Archivio per la tag 'Eventi'
Biscotti ed ospiti
Di nuovo, questo è’ il mio modo di ricordare a chi sarà a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò semplicemente, preparando dei biscotti
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere. In un post precedente trovi invece i Nidi di Marmellata.
Biscotti al tè con Albicocca e Spumante
Immagina di voler fare dei biscotti speciali e di avere con tè la ricetta perfetta per la frolla (made in Gennarino). Immagina di voler fare dei biscotti per un’occasione speciale (come un pranzo di beneficienza). Immagina di aver deciso di farli con delle foglie di tè dentro e di arrivare sulla porta del tuo teista preferito e…sentirlo dire “Questo tè con albicocca e spumante è nuovo e gradevole…”.
Et voilà ecco i biscotti che cercavi. Buoni subito, buonissimi poi. C’è da divertirsi con chi assaggia, pochi indovinano il trucco. Poco distinguono esattamente il sapore. Particolari? Sì, assolutamente sì.
BISCOTTI CON TE’ DI ALBICOCCA E SPUMANTE
Ingredienti per oltre 90 biscotti fini
225 gr di farina 00
25 gr di fecola di patate
125 gr di burro
75gr di zucchero a velo
1 uovo (da 50gr)
1.5gr di sale
1.5gr di lievito per dolci
poca buccia di limone grattugiata
2 cucchiai di foglie di tè all’albicocca e spumante
Mescolare la farina con la fecola ed il lievito, unire lo zucchero a velo, infine il sale. Aggiungere la buccia di limone ed ovviamente le foglie di tè. Lavorare gli ingredienti secchi col burro tagliato a dadini, infine unire l’uovo.
Lavorare velocemente l’impasto.
Amalgamato bene il tutto, riporre in frigo l’impasto per almeno un’ora. Ma resiste così dei giorni.
Infine, stendere l’impasto e tagliarlo con gli stampini che si desiderano. Io tendo a stenderlo piuttosto fine l’impasto.
Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 12-15 minuti.
Ottimi dopo alcune ore, ancora meglio i giorni dopo.
Biscotti ed ospiti
Biscotti e ospiti? E’ il mio modo di ricordare a chi sarà a Roma il 6 aprile 2010 che all’Antica Osteria l’Incannucciata ci sarà un pranzo a favore di Medici Senza Frontiere. Io contribuirò semplicemente, preparando un sacchetto di biscotti per ognuno dei 90 presenti e qualche altro biscotto per chi presenzierà all’asta di vini.
Per chi è interessato al pranzo i dettagli sono qua.
Per chi è interessato ai biscotti, beh continui a leggere.
Nidi di marmellata
Quali saranno i tipi di biscotti? Se mi segui per almeno 5 giorni lo saprai.
Incominciamo col primo. E’ un mio cavallo di battaglia. Forse IL mio cavallo di battaglia.
Correva l’anno 1997 o 1998 quando mia madre intorno ai dodici anni mi lasciò la cucina solo per me. Andò a fare la siesta pomeridiana sperano di trovare la cucina intera al ritorno. Io dissi, col libro della Cameo in mano, farò i biscotti. Lei, stoica Ivetta, disse:”Ti avverto, i biscotti non sono facili da fare. Non ti arrabbiare poi se non vengono bene”.
Ed ecco da come cominciò il successo dei Nidi di Marmellata. Fin dalla prima volta. Con questi biscotti ho conosciuto la mia Cavia, con questi ho fatto amicizia con le Coquinarie, con questi so cosa fare quando viene Laura di Palermo a trovarmi, con questi ho cenato con Daniela e ho ammaliato Giulia sabato (mentre la sorella gemella Mirella cercava di placarla).
Unico mio avvertimento: la pasta a volte non si assembla velocemente. Quindi, può succedere che la pazienza serva.
Nidi di marmellata
250gr di farina
3g (un cucchiaino di tè raso) di lievito
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di essenza di mandorla
1 tuorlo
150 gr di burro
marmellata
Mescola farina e lievito. Unisci lo zucchero, l’aroma di vaniglia ed il sale. Mescola. Aggiunge l’aroma alla mandorla ed il tuorlo. Amalgama il tutto. Aggiungi man mano i burro tagliato a pezzettini.
Lavora l’impasto fino ad ottenere una palla compatta. A questo punto puoi metterlo in frigorifero per almeno un’ora. Resiste comunque dei giorni.
Per ottenere i biscotti procedi come per gli gnocchi: forma dei rotolini grossi come un dito e tagliali a pezzettini. O stacca un pezzetto di impasto e lavoraro.
Ogni pezzettino lavoralo con le mani per ottenere una pallina (grandezza di un chicco d’uva o di una ciliegia, come preferisci). Disponi le palline sulla placca del forno (imburrata e infarinata o usa la carta da forno). Su ogni pallina pratica con la fialetta di aroma un piccolo avvallamento e metti dentro la marmellata aiutandoti con due cucchiaini.
Tempo di cottura circa 15 min in forno preriscaldato a 200°C.
Controlla sempre la cottura, non devono scurirsi troppo.
Varianti possibili sono:
- di aggiungere anche della cannella. Serena, un’amica archeologa, me lo ha suggerito.
- di usare dello zucchero di canna, in parte. Con tale aggiunta i biscotti risulteranno più scuri.
VillamontesiroBlog e Lagostina sono lieti di invitarti ad uno straordinario evento che ti permetterà di scoprire tutte le caratteristiche della eccellente pentola a pressione Clipsò.
Ti aspettiamo per un creativo showcooking Lagostina
sabato 27 Marzo
dalle ore 10.00 alle ore 18.00
presso il Lagostina Point
F.lli Villa
Via Cimabue 32
Besana Brianza
In più se porti con te la tua vecchia pentola a pressione, Lagostina ti supervaluta l’usato con 30 € di sconto sull’acquisto della tua nuova Clipsò.
