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Le consiglio anche a chi non è un folle amante dell'aglio per il semplice motivo che l'aglio assolutamente non si percepisce, ma lascia un gradevole e delicato retrogusto che si sposa perfettamente con le erbe aromatiche. La ricetta originale prevedeva addirittura l'utilizzo di ben 4 teste d'aglio. Certa di non poter reggere una simile quantità lascio a voi la scelta della variazione. Per comodità, e per amore delle persone che mi circondano, ho utilizzato solo 1/2 testa d'aglio, ma se avessi optato per una testa intera non sarebbe stato male. La ricetta prevede infatti di bollire gli spicchi per qualche minuto prima del loro reale utilizzo, dando origine così ad un sapore e odore meno intenso, più delicato. L'aglio diventa più morbido e si amalgama perfettamente con il ripieno della quiche, creando una crema perfetta. Per quanto riguarda la scelta delle erbe aromatiche non avete che da sbizzarrirvi.. basilico, menta, prezzemolo, erba cipollina, maggiorana, origano etc. Un'altra piccola variazione è stata di utilizzare anche un poco di parmigiano reggiano grattugiato per il ripieno delle quiches e non soltanto come tocco finale, in maniera tale da dare maggiore sapore e consistenza. Il tempo di cottura inoltre varia lievemente a seconda della pasta sfoglia, in ogni caso non appena saranno ben dorate sfornatele e gustatele ancora tiepide ... saranno deliziose! Con le dosi seguenti ho ottenuto 4 mini quiches del diametro di 12 cm.
Ingredienti:230 gr di pasta sfoglia100 gr di latte2 uova + 1 tuorlo4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato1/2 testa d'aglio (a seconda del gusto potete aumentare fino a 4)1 mazzetto di erbe aromatiche (in questo caso: prezzemolo, basilico, erba cipollina, origano)olio di oliva extraverginesalepepe
PreparazionePortate ad ebollizione poca acqua. Sbollentatevi gli spicchi d'aglio per circa 2-3 minuti, avendo cura di eliminare la radice. Scolateli, sbucciateli e tagliateli a fettine non troppo sottili. In una padella fate scaldare poco olio di oliva e fate saltare l'aglio a fiamma vivace con un pizzico di sale. In una terrina a parte sbattete le uova e il tuorlo con il latte. Aggiustate di sale, pepe e parmigiano secondo il vostro gusto. Tritate finemente le erbe aromatiche e aggiungetele alle uova. Unite infine l'aglio, senza olio di cottura, e amalgamate bene il tutto. Rivestite con carta forno gli stampini delle quiches e stendetevi la pasta sfoglia omogeneamente. Fate ben aderire il bordo della pasta sfoglia e praticate dei forellini sul fondo con una forchetta, avendo cura di non bucare troppo in profondità la pasta. Distribuite il composto a base di uova, aglio ed erbe aromatiche in ciascuna quiche, senza riempire lo stampo fino al bordo, in quanto il ripieno tende a gonfiarsi leggermente durante la cottura. Lasciate circa 1/2 cm. Cospargete con uno o due cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato prima di infornare in forno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti. Saranno pronte non appena la pasta sfoglia risulterà ben dorata. Non vi preoccupate se quando sfornerete le vostre quiches il ripieno, prima ben gonfio, tenderà a sgonfiarsi nel giro di qualche minuto. Servitele a vostro piacimento, ben calde o lievemente tiepide.
Ve la anticipo qui, perchè è troppo bella. Anzi, no: bella, non lo è per niente o quanto meno non o è stata per noi che, tanto per cambiare, ci eravamo in mezzo. Però, è così "singolare" che temo che per un bel po' di tempo mi sarà impossibile parlare di funghi senza associarli a questo episodio.
Dunque, non so se vi ho mai raccontato che a mio marito piace andar per funghi. Ci va sempre meno spesso, purtroppo, perchè è oberato dal peso del lavoro ( e dell'età e di tutto il resto), ma appena arriva la stagione, se ha un momento libero, prende un bastone, infila gli stivali e parte. In più, la casa di famiglia dei miei suoceri è in un bosco dove nascono quasi solo porcini: e quindi, ogni volta che si avventurano oltre la prima linea degli alberi, possiamo star certi di una cosa: che se mai ci saranno dei funghi, a riempire i cestini, questi saranno solo dei "neri"
Grosso modo a tre quarti della vacanza scozzese, mentre stavamo scendendo lungo le Highlands, ci siamo avventurari in una delle tante stradine panoramiche che costeggiano i laghi. Il percorso si allungava e ci si perdeva in comodità, ma la bellezza del paesaggio circostante valeva la pena di sobbarcarsi il disagio dei km in più e dei sobbalzia alla schiena. Al solito, il rituale era lo stesso: macchina di traverso sul ciglio della strada, con me a sorvegliare che non fosse di intralcio e il marito e la figlia in giro a far foto.
