina, il lievito sciolto in poca acqua tiepida, un cucchiao e mezzo di trito aromatico e per ultimo il sale. Azionare alla velocità media ed aggiungere lentamente la restante acqua, lavorate per una decina di minuti fino ad aver un impasto omogeneo ed elastico. A questo punto prendete il panetto, incidetelo a croce e fatelo lievitare per circa un'ora in un luogo caldo coperto con un telo umido.
Trascorso il tempo fate le pieghe del primo tipo di Adriano lasciate lievitare coperto a campana per un'altra ventina di minuti poi dividete la pasta in 45 bocconcini che allargerete a focaccina e schiaccerete contro la spianatoia infarinata.
Trascorso il tempo fate le pieghe del primo tipo di Adriano lasciate lievitare coperto a campana per un'altra ventina di minuti poi dividete la pasta in 45 bocconcini che allargerete a focaccina e schiaccerete contro la spianatoia infarinata.
Pennellate le schiacciatine con un'emulsione di acqua ed olio miscelati in eguale quantità, punteggiatele premendo con il pollice, cospargetele con un pizzico di sale fino e poi trasferite sulla placca del forno rivestita con carta forno.
A questo punto accendete il forno e portatelo a 200°, cuocetele per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. Una volta sfornate potranno essere mangiate tiepide se non farcite, altrimenti lascatele freddare, dividetele in due e farcitele a piacere.




