Stampa e riporta in negozio questo articolo il giorno dell’evento e riceverai in omaggio l’esclusivo libro “Ricette Italiane” di Gambero Rosso.
Ti aspettiamo anche solo per curiosare!
Non mancare.
Vedi anche : Lagostina pentola a pressione Clipsò – Rottamazione -
99 colombe
Non è un ritornello, neppure un’allucinazione. E’ un modo di ricordare l’Abruzzo sostenendo un produttore locale.
Pubblicità?
Forse sì, forse no o forse non importa. E’ un’idea lanciata da un produttore storico locale per ricordare il 6 aprile 2009 quando la terra tremò in Abruzzo…Te lo ricordi?
99 colombe
Il 6 aprile 2010 i blogger ricorderanno l’evento pubblicando una ricetta che abbia tra gli ingredienti uno dei prodotti delle Sorelle Nurzia o che possa accompagnare un loro prodotto. L’idea nasce direttamente da una lettera scritta da Mara delle Sorelle Nunzia ad Artemisia. Ti invito a leggere questa lettera, la trovi nel sito web creato per l’occasione: 99 colombe. E ce pure la pagina di Facebook. Unisciti alle 99 colombe !
Sì, è un “evento” sponsorizzato pure questo. Internet ha tante facce, la pubblicità ha tante facce. Ogni blogger si trova a scegliere cosa fare, se essere puro e semplice o se scendere a patti con la realtà. Se altre volte ho avuto il piacere di gozzovigliare a qualche evento sponsorizzato, non vedo perché tirarmi indietro stavolta. Anzi stavolta cercherò di far di più, perché…
Perché sono nata a tre settimane dal terremoto del maggio 1976 quando fu la mia regione ad essere colpita da un terremoto
Perché sono cresciuta sapendo, dai ricordi di nonni e genitori, che cosa vuol dire il fatto che pochi secondi possono cambiare la tua vita, tutta quanta
Perché ricordo vagamente i prefabbricati post terremoto
Perché mi ricordo la sera del 6 aprile 2007, quando ad Ottawa ho letto i primi tweet che avvertivano del terremoto
Perché ricordo il tweet sulla caduta rovinosa della casa dello studente all’Aquila
Perché ricordo lo stupore oltre oceano, con tutti che mi chiedevano informazioni
Perché vedendo l’Aquila chiusa alla vita, provo rabbia
… Perché so anche quanta energia può nascere da un terremoto, energia che muove le mani, energia che muove le idee e le persone
… Perché spero che l’orgoglio di vedere (e rivedere) interi paesi ricostruiti veramente possa essere provato anche in Abruzzo
… Perché spero che anche sostenendo uno solo, si possa cambiare
… Perché tutta la vita è una rete di eventi, conoscenze, gesti spontanei
Passaparola.
Quella che vedi non è una foto dell’Abruzzo, ma di Venzone in Friuli. E’ un simbolo, dopo tante discussioni, di come può farsi una ricostruzione fedele e moderna insieme. Testardamente i pezzi di roccia furono numerati e conservati, finchè si ebbe il lusso ed il tempo di ricostruire masso per masso la chiesa originale. E’ un augurio che affianco alle 99 colombe
Cosa fai il 6 aprile 2010 alle 12.30?
Sei a Roma?
Conosci Medici Senza Frontiere?
Hai mai sentito parlare dell’Osteria L’Incannucciata?
A tavola per Medici Senza Frontiere
Il 6 aprile dalle 12.30 presso l’Osteria L’Incannucciata ci sarà un pranzo a sottoscrizione con successiva asta di vini pregiati. Il ricavato andrà a favore di Medici Senza Frontiere.
Il menù
Il menù ufficiale è:
Sformatino di broccoletti con stracciatella di burrata e julienne di capocollo di Martina Franca (Ristorante Perbacco di Bari)
Ravioli di pane e prosciutto con gobbi al burro e pomodorini confit (Antica Osteria L’ Incannuciata di Roma)
Canelloni di farina di mais con cavolo nero e formaggio della Valgraveglia in crema di Pinoli (Trattoria dei Mosto di Conscenti di Ne - Genova)
Finta trippa alla romana con pecorino e menta (Ristorante l’Arcangelo di Roma)
Torta Saint-Honoré alla crema chantilly e cioccolato fondente (Osteria Vigna del Mar di Monopoli)
Nonché, rullo di tamburi, un omaggio di Ma che ti sei mangiato (sìììì Io). Cosa sarà mai? Un sacchetto di biscotti rigorosamente home made.
Nonché (ancora) tra i fornelli ci sarà Daniela di SenzaPanna. E’ colpa sua
se sono giunta ad offrirmi per fare i biscotti.
L’invito ufficiale degli organizzatori lo trovi qui. Leggilo anche per capire come è nato il tutto.
Prezzo per il pranzo di 40,00 euro vini inclusi.
Ti attira venire? Per prenotare bisogna, in altenativa:
- andare nel forum del GB: clicca qui e scrivere un messaggio
-o chiamare il ristorante l’Incannucciata allo 06.45424282
- o chiamare uno degli organizzatori Luciano Lombardi al telefono fisso 080808571
- O scrivere una mail a : oste@vignadelmar.it
I vini per il pranzo saranno messi a disposizione da Partesa Sud Adriatico si preannunciano essere:
Corte Valesio Sauvignon – Agricole Vallone;
Girofle Negramaro rosè – Azienda Monaci;
Dedalo Ottavianello rosso – Accademia dei Racemi;
Aleatico A – Mano – Azienda A – Mano.