Quel giorno lì, però, la creatura non si era voluta spostare di un millimetro dal sedile posteriore, complice il libro che stava leggendo e così eravamo rimaste in due ad aspettare il ritorno di Giulio. Che però non arrivava.
"Come mai ci mette tanto?" mi chiedevo, mentre davanti a me sfilavano immagini di cadaveri portati via dalla corrente o straziati da cervi inferociti. E siccome di natura sono ansiosa e mia figlia non mi degnava di una risposta, ho deciso di scendere e di andare a cercarlo.
"Porciniiiiiiiiiiiiiiiii" l'ho sentito urlare da lontano "prendi un sacchetto e vienimi incontro, che c'è pieno di funghi!"
Detto fatto: mi armo di sacchetto (Walkers, quello degli Shortbread) e lo raggiungo. non prima però di essermi inciampata in tre esemplari, l'uno più bello dell'altro, proprio lì sul ciglio della strada.
" E ora?" gli chiedo, mentre ci dirigiamo a sud. "cosa ne facciamo?"
"Niente: li diamo alla signora del B&B e le chiediamo di prepararcene un po' per domani. Il resto, se li tiene"
Ora, non so voi ma se c'è una cosa a cui non so resistere è il profumo dei funghi. Fatemi assaggiare qualcosa- qualsiasi cosa- che abbia questo profumo e potete star certi che lo mangerò, senza esitazioni. E quindi, vi lascio immaginare in che condizioni siamo arrivati al B&B, affamati come lupi e levando in alto il sacchetto, a mo' di offerta votiva.
"Poison". La signora sembra uscita da un fumetto. Ha i capelli lunghi e ricci, gli occhialini tondi e il naso in su, un camicione a fiori e i sandali senza calze. Mentre scaricavamo i bagagli ci ha fatto una testa così sulla sicurezza, le uscite antincendio e l'uso dei saliscendi delle porte, ripetendo che, se altrove fumare è un divieto, lì è un peccato (a pity) e pure mortale (deadly pity) e ora, davanti ai nostri porcini, ha lo sgurdo incrollabile di chi sa di essere nel giusto.
"Sono velenosi"
Il marito strabuzza gli occhi, poi li fissa prima sui finghi e poi su di lei. E comincia a spiegarle che questi sono porcini, altrimenti detti Boleti non so come, che in casa loro li raccolgono da una vita, che sua madre è una botanica, che lui li ha bevuti nel latte e ogni altra argomentazione per strapparle un sì
Ma quella, non cede di un millimetro, anzi
"Poison, Deadly poison".
E così, ci siamo rassegnati. Immobili, senza colpo ferire, abbiamo assistito al rito della spazzatura, con la tipa che prendeva il sacchetto, lo teneva accuratamente lontano da sè e lo faceva cadere nel bidone della rumenta, chiudendo subito il coperchio. Ma se vi dico che, al mattino dopo, davanti a quella poltiglia limacciosa che fa acqua da tutte le parti e che loro chiamano "mushroom" ci siam quasi messi a piangere, mi credete o no???
CESTINI DI PATATE CON CREMA DI PORCINI E ROSMARINOda Easy Finger , di Sigrid Verbert

Ideona/ina della
Cavoletto per far fuori anche gli ultimi gambi del bottino dei suoceri, dopo averli mangiati fritti, nel sugo e con le patate- e stasera ci aspetta un risotto. Ieri, però, mi erano rimaste fuori dalla teglia alcune patate e così ho recuperato questa ricetta veloce, ottimo finger food da aperitivo autunnale
Per una ventina di cestini
4 piccole patate
4 porcini (io ho usato una decina di gambi)
50 g di ricotta
1 rametto di rosmarino (prezzemolo, nel mio caso)
1 dl di olio d'oliva
1 spicchio d'aglio
Versare l'olio in un pentolini, aggiungere il rosmarino, far scaldare leggermente, spegnere e far riposare per 20 minuti
(ho omesso tutto questo procedimento, perchè, come ho detto, ho usato il prezzemolo)
Intanto, pulire i funghi, tagliarli a pezzi e saltarli in padella con un filo d'olio, l'aglio in camicia e il rosmarino. Eliminare l'aglio, frullare i porcini con la ricotta, salare e pepare. Sbucciare le patate e tagliarle a fettine sottili. Eliminare il rosmarino e spennellare ogni fettina di patate con l'olio, prima di sistemarle, 4 o 5 alla volta, disposte a fiore, in stamppini per mini crostate (ho usato quelli per le mini quiches). Infornare a 180 gradi per una decina di minuti (nel mio forno, anche 5). Sfornare i cestini, lasciare intiepidire e guarnirli con la crema di porcini.
Ci vediamo stasera, per la Scozia
ciao
ale
Il “mangiar bene” è da sempre inscindibilmente legato al “buon bere”, due partner che si completano a vicenda …
E il buon bere fa pensare immediatamente alla bionda, spumeggiante e flessuosa per antonomasia, la birra: a lei e tutto ciò che vi ruota attorno, Assobirra ha dedicato Birra Gusto Naturale, uno spazio web, curato da un team di esperti, dove non mancano le ricette, proposte ogni mese da
Velocissime da preparare e semplicemente irresistibili! Gli ingredienti indicati valgono per la preparazione di circa 10-12 polpette di piccole dimensioni. Potrete tranquillamente raddoppiare le dosi elencate e gustarle poi sia calde che fredde. Sono ottime in entrambi i modi e sono oltretutto perfette per essere servite durante un aperitivo come finger food. Non lasciatevi scoraggiare dalla scelta del tonno come ingrediente principale dell'impasto poichè vi assicuro che il risultato sarà sorprendentemente leggero e delicato, grazie anche alla presenza della ricotta fresca.Ingredienti:160 gr di tonno sott'olio75 gr di ricotta fresca2 cucchiai di parmigiano grattugiatoprezzemolo tritato1 uovo pane grattugiatoolio per fritturasale e pepe q.b.
PreparazioneSgocciolate il tonno e mettetelo in una terrina rompendolo il più possibile con una forchetta. Aggiungete la ricotta, ben sgocciolata, il parmigiano, l'uovo e il prezzemolo tritato. Amalgamate bene il tutto cercando di creare una cremina omogenea. Salate e pepate secondo vostro gusto. Poco per volta inserite anche il pane grattugiato fino ad ottenere una consistenza non troppo morbida. L'impasto dovrà staccarsi dalle pareti della terrina e dovrà essere facilmente lavorabile con le mani. In un piatto disponete ulteriore pane grattugiato. Modellate le polpettine cercando di mantenere per tutte una misura standard non troppo grande. Appiattitele lievemente e passatele nel pan grattato. Scaldate qualche cucchiaio di olio e friggete le polpette sui due lati, girandole non appena saranno ben dorate. Disponetele per qualche minuto su carta assorbente prima di servire.

Come procedono le vostre vacanze?
Qua in Liguria dopo alluvioni, tempeste di vento (ieri mi è volata la sdraio in piscina!! O_o) e giornate semi-autunnali sembra essere ritornato il sole.
Nonostante il blog sia "in ferie" la tecnologia è entrata anche nella mia dimora estiva con una fantastica chiavetta Internet che mi permette di mantenere i contatti con la bloggosfera, anche se ho notato che nei blog i commenti si fanno via via più rari, oramai siamo/siete tutte spaparanzate nei rispettivi posti di vacanza. Già mi immagino le valanghe di post a Settembre, io per prima tornerò il 5 da una settimana a Parigi e tra fotografie e resoconti non oso immaginare come farò a mettere nero su bianco quei 7 giorni in compagnia di Valentina! In questi giorni di vacanza al mare le cucina non ha mai smesso di funzionare, ma come molte sanno e sperimentano, i piatti si fanno via via più semplici e leggeri, sarà che tra mare e bagni di sole la fame è poca, il tempo per stare ai fornelli si riduce ai minimi termini e i pranzi si risolvono con insalate, scatolette di tonno e pomodori.