Asta di beneficienza
Le bottiglie per l’asta di beneficienza sono molte ed in continua evoluzione. Dalla lista più aggiornata che ho trovato eccole:
1 Chateau Montrose 2001 mgn
1 Chateau d’Yquem 1999 (0.75 lt)
1 Chateau de Pez 1998
1 Barolo Bussia di Monforte d’Alba Prunotto 1964
1 Barbaresco Pora Prunotto 1967
1 Barbaresco Riserva Asili Bruno Giacosa 1996 mgn
1 Barbaresco Asili Bruno Giacosa 2004 dmgn
1 Rosenmuskateller Abtei Muri 2006
1 Weisseburgunder Terlano 1987
1 Le Pergole Torte Montevertine 2001 mgn
1 Decennale Poggio di Sotto 2001 mgn
1 Chianti Classico Riserva Il Campitello 2006 mgn
1 Brunello di Montalcino Riserva Marchesato degli Aleramici 2003 (5 litri)
1 Brunello di Montalcino Cinelli Colombini 2004
1 Brunello di Montalcino Le Ragnaie mgn
1 Kurni Oasi degli Angeli mgn
1 Fiorano Semillon Boncompagni-Ludovisi 1989
1 Patriglione Cosimo Taurino 1994
1 Pier delle Vigne Botromagno 2003 mgn
12 Vigna del Melograno Santa Lucia 2007 (nero di Troia)
1 Amativo Cantele 2007 dmgn
1 Le Cruste Alberto Longo mgn (nero di Troia)
2 Aglianico del Vulture Macarico mgn
6 Primitivo Old Vines Morella 2007
1 Falcone Rivera 2002 mgn
6 Catapanus D’Alfonso del Sordo (bombino bianco)
6 Casteldrione D’Alfonso del Sordo (nero di Troia)
6 Riserva Chiaromonte 2006
6 Riserva Chiaromonte 2005
6 Muro Sant’Angelo Chiaromonte
1 Le Braci 2001
1 Sessantanni Feudi di San Marzano mgn (primitivo)
1 F Feudi di San Marzano mgn (negramaro)
1 Turriga Argiolas 1999
1 Valle Cupa 2003 – Salento Rosso IGT – Apollonio (50% primitivo + 50% negroamaro). mgn in cassettina di legno
1 Sauternes Chateau de Malle 03 mgn
Anche in questo caso: vieni e/o passaparola.
Foodies in Rome #3
Foddies in Rome passando per Termini, arrivando a Pizzarium,ha poi proseguito per…
Castroni
Castroni quello/i di via Ottaviano. Tania di A Bagnomaria abilmente ha permesso ai foodies di avere un graditissimo trattamento di favore. La permanenza dentro Castroni è stata alquanto prolungata e molti sono usciti con molte “buste” come dicono a Roma, o “sacchetti” come dicono al Nord.
Intanto, da Corrado T. si è imparato quale deve essere la carne migliore per la Fiorentina (non la squadra di calcio), poi si è parlato anche di burghul…giusto per dare l’idea di quanto si sono aspettati gli ultimi shoppers
e di cosa li ha accompagnati dall’uscita dal negozio.
Anche perché non è stato disdegnato neppure il Castroni con i prodotti internazionali (indiani, cinesi, messicani ecc.). Juls è uscita col macis che “non so cosa sia, ma lo voglio provare” (testuali parole). Corrado T. difendeva coraggioso il suo tè al Lotus, assaggiato tempo prima. E ora, dopo Castroni, c’è anche qualche nuova coffee-addicted
Superato l’ostacolo Castroni si è passati a …
Gradi Plato
Ma i foodies non solo mangiano, anche bevono. E allora via verso Gradi Plato di via degli Scipioni. Altra invasione di locale. Altri acquisti e domande.

E poi per me via verso casa, in attesa della tappa serale.
I foodies in Rome hanno però proseguito per Peroni. E mi risulta facendo non pochi acquisti.
Foodies in Rome #2
Foodies in Rome si sono ritrovate/i a Termini per poi partire per…
Prima di tutto per occupare la stazione della metro, munirsi di biglietto, chiacchierare e prendere la metro direzione Cipro.
Foodies in Rome

“Cosa?” risponde ancora ad alto volume qualcun altro, giusto per ironia e sberleffo
”Si scende…popolo del mestolo”
”E ora? Da che parte ci esce per Bonci?”
”Per Gabriele si va di qua…”
”Gabriele chi?” chissà se qualcun’uno l’ha pensato
C’è gente che corre in cima alle scale per fotografare la fiumana di … amici.
Pane multi cereale con l’olio extra vergine d’oliva. Supplì classico. Finalmente del cibo. Sebbene fossimo arrivata al punto X con un’ora di anticipo, la fame incombeva. Il passaggio dall’ombra al sole aveva solo aperto ulteriormente gli stomaci. Il supplì non è pervenuta, ha richiesto di stare anonimo
Focaccia con mortadella e puntarelle..via, ce l’ho fatta, l’ho presa in tempo.
Pizza al pomodoro con origano: strepitosa nella sua semplicità. Non si può dire nulla di più.
Pizza con crema di ceci con limone, sedano e pepe “come piove”: stupefacente.
Supplì con lasagna e supplì vegetariano. Io, lo devo ammettere, mi son fermata a questo punto con gli assaggi. Ma che invidia…
Pizza alla carbonara (con guanciale da “lacrimuccia”) e pizza coi carciofi. E a sto punto, si incominciava a parlare di lievitazione, farine, della perfezione dell’impasto bonciano…ma tutto tra amici, senza saputelli in mezzo, solo appassionati.