Nonostante ciò è sempre bello portare in tavola, di tanto in tanto, qualcosa di sfizioso ma semplice, fatto con quel poco che trovi in frigo e nel negozietto di alimentari vicino alla spiaggia, ecco quindi che sono nate queste tartellette servite come antipasto alla cena di Ferragosto.

Ingredienti
una confezione di crekers (sbizzarritevi voi con la marca e la forma, io ho utilizzato quelli confezionati nei sacchetti di carta)
1 confezione di Philadelphia classico (o se preferite alle erbe)
1 cucchiaio di ricotta
olive
gamberetti
pomodorini
acciughe sott'olio
prezzemolo
origano
In una ciotola lavorare a crema i due formaggi, nel caso utilizziate il Philadelphia classico potete aggiungere delle erbe tritate (erba cipollina, origano, finocchietto). Con l'aiuto di una sac a poche formate tante meringhette di formaggio sopra i crekers e decoratene una parte con una rosellina di acciuga (tamponatela con carta da cucina per asciugarla dall'olio, tagliatela a metà sia nel senso della lunghezze sia in larghezza e arrotolatela su se stessa) e un quarto di pomodorino privato dei semi, a piacere concludete con una foglia di prezzemolo o basilico. La seconda variante prevede una decorazione con un gamberetto, prezzemolo e una fettina di oliva.


Questo tian fa parte della serie di ricette aventi come ingrediente principale il pomodoro, che ho trovato in un allegato a Sale&Pepe del mese di Luglio.
Mi ha subito colpito la fotografia (come sempre la mia attenzione è prima di tutto "estetica", in tutte le cose compresa la cucina, deformazione professionale!) con questa alternanza di fettine sottilissime di zucchina e pomodori, i colori e l'aspetto fresco che l'accostamento di primari (rosso, azzurro) conferisce (nella foto del ricettario si utilizza un piatto azzurro simile a quello che ho utilizzato io nelle mie).
La prima volta che l'ho realizzato ho seguito la ricetta originale, oggi vi propongo una rielaborazione che trasforma un leggero contorno in qualcosa di più sostanzioso avente alla base un sottilissimo disco di pasta sfoglia ricoperto da una sbriciolatura di mozzarella (pochissima e letteralmente sbriciolata con le dita in modo da non inumidire troppo la sfoglia e mantenerla croccantissima e friabilissima), per ultimo la copertura di verdura formata da un'alternanza di sottilissime fette di zucchina e pomodoro, il tutto ricoperto da una spolverata di timo.


La ricetta e gli ingredienti sono scontatissimi, più che altro mi limito solo a darvi alcune dritte utili per la completa riuscita del piatto: come già accennato dovete usare pochissima mozzarella (la mia tortina misura 22 cm di diametro e ho utilizzato 1/3 di mozzarella sbriciolata e lasciata scolare per trenta minuti in modo che non vi fosse acqua che potesse inumidire troppo la sfoglia); la sfoglia non ha una crosta, l'ho ritagliata esattamente della misura della tortiera, ho voluto evitare il più possibile l'effetto torta salata, un cornicione di pasta sfoglia avrebbe coperto troppo i sapori delicati della copertura.
La cottura in forno è durata circa 30 minuti ad una temperatura di 180°C, dovrete però controllare che non secchi la farcitura di pomodoro e zucchine, essendo fettine sottilissime il rischio è molto alto, basterà coprire la superficie con un foglio di carta argentata in modo che la torta continui a cuocere senza bruciacchiarsi.

Questi piccoli antipasti sono stati ideati e presentati all'interno di una cena fatta qualche settimana fa con i miei amici, il piatto forte era una grigliata di carne e non ho voluto appesantire ulteriormente con sapori troppo pronunciati il pasto.
Pomodori e mozzarella sono sinonimo dell'estate, così come i fichi che oramai appaiono belli maturi sulle bancarelle dei mercati.
Forse gli ingredienti e gli abbinamenti (pomodoro/mozzarella, prosciutto/fichi) possono far cadere nell'ovvio o nella banalità, ma spesso quello che fa la differenza è come si presenta alla vista un piatto, oramai credo di essere "sicura" sul lato dei sapori, cucinando sempre e non saltuariamente inizi a credere che le cose non vengano "per la fortuna del principiante" ma semplicemente perchè oramai le tue mani sanno esattamente quello che devono fare e il tuo istinto ti dice esattamente che sapori ed odori abbinare, così cerco di concentrarmi sempre di più sull'estetica del piatto e sul modo di servire in tavola, orientandomi sulla scelta dei tovagliati e dei servizi di piatti (con somma preoccupazione di Andrea visto che nel frattempo stiamo decidendo la nostra Lista Nozze).
Pomodori e mozzarella si trasformano così in simpatici mini Hamburger, con un ripieno saporito a base di lattura e un trito di olive e capperi.
I fichi con 4 incisioni si apriranno a fiore ospitando al loro interno una rosa di prosciutto crudo.
La ricetta credo non serva, le foto bastano da sole... no?


Ogni stagione ha i suoi colori.
L'estate, che mi ricordi, è sempre stata rossa: il colore del caldo infernale di quelle notti passate con gli occhi sbarrati a rigirarmi tra le lenzuola quando da piccola vivevo in quell'appartamento senza aria condizionata... il rosso dei pomodori raccolti nell'orto di mio nonno e della salsa che come sangue caldo sgorgava dalla macchinetta per separare le pelli dalla polpa, la "sputacchia buccie" come io la chiamavo... era rosso anche l'odore di pomodoro cotto che non sopportavo e che ogni estate invadeva la cucina e tutta la casa... per anni ho odiato i pomodori proprio per questi odori insopportabili.
Di rosso c'era anche il set da pic nic, un set plasticoso molto anni 80 costituito da piatti bicchieri ed insalatiera impilabili che si chiudevano formando un enorme uovo con manico bianco per trasportarlo... rossa era la Panda scalcinata di mio nonno e rossa la mia prima bicicletta sulla quale passavo le mie estati.
Anche questa mia estate 2010 è rossa, i pomodori imprigionati in questa tatin lo sono e anche i 4 kg di San marzano che stanno sobbollendo nel pentolone in attesa di divenire conserve per colorare i futuri grigi mesi invernali...
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia (io ho usato della brisè, ne preferisco la consistenza croccante)
10-12 pomodori ramati di medie dimensioni
pane secco qb
4 spicchi di aglio
2 cucchiai di pinoli
basilico e prezzemolo
1 cucchiaio di zucchero
olio EVO
sale e pepe
Incidere i pomodori a croce e sbollentarli mezzo minuto in acqua bollente, tuffarli in acqua fredda e spellarli. Togliere la calotta superiore e svuotarli delicatamente facendo attenzione a non romperli. Salarli all'interno e metterli a scolare per 10 minuti su carta da cucina.
Prendere il pane secco e romperlo nel mizzer, aggiungervi il trito di aglio, basilico e prezzemolo tagliato a coltello e i pinoli tagliati molto grossolanamente (ne ho lasciati parecchi interi), far rosolare il composto ottenuta in una larga padella con 3 cucchiai di olio, regolare di sale e pepe. Farcire i pomodori con il composto di briciole. Nella setssa padella utilizzata per preparare il ripieno scaldare un cucchiaio di olio e cuocervi i pomodori per 5 minuti, collocandoli in modo che la parte con il ripieno stia rivolta verso l'alto, a termine cottura spolverizzate con il cucchiaio di zucchero.
In una teglia da crostata unta d'olio disporre in maniera concentrica i pomodori (sempre con la parte ripiena rivolta verso l'alto), cercate di tenere i pomodori vicini con il minimo spazio l'uno con l'altro (io prima di cucinare ho fatto qualche prova con i pomodori crudi nella teglia, anche per cercare di capire quanti utilizzarne), riempite gli spazi tra un pomodoro e l'altro con un po' di composto tenuto da parte, ricoprire con la sfoglia di brisè bucherellata e rimboccarne i bordi in modo da imprigionare per bene il ripieno.
Cuocere in forno già caldo per una trentina di minuti, se vedete che la brisè colora prima coprirla con carta d'alluminio.
Una volta sfornata capovolgetela su di un piatto da portata, servire tiepida con delle foglioline di basilico a guarnire.
Con la foto della fetta di tatin che appare in testa a questo post colgo l'occasione per partecipare al primo
Giveaway di dEleciouSly

Fino a prima che se ne parlasse con la tata non sapevo nemmeno cosa fossero, siamo nel bel mezzo dei preparativi per la nostra settimana di vacanza a Parigi e a quanto pare tra le nostre scorribande finiremo nel quartiere ebraico dove si mangiano i Falafel più buoni di tutta la città, ed è così che ho scoperto cosa fossero... i Falafel! Stiamo parlando di un tradizionale "cibo da strada" legato alla tradizione orientale (araba, israeliana), di probabile derivazione egiziana (potrà capitarvi di trovarli anche in alcuni rivenditori di Kebab... sempre che facciate parte di quella schiera di affezionati che osano entrare in quei posti... insomma dovrò pure dire la mia sul mio blog... e dal punto di vista igenico...che schifo!).