Poi qualcuno ha pure usato andarsi a comprare della farina. Chi sarà mai?!
mentre “Il Gabriele” usciva a dare un saluto
In compenso, quel qualcuno ha fatto un sacco di domande a Dario, esperto di lievitazione e di altri segreti culinari.
Foodies in Rome #1
Sabato 6 marzo 2010. Stazione Termini. Roma. Ore 12.00.
Un gruppo di foodblogger italiane e di appassionati di cibo si son dati appuntamento.
Il tam tam telematico è stato in grado di assemblare, con perfetta puntualità, circa 40 persone di varie età, luoghi (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Monopoli, Anzio…e altri centri), di diversa estrazione e con diversa presenza sul web.
Perché tutto questo?
Foodies in Rome
Foodies in Rome è la spiegazione. Da un semplice tweet tra Juls Kitchen, Elisa Kitty’s Kitchen è partita a valanga la voglia di incontrarsi e di andare in giro per i luoghi, meglio alcuni luoghi cult, per gli appassionati di cibo a Roma.
Il contributo all’evento è stato variegato. Juls ha tenuto i contatti. Juls and Elisa hanno pubblicizzato l’evento, io semplicemente ho postato una mappa dei luoghi golosi di Roma, Tania ha stretto accordi amicali (e di sconti) con alcuni gestori, Pizzarium è stato preavverti dell’arrivo di una quarantina di affamati non sprovveduti.
Mestolo e fiocco rosa

Roma Termini. Eccoci qua, mentre il numero dei partecipante e dei sorrisi cresce man mano. E cresce anche il numero dei mestoli. Sì, il segno di riconoscimento era: un mestolo ed un fiocco rosa.
A pinch of Italy si è candidata al mestolo più grande (e non è poco
), Fior di Latte al mestolo più creativo avendo dedicato del tempo all’opera di bricolage, Fior di Frolla al fiocco più grazioso e riconoscibile…All’urlo di “Popolo del mestolo” Labna ha guidato la truppa durante tutta la giornata, col mestolo all’orecchio riconoscibilissimo. Juls, invece, ha fatto la guida turistica col mestolo bello alzato in alto all’occorrenza.
Foodies in Rome: la serie
Forse si ripeterà in un’altra città, forse in Italia, forse no. Per ora tento di presentarti questa giornata in varie post. In 5 post ce la potrei fare. Un post per ogni tappa che ho seguito dal vivo (Pizzarium, Castroni, Gradi Plato, Er Filettaro) e un post conclusivo con ricordi e spettegulez
La vita riserva numerose sorprese. Quando meno te l’aspetti il mondo imprenditoriale si fa vivo solo perchè tu hai un interesse particolare, che in un modo o nell’altro ti da visibilità.
Questo è il momento dei blogger e dei foodblogger. Negli ultimi mesi si sono susseguiti gli inviti ad eventi, come una lezione di cucina o una spaghettata. La new entry è stato il Bombay Sapphire Perfect Combination 2010.
Bombay Sapphire Perfect Combination 2010
Nessun blogger dietro i fornelli, ma solo davanti. Si stuzzicava tra i molti finger food serviti e ovviamente si beveva. L’organizzazione non ha certo risparmiato sul gin…essendo Bombay Sapphire. Certo, il messaggio ripetuto più volte dai DJ “Bevete responsabilmente” un po’ cozzava con i diligenti camerieri che arrivavano stracolmi e a più ondate con Bombay Sapphire alla menta o Bombay Sapphire alle rose.
Noi, io e la Cavia, abbiamo aperto le bevuto col Bombay Sapphire Collins fatto di gin e succo di limone. Mi son fermata lì, anche se c’era un cocktail alternativo con succo di more che mi intrigava. Un sorsetto finale è stato concetto al Bombay Sapphire con petali di rosa.
La competizione …Combination
Ogni cocktail era ufficialmente abbinato a uno dei finger food (o appetizer, che dir si voglia) realizzati dalle coppie di chef+barman in gara.
Sì, c’era una gara in corsa con tanto di giuria. Giuria composta da Fiammetta Fadda di Panorama, Davide Di Corato direttore di HORECA magazine, il barman Mauro Lotti, lo chef Alessandro Borghese e Mattia Schieppati, caporedattore di GQ.
Le coppie giudicate erano composte dai fratelli Colonna, Tommaso e Maria Giovanna da Gravina di Puglia, titolari del Caffè Gambrinus, dai torinesi Paola Costamagna, bionda barlady del Blanco e Valerio Lo Russo, chef del ristorante Mare Nostrum, dai capitolini Alessia Dionisi e Matteo Razzetti di Freni e Frizioni e dai fratelli aretini Thomas e Cristian Fabbri del Caffè dei Canti.
Premio in palio? Un viaggio a Londra…io io io
I piatti
I piatti? Appetizer o finger fod si diceva. Dalla qualità altalenante, tutti comunque non banali. Gli ingredienti usati erano vari, ovviamente il gin sennò che senso aveva la serata, ma anche pane di Altamura, mele verdi, uva sultanina, filetto di dentice, zenzero, curry, gorgonzola, farro, pomodori gialli, mozzarella di bufala, uova di quaglia, uva e bacon. I nomi degli appetizer erano alquanto fantasiosi come Bomby à porter o molto “tecnici” come Spuma di gorgonzola in cucchiai di pane o gli Scampi all’occhio di bue su piadina rustica in farina di farro.