La particolarità di queste polpette è che sono esclusivamente a base vegetale, ceci e spezie (cumino e semi di coriandolo) oltre che erbe aromatiche (prezzemolo e foglie di coriandolo... che fatica trovare quest'ultimo!), cipolla ed aglio (tanto per cambiare!).
Al momento di friggere dubitavo che quella massa di impasto granuloso che quasi faticava a restare assieme potesse diventare polpetta anzichè sciogliersi nell'olio, ma sotto gli occhi stupiti miei e di Andrea è avvenuta la magia del Falafel e delle piccole polpettine dorate si sono come materializzate davanti a noi, emergendo dall'olio della friggitrice (mamma mia come sono poetica!).
Essendo un cibo da passeggio spesso lo trovate servito in una Pita, un pane arabo soffice e non lievitato, altre volte servito come Finger food assieme a pomodori e cetrioli, accompagnato da salsine. io ho scelto quest'ultima variante preparando una salsa allo yogurt greco, menta e lime ed una variazione sull'Hummus, al peperone!
Allora, iniziamo con le salse?
Quella allo yogurt è semplicissima, occorre semplicemente lavorare con una forchetta dello yogurt greco, la confezione che ho usato è da 170 g, (ne esistono ben 3 tipo allo 0%, 2% di grassi o intero, quindi a voi la scelta a seconda di quanto volete acidina la salsa, ovviamente quello scremato risulterà più acidulo), aggiungere delle foglie di meta tritate a julienne con un coltello (niente mixer sennò si spappola e diventa amarognolo tutto), il succo di mezzo lime (o limone verde) e un pizzico di sale. Mescolare bene e invasettare. Conservare in frigo fino al consumo (se la preparate mezza giornata prima è meglio).
L'Hummus è una crema a base di ceci, aglio, succo di limone e Tahin.
Non avendo quest'ultimo ingrediente e non volendo acquistarlo apposta dato che ne farei scarso utilizzo, ho trovato la ricetta di una variazione sulla salsa, in cui essa non appare tra gli ingredienti e viene sostituita da olio EVO, la variazione in questione prevede l'utilizzo di un peperone rosso arrostito assieme ai ceci .
Ingredienti (per una ciotola come in foto)
1 scatola di ceci precotti
1 spicchio di aglio
il succo di 2 limoni
olio EVO
1 peperone rosso grigliato e pelato
sale qb
Scolare e lavare i ceci, metterli in un mizer o frullatore con un cucchiaio di olio EVO, aglio, succo di limone e il peperone precedentemente grigliato, spellato e spezzettato. Azionare e ridurre a purea. Regolare di sale. Invasettare e conservare in frigo.
I Falafel, come già scritto sopra fino al momento di vederli emergere dall'olio non ero proprio sicura al 100% di quello che ne sarebbe venuto fuori, pur avendo letto le stesse sensazioni su blog di altre sperimentatrici temevo che fosse andato storto qualcosa (frullatore poco potente... impasto "sbagliato"...).
Effettivamente qualche problema con il frullatore c'è stato, io e Dany ci abbiamo lavorato dietro quasi una quarantina di minuti a causa di questi benedetti ceci che non ne volevano sapere di frullarsi in maniera omogenea, è stato tutto un travasa, separa i ceci tritati da quelli che non si sminuzzavano (cavolo, ceci crudi semplicemente ammollati 24 ore in acqua, mica potevo lasciarli a pezzettoni, sarebbero partiti i denti a tutti!), e poi aglio, cumino... la taverna era a prova di vampiro!
Alla fine poi ce l'abbiamo fatta eh, ma veniamo alla ricetta, presa dalla mitica Cavoletto.
Cavoletto utilizza ceci e fave, io ho utilizzato solo i primi andandoli a sostituire al peso delle fave, di conseguenza se volete utilizzare entrambi i legumi ne occorrono metà dose di uno e metà dell'altro, se non è chiaro vi rimando direttamente alla sua ricetta.
Ingredienti (una ventina di polpettine grandi quanto palline da golf... forse, non ho mai giocato a golf io!)
300g di ceci secchi, ammollati in abbondante acqua almeno 24 ore prima
1 cipolla
2 spicchi di aglio
sale qb
mezzo cucchiaino di bicarbonato (facoltativo)
1 pugno di foglie di coriandolo
1 pugno di foglie di prezzemolo (o 2 pugni di prezzemolo se non trovate il coriandolo, io l'ho preso tempo fa all' Esselunga e congelato per ogni evenienza)
1 cucchiaino di cumino in polvere
3 cucchiai di semi di sesamo
olio per friggere, il migliore è quello di Arachidi (a parte l'olio EVO)
Friggitrice (comodissima, permette di cuocere ad una temperatura maggiore rispetto alla pentola, in modo da diminuire i tempi di cottura e di conseguenza l'assorbimento di olio dei cibi, poi la potete posizionare tranquillamente in giardino o sul balcone con una bella prolunga ed evitate anche la puzza in cucina!)
Per prima cosa dovete mettere in ammollo i ceci secchi 24 ore prima in abbondante acqua, terminato questo tempo scolateli per bene.
Tritare grossolanamente cipolla ed aglio, unirle ai ceci in un frullatore (magari frullate metà composto alla volta perchè è duro), unite anche prezzemolo e coriandolo e frullate sino ad ottenere una pasta omogenea. Non aggiungete liquidi anche se vi sembrerà tutto granuloso e asciutto, staccate il composto dalle pareti del frullatore con un coltello e rimestate più volte il composto in modo che tutti i ceci possano entare a contatto con le lame. Fate attenzione che non rimangano ceci interi o a metà, deve essere tutto frullato e ridotto massimo ad una granellina fine. Quando riuscirete a fare tutto ciò ponete l'impasto in una ciotola ed aggiungetevi un paio di prese di sale e il cumino. Lasciate riposare il composto in frigo per alcune ore (attenzione, non aggiungete ora il bicarbonato).
Mezz'ora prima di cuocere aggiungete il bicarbonato, amalgamate e formate delle polpettine, vi sembrerà che non stiano assieme, dovete schiacciarle e strizzarle per bene (uscirà un pochino di liquido bianco) e ponetele su un piatto facendole rotolare nei semini di sesamo (non devono essere completamente ricoperte, io ho saltato il passaggio per motivi di spazio/tempo, non ero in casa mia ma ad una cena con amici e le ho preparate "in diretta", quindi ho semplicemente spolverato con i semi dopo la cottura). Nel frattempo fate scaldare l'olio e qundo avrà raggiunto la temperatura immergetele piano piano fino a quando non inizieranno a dorare, farle scolare su della carta da cucina e servire calde o tiepide.
La questione bicarbonato è un punto di domanda, addirittura qualcuno mette un pizzico di lievito per impasti salati, io ne ho usato una punta di cucchiaino perchè a volte il sapore può rovinare il cibo, praticamente un nulla rispetto alla quantità di impasto, e le polpette sono uscite ugualmente, la prossima volta non lo metterò del tutto.
Non c’è mai stato feeling tra me e le polpette, lo confesso! Pur apprezzandone la bontà, me ne sono sempre tenuta a debita distanza, come due persone che si stimano, senza che vi sia quell’empatia necessaria per “legare” o quella comunanza di intenti che li porta a diventare amici.Poi tutto d’un tratto, il desiderio di vincere l’ingiustificata “freddezza”.
Sarà per la panatura croccante e

Oggi ho fatto la casalinga rilassata e beata….tutte le congiunture astrali, famigliari e lavorative sono state a mio favore (vedi marito a pranzo fuori, figlia n. 1 al mare e figlia n. 2 a pranzo all’asilo per festeggiare la chiusura dello stesso) me la sono presa molto comoda…ho lavorato per Giallo Zafferano ed ho installato internet explorer 8 (che è una ciofeca quindi se non ce lo avete non fate nemmeno la fatica di impegnare il pc per mezz’ora, tanto ci vuole per installarlo!)
In onore dei vecchi tempi mi sono preparata per pranzo un signor panino….chiamato confidenzialmente: Paninozzo!
Può essere adattabile anche ad una festa o ad un buffet, se fatto con dei piccoli panini al latte (quelli tondi) per questo motivo partecipo con questa ricetta al Mondial Finger Food di Giallo Zafferano, nel girone ”caci di rigore“.