Vittoria finale a Alessia Dionisi e lo chef Matteo Razzetti con il cocktail “Skeet Shoot Bombay” e l’appetizer “Hunter Breakfast”. Cavolo, Cavia era anche il tuo preferito. Vai a fare il giudice la prossima volta
…ed io la cuoca
Giudizio personale
Valutazione della serata? Evento curioso. In parte ci siamo sentiti un po’ vecchi o meglio pantofolai. Ma fa sempre bene stare al passo coi tempi e passare una serata con la Pina ![]()
Cose da ricordare? Le Officine Farneto, visitate per la prima volta (dopo un po’ di giri a vuoto per trovare via dei Monti della Farnesina) per l’occasione e Tour de Fork conosciuto pure per l’occasione (presente con ragazzo livornese ma attivo a Milano). E ovviamente Maurizio Mazzanti, che ha tenuto insieme la cricca tramite FB e email, nonchè mi ha dato degli ottimi consigli per il week end a Pitigliano.
Amici presenti? Tocco di Zenzero, Croce e Delizia, Elisa Kitty’s Kitchen, Mamma che buono, Le Franc Buveur, Diaro di una passione, Senza Panna, ed il nuovo Tour di Fork. Chi ho perso per strada? A sì, Cucina SMS assente giustificato, come pure The Fooders.
Ricette? Devo testarle nella mia cucina, prima di diffonderle. Questo è un blog che si basa su rigorosi e famelici test sul campo.
Un altro resoconto da blogger presente lo trovi su Senza Panna.
Correva l’anno 2010, 11 appassionati di cibo, tra foodblogger e fotografici, si sono ritrovati da Roscioli il 25 febbraio per assaporare la frizzante aria e sostanza di una serata fatta di libere parole, idee e risate. Ovviamente lasciando il ruolo del padrone al cibo.
Abbandonando il tono formale dell’introduzione e con estrema difficoltà nel sintetizzare i temi del convivio, mi avvio ad adottare un tono più…sbragato? No, amichevole. Vi devo solo avvertire che ne avrete da leggere. A mo’ di romanzo russo i presenti sono presentati di volta in volta con vari nomi, che spaziano da quello vero al nome del blog passando per l’account di Twitter, dato che questa serata è nata “cinquettando” tra me ( @rossella76 ) e Daniela .
Arrivo, con la Cavia che sbircia attorno e desideroso di tornare a vedere le Olimpiadi invernali. Addocchio Daniela ( Senza Panna ), ma c’è Hande ( Vino Roma ) che mi saluta da dentro. Corro da una, sbarazzandomi brutalmente della Cavia, e poi vado dall’altra anche per conoscere Cucinasms , Vittorio Pagano (Scatti di gusto ) e Francesco (riconoscibile per la mirabile attrezzatura fotografica).
Nonostante i buoni propositi di aspettare gli altri fuori, scendiamo in cantina.
Francesco cerca di trattenerci fuori un attimo per sistemare tavoli e sedia.
Arrivano anche The Fooders (@fooders e @thefooders ).
Mentre le discussioni dal timido e formale diventano food-oriented, ma anche wine-oriented, scendono Nadia ( Mamma che buono e @precisina ) ed Enrico ( @lefrancbuveur ). Ultima, sempre sorridente, ecco Elisa ( Elisa Kitty’s Kitchen ).
Al completo affidiamo ad Hande (che dopo 2 anni scopro che si pronuncia anche l’H del nome), seppur anche @fooders e @thefooders .non son da meno, il compito di suggerire dei vini e di ordinare gli antipasti “comuni”.
Già circola nell’aria quesiti amletici come “Chi secondo voi fa la migliore Carbonara a Roma?” facendo fioccare vari nomi da Arcangelo a Felice fino a Quinto Quarto . Comunque Senza Panna ne ha fatto un post: 5 carbonare a Roma e dintorni, per la famosa regola, scoperta da Daniela, che i blogger citano post vecchi.
Il Brik arriva e come faceva notare Hande stupisce e per me ha già un sacco di ingredienti di adoro, non da ultimo la mostarda.
Francesco comincia a fotografare e Daniela lo segue, seppure con diversa tecnologia in mano. Io sono ancora intimidita dalla superiorità tecnica e tecnologica altrui. Ma presto metto da parte remore e timori.
La divisione dei piatti procede tra risate, dubbi sulla varietà di prosciutti assaggiati (2 o 3? Per me erano 3).
La mortadella al tartufo ha fatto felice Hande, ma non solo. Anche i carciofi son stati apprezzati.
“Che primi desiderate?” ha chiesto Francesco (non il fotografo) che doveva ancora inserirsi, come ha fatto, nelle discussioni della serata travolto da @thefooders .
Per la cronaca @thefooders si è definito ad un certo punto un “Lottatore di Riesling”, mentre Hande accennava a Riesling da “esportazione” e for Germany only. @thefooders ha accolto tale professione parallela del compagno con sguardo ilare e un soffuso “non lo sapevo proprio”.
Si è parlato al mio fianco ( Hande ed il lottatore e compagna, tal Francesca) di vini friulani (eheheh, amor di radici anche se abbandonate) ma anche di Etna Rosso, che Hande ha spiegato su richiesta a @precisina che faceva difficoltà ad apprezzare, pur non rinunciare a testare. Mentre a me l’Etna Rosso ha richiamato i sentori di una passata degustazione sui vini della zona dell’Etna, altri sorrisi, risate e scoperte.
Daniela si è poi intromessa parlando di come è entrata nel mondo vino e delle degustazioni e difficoltà di ricordare i vini. Hande ha suggerito un taccuino sempre dietro e descrizioni libere e personali dei vini. Anche se accanto a lei io ho una gran paura di dire cazz… Vedasi i Superwhites, dove dopo gli assaggi qualche sms di spiegazioni affidabili sono stati inviati e qualche tweet è seguito.

Ah, le risposte alla domanda “Che primi desiderate?” son state: 7 Carbonare , 2 Cacio e Pepe , 1 Tortellini e 1 Pasta con tonno rosso ( @lefrancbuveur , quale era il nome esatto del tuo piatto? ). Sperando di aver fatto giusti i conti, data la presenza di molte porzioni 1 per 2 da non confondere con le mezze porzioni. Niente divisioni molecolari del brodo in due
Ehi, ma mi sto dimenticando dell’altra parte del tavolo. Vincenzo parlava di Londra. Oddio della pizza a Londra di RossoPomodoro ingenerando uno sguardo scettico da parte di Nadia . Mentre Francesco confermava la bontà aggiungendo però “per essere a Londra”. Da qui si è deviato con toni professionali e razionali su Striscia la Notizia, Bottura, Adrià, Ducasse.
Francesca si è infervorata sul tema professionalità, costi (meglio valori) del buon cibo, e ricompense riconosciute a chi lavora seriamente.
Diamine, il mondo è paese sia a tavola che al lavoro (che nella ricerca, parlo per esperienza). Tu che se vuoi qualcosa devi darlo all’inizio gratis, sennò chi ti nota. Le grandi pressioni a non pagarti mai. L’assillo per il gratuito e poco costoso, per i pasti abbondanti anche a scapito della qualità. Ma anche lo scontro epocale tra professionalità e spocchiosità. O il provincialismo di certa cucina o mentalità gastronomica.
In sostanza, da diversi pulpiti, con diverse prospettive e diverse ambizioni è uscito un coro unico: “Ci impegnamo, vogliamo imparare, ambiamo alla qualità: rispettateci”.
Ovviamente tutto condito con risate, sorrisi e niente rivendicazione da audience televisivo.

Networking at work
Nel mentre sono volati in aria altri nomi di locali romani come l’Opificio (grazie per i biglietti Francesco), la Gatta Mangiona , Pizzarium, Jolanda etc.
Con Uno e Bino (un tempo attivo e gagliardo a San Lorenzo, molto amato da @thefooders e Francesco (quello senza macchina fotografica) siamo volati con la fantasia a Parigi da Rino. L’informatissima Daniela, raccogliendo la conferma successiva di Francesco (quello con la macchina fotografica), ha confermato che il nome Rino vuole essere una dedica a Rino Gaetano.
Onnipresenti oltre le macchine fotografiche son stati gli iPhone con foto rubate da Sweety Rome o al Consorzio di Torino grazie ad un’incursione dei Fooders insieme a @tirebouchon. Ma anche il tiramisù col Plasmon (ricordo bene?) ha attirato gli sguardi.
I Fooders hanno attirato più volte l’attenzione, oltre che per il Riesling, per la loro attività non solo romana e per la microcucina, spiegata agli ignoranti (io) su richiesta di Elisa. Interesse ha destato anche il loro futuro brunch domenicale con una violoncellista. Sull’ora di un vero brunch si è un po’ discusso dati i diversi orari di sveglia domenicali, dalle 7 di mattina teutonico al mezzogiorno della friulana-romana (non ricordo come si chiama
). Ma vogliamo parlare di quanto vengono pagati (poco, che caso) i bravi musicisti oggi? Forse è meglio però sorridere pensando ai personaggi che passano nel cortile dei Fooders (Francesca e Mario), da Raol Bova alla Ferrilli e chissà chi altro. Tutto perchè ho sentito che da Sweety Rome qualche volta passa Raol Bova, citato in seguito alla scambio di battute su cos’è un cupcake vs muffin.
Sempre in ambito gossip, qualche commento su Rugiati all’Isola dei famosi è scappato, sotto l’occhio critico della sempre dolce Elisa . Elisa che si è dimostrata l’unica decisamente golosa assaggiando la splendita fondue di cioccolato ordinata da Enrice. E sì, perchè nel frattempo si è arrivati ai dolci. Memoria, su su lavora. Ho visto servire: la fondue di cioccolato, i cannoli siciliani, la creme brulè con i mirtilli (???), il tiramisù e il biscuit ovviamente al cioccolato. Nonchè ad un certo punto Francesco si è fatto vivo con due sorprese per chi era già sazio. Sazio, beh, di fronte ad un omaggio come tirarsi indietro?
Poi Daniela ha parlato della storia dei foodblog italici, ricordando i primi nomi ancora attivi come Un Tocco di Zenzero (alias Sandra che finalmente incontrerò martedì) o disattivi come Conservare in Frigo (che anche in letargo riesce a mantenere lo stesso numero di visite, problemi da bloggers
). Ci ha svelato dettagli esclusivi, come l’epoca in cui Sigrid, appena arrivata in Italia, non aveva un blog, ossia nell’epoca pre-Cavoletto di Bruxelles.
Risate generali sono esplose in tema di tag. Solo i blogger possono ridere a sentire Senza Panna che svela un suo segreto, usare il tag ….top secret…per attrarre visite, così per gioco. Ed infatti, guardate che tag ho messo ![]()
Ma il premio “Risata della serata” lo do io a Cucina Sms , per le sue buonenotti ad @atacmobile, seguiti dai RT di @senzapanna (fatti anche a @Donnamoderna, che ora metto tra gli amici fidati
) e con le sue avventure erotiche (si può dire?
))) ) su FriendFeed. Scoprite che nome ha Cucina Ssms su FF? Io non dico nulla, a voi l’arduo compito di individuarlo e seguirlo.
In tema di ricette, si è incominciato con uno scambio. Ho dato ad Enrico la ricetta dello Strudel, dato che Cucina Ssms non ha portato e ottenuto quella di Laura, e dell’Amor Polenta. Poi Daniela mi ha introdotta ufficialmente al lievito madre con un piccolo dono ed io amorevolmente me lo son portata a lavoro, non sono riuscita a dividermi da lui…chissà, ero troppo allegra dopo la serata? Mai dire troppo.
Con svogliato senso del dovere ci siamo alzati per uscire verso l’uno, col locale che sonnecchiava.