Veniamo alla ricetta
PANINOZZO
- per un panino
- 1 pane arabo
- 4 fettine di melanzana
- 4 fettine di pomodoro da insalata sul maturo
- 1 mozzarella fior di latte
Per prima cosa arroventate una piastra e mettete a grigliare le fette di melanzana, con un po di sale.
Aprite il panino a metà e metteteci le melanzane calde, sopra posizionate le fette di pomodoro, la mozzarella e l’altra metà del pane.
Io l’ho trovato golosissimo!


Lo ammetto, di certo le cosiddette "voglie" non aiutano e mi saltano in testa degli abbinamenti assurdi, ma questi spiedini non potrete non adorarli! Qualche settimana fa stavo curiosando nel web alla ricerca di qualche nuova e stuzzicante idea e, improvvisamente, mi saltano all'occhio questi splendidi bocconcini di pollo abbinati alla salsa Worcester. Ora, per non copiare spudoratamente questa ricetta, la rielaboro un po', faccio qualche esperimento e la rendo un po' più mia, a partire dalla scelta di disporre i deliziosi bocconcini infilzandoli in spiedini. Il risultato è da leccarsi i baffi e già non vedo l'ora di rifarli. Un piatto velocissimo e leggero, ma soprattutto con un gusto tutto nuovo, perchè alla fine si sa che il pollo, cucinato sempre allo stesso modo, stanca. Del resto in questi giorni ero partita in quarta con la decisione di provare una bella e nuova ricetta che comprendesse la salsa Worcester! Alla fine la bottiglietta giaceva in dispensa da troppo tempo! Tra le altre cose, mi sono soffermata moltissimo a leggere tutte le curiosità inerenti questa ottima salsa, utilizzata soprattutto come condimento. Dietro ad essa, infatti, esiste una storia del tutto singolare. Essa nasce nel 1835 su esplicita richiesta di un ex governatore inglese, vissuto per molti anni nel Bengala. Egli commissionò a due farmacisti, John Lea e William Perrins, di riprodurre una salsa indiana da lui molto apprezzata in terra straniera. I due si misero all'opera miscelando cipolle britanniche, aglio francese, acciughe spagnole, scalogno olandese e diverse erbe aromatiche. Il risultato iniziale fu disastroso, tanto che i farmacisti relegarono il vecchio barile di legno in cui erano stati miscelati gli ingredienti nella loro cantina per diversi anni. Riscoprirono il barile e, casualmente prima di gettarlo, ne assaggiarono nuovamente la salsa in esso contenuta: era deliziosa! Aggiunsero aceto di malto, tamarindo di Calcutta, chiodi di garofano del Madagascar, peperoncino rosso e melassa di canna da zucchero dei Caraibi e ottennero finalmente l'eccezionale salsa Worcester. Fondarono quindi la società Lea & Perrins nel 1838 ed iniziarono a commercializzare la loro creazione, diventando così i più famosi produttori. Come contorno vi suggerisco un piacevole puré di patate al burro salato e limone!Ingredienti:1 petto di pollo grandesucco di 1/2 limone1 tazzina di salsa worcester1/2 bicchiere di vino bianco o brodo di pollosale q.b.coriandolo q.b.farina q.b2 cucchiai di olio d'oliva
PreparazioneTagliare il pollo in pezzi non troppo piccoli e metterli a riposare per almeno mezz'ora in un recipiente contenente del succo di limone, sale e coriandolo. Trascorso il tempo necessario alla marinatura, spolverate il pollo con poca farina, mescolando brevemente. Fate scaldare l'olio in una padella antiaderente e, non appena sarà ben caldo, versateci il pollo completo del liquido di marinatura. Fate cuocere a fuoco medio per qualche minuto, alzate la fiamma e sfumate con del vino bianco (o brodo di pollo, a voi la scelta!) e continuate la cottura. Non appena il liquido sarà evaporato bagnate il tutto con abbondante salsa Worcester (scegliete la quantità secondo il vostro gusto personale) e fate colorire il pollo a fiamma media, in maniera tale che possa quasi caramellare nella salsa. Non appena sarà ben cotto e assumerà una deliziosa colorazione brunastra lasciate raffreddare per qualche istante e procedete alla composizione del piatto creando degli spiedini. Completate con una spolverata di coriandolo fresco o prezzemolo.