Saluti e baci finali, con qualcuno che voleva puntare ad una birra della staffa.
Nel rispetto della privacy, ringrazio di cuore tutti i presenti.
LA PUGLIA
Puglia, svelto a cosa si pensi? Mare e olio d’oliva, almeno così succede a me.
La via più facile, immediata e affidabile per avvicinarsi ad un luogo che non è il proprio, è ricorrere ad un’amica. Ecco allora che ho scritto alla cara amica Concy, più volte menzionata in questo blog (per le “mie” ricette che ha avuto il coraggio di testare con me, correte alla fine del post, anche se vi consiglio di leggerlo tutto).
Ora le ho lasciato scena libera. Qualche domanda e poi via al suo flusso travolgente di parole e vitalità che ogni volta mi conquista. Spero faccia lo stesso effetto anche dal video. Leggi fino alla fine per scoprire anche una tipica ricetta pugliese e per scoprire un Concept World made in Concy-landia e che potrebbe soddisfare alcune tue vanità (per le donne).
Una pugliese a tavola com’è?
Non so se sono proprio pugliese… Fermi, vi devo spiegare: ho desiderato andare via dalla Puglia sin da sempre, sin da bambina, per sperimentare, per sentire il caos ed i suoi colori, per vivere la vita che nel mio piccolo paese un po’ mi mancava, a volte per non sentirmi soffocata. Ed ora mi trovo più pugliese di prima a raccontare la mia pugliesità.
Vivo a Roma ormai da 15 anni e scopro da qui di amare i sapori di casa mia, il sugo che mamma mette sul fuoco al mattino dopo la colazione e porta in tavola dopo tre ore di cottura – come dice lei – “dolce e contenta”. Amo il tempo dedicato a pulire la verdura appena raccolta in campagna, le conversazioni che si fanno in cucina mentre si preparano le orecchiette sul tagliere per il pranzo della famiglia.
Mangiare pugliese è casa, è famiglia… grande famiglia, nonni e cugini e zii, tutti ad un unico tavolo a discutere… di cosa poi? Di altri cugini e figli e forse zii.
Un pugliese a tavola gode di cibi ricchi, molto conditi, molto cucinati, molto saporiti. A tavola ama sentire gli odori della terra, vedere i colori dei campi di grano nella pasta, il sapore forte dell’olio crudo e delle olive nere. Un pugliese che vive in Puglia organizza la sua giornata intorno a quello che mangerà a pranzo e poi a cena… e certo non dimentica la colazione… durante la quale concorda con tutta la famiglia quello che dovrà comprare per il pranzo e per la cena!
Mi puoi dare un’idea di cos’è l’olio per chi lo vede crescere e non se lo ritrova semplicemente tra gli scaffoli del supermercato?
Quando in Autostrada c’è il cartello PUGLIA, si supera un confine non solo amministrativo-territoriale. In verità il confine sancisce un cambio di mondo: si viene letteralmente catapultati in un nuovo mondo, nel quale cambiano subito i colori, cambia il panorama. Cambia l’orizzonte. Per chilometri e chilometri l’orizzonte è un’immensa coperta posata sui campi a seguire la forma sinuosa delle colline. È una distesa di grano e alberi di ulivo e poi mandorli e vigneti immersi fino alla fine dell’orizzonte stesso. È un mondo caldo, accogliente, rassicurante, è il prototipo della casa… o forse sto semplicemente parlando di casa mia e questo porta dentro una particolare patina giallo-seppia: il colore dei ricordi. Gli ulivi sono proprio dappertutto in Puglia, ogni balcone dal quale ci si affaccia ha a propria disposizione, una porzione di vista su un mare, si!, ma di ulivi; spesso ci sono file di ulivi tutti stretti ai bordi delle strade, ce ne sono persino vicino agli ospedali o ai cimiteri e conservano tutti sempre quel tipico colore… verde oliva direi. Tutta la vita gira intorno ai ritmi della campagna, il sole che brucia d’estate, la paura della grandine e le poche piogge d’inverno… e poi arriva novembre. Novembre è il mese della raccolta delle olive: presto al mattino i contadini partono per andare a raccoglierle dagli alberi. A novembre il paese viene immerso nell’odore della sansa, il tipico odore che si sente quando le olive vengono macinate. I contadini portano al frantoio le olive che hanno raccolto e per ore aspettano il loro turno per poterle macinare, è come stare in ospedale quando si aspetta l’ostetrica che esce dalla sala parto e dice: “è femmina!”. Si aspetta, si osserva, si pensa all’anno trascorso, si parla con gli amici venuti ad aiutare per la raccolta ed alla fine arriva lui: l’OLIO, prezioso, denso, colato in contenitori puliti con la soda.
Il mio ricordo più antico dell’olio è nella casa dei miei nonni, quando si trasportava a fatica in casa la tanica del “primo olio”, quello della prima spremitura delle olive. Il compito del nonno, l’intenditore, il detentore del sapere e della tradizione era prenderne un bel po’, riscaldarlo e poi friggere dentro del pane fresco per sentire come sarebbe stato… piccante e con un sapore rotondo. Ancora adesso quando ho voglia di casa, friggo un po’ di pane fresco nell’olio della mia famiglia, l’olio di zio Pasquale… con questo nome, certo pure lui non poteva che essere pugliese.
Veniamo al dunque, introducimi alle ricette pugliesi? Quali sono?
Le ricette pugliesi sono fatte con prodotti molto semplici, ma molto saporite. Comincerei con qualcosa che tutti già conoscono: le famose cime di rapa che, certo, sono verdure apparentemente leggere, ma un pugliese le soffrigge con aglio e alici ed infine, visto che il sapore potrebbe non essere sufficientemente corposo, si soffrigge anche un po’ di pangrattato che amalgama tutto. La grande ricchezza della Puglia, secondo me, sta nell’avere una cultura legata al mare ed una all’entroterra, anche le ricette seguono ovviamente tale suddivisione. Tipiche di Bari sono le tielle di riso patate e cozze .
E poi irrinunciabili, eppur curiose, sono le cozze fritte, nemmeno poi tanto complicate da fare. Se c’è un sugo, si deve prima soffriggere la carne di maiale. Ci sono poi i troccoli fatti in casa: una specie di spaghetti alla chitarra che si mangiano con le seppie ripiene (di un miscuglio di uova e pane) e poi c’è l’insalata di arance e acqua calda, l’acqua sale che è un’insalata fatta con la cipolla rossa e u pignatidd: ceci e salame, ops dimenticavo la focaccia quella con i pomodorini appesi (proprio perché per tutta l’estate restano appesi fuori sui balconi) e le olive nere conservate in mille modi, ma il mio preferito è quello con bucce di arance e semi di finocchio. E poi c’è il calzone con le cipolle che si fa alla vigilia di tutte le feste di Natale (almeno così mi ha sempre raccontato mia madre): dall’immacolata, a santa lucia, a Natale mah… secondo me mamma adora quel calzone e trova tutte le scuse per farlo. Ee poi ci sono i panzerotti ripieni di mozzarella e pomodoro, le sfogliatelle e le incartellate che sono i dolci tipici del Natale e se continuo a scrivere credo che non smetterò più.
Ingredienti immancabili?
Credo che gli ingredienti irrinunciabili della cucina pugliese siano semplicemente quelli usati tutti i giorni: pomodori, mozzarelle, olio, la farina di grano duro (ha il suo perchè anche quella cosa tutta pugliese che è il grano bruciato: la pasta che se ne ricava è nera ed ha un sapore proprio di bruciato), mi viene in mente anche l’origano… Sono gli ingredienti che rendono tipica la nostra cucina.
Una ricetta pugliese in particolare che tramanderesti ai posteri
In realtà mi tornano alla mente tante ricette da tramandare ai posteri e non so se quella che vi lascio è esattamente la ricetta tratta dalla Bibbia delle ricette pugliesi. Ma questa ricetta porta dentro di sé tutta la sua storia della mia famiglia, di mio nonno e di mia nonna la cucinavano insieme per noi nipoti, di noi famiglia che l’abbiamo mangiata durante i pranzi della domenica e i lunedì successivi, delle mie zie che l’hanno preparata e di noi bambini che l’abbiamo sinceramente amata.
La mia ricetta preferita è la parmigiana di mamma: ogni volta che torno a casa, la trovo tronfia sulla tavola ad aspettarmi e so che dopo un solo boccone languirò sul divano per le successive due ore.
La parmigiana si fa, come nel resto d’Italia con le melanzane… e fin qui possiamo anche concordare tutti… e rimarremo concordi anche sul fatto che le melanzane affettate devono riposare ore sotto un peso e sottosale, perché possano rilasciare il liquido scuro che è quello che le rende amare. In questo modo diventano mooooolto più buone quando sono fritte (che vuol dire più buone? Rispetto a cosa? Non lo so, non ho mai provato l’alternativa, non vorrei mai scoprire che le due versioni sono in fondo uguali). Orbene, queste fette di melanzane vanno passate prima nella farina e poi nell’uovo e quindi fritte, poi se proprio volete il fegato sistemato per le feste, ripassate per la seconda volta le fette nella farina e nell’uovo e poi rifriggetele.
A parte avrete cucinato un sugo: anche qui la scelta dipende da chi cucina la parmigiana, perché c’è chi fa un sugo semplice e chi fa il ragù di carne, io lo preferisco semplice e ovviamente non ne faccio una questione di dieta ma di gusti.
Mamma poi cucina anche i rigatoni a parte, perché dice che così possiamo mangiare un piatto unico… e certo senza pasta la cosa rimaneva troooppo leggera…
A questo punto si comincia con gli strati di melanzane fritte, sugo, mozzarella, mortadella, pasta fino ad esaurimento degli ingredienti. Evitate gli esami del sangue per le prossime due settimane.
ORO DEL SALENTO
Con tale post intendo partecipare all’iniziativa promossa da Ricette 2.0 volta ad assegnare un paniere di prodotti di Oro del Salento. Per i curiosi i dettagli del contest sono qua . Oro del Salento produce e commercalizza prodotti tipici della Puglia, quali olio extra vergine di oliva (aromatizzati e non), prodotti sott’olio (aglio, borettane, melanzane, peperoncino ecc.), sughi (con olive, rucola ecc) , patè e condimenti vari (con funghi e zucchine, ma anche con le cime di rapa).
THE CONCEPT WORLD BY CONCY
Infine, Concetta, come ogni brava giovane donna, è una creativa che si da fare a margine del suo lavoro. Per ammirare le sue opere, visita il suo Concept World. Concy descrive così tale realtà:
Questo mondo e gli oggetti in esso contenuti nascono semplicemente, nascono lentamente, nascono in silenzio, nascono un po’ per caso
Emily scriveva:
Una parola muore
appena è detta,
dice qualcuno.
Io dico che comincia
appena a vivere
quel giorno.
(La signora Emily ovviamente era una Dickinson)
… E così è cominciata questa storia
Davvero
… E’ cominciata con il bisogno di dire qualcosa al mondo, con il timore di sapere che quando qualcosa rimane “non detta” o “non fatta” allora quella cosa “non è mai esistita” persino dentro di noi. E’ cominciata quando ho capito che avevo voglia di colori, di curiosare fra le cose che posso fare, di piccoli tocchi, di magie che non posso raccontare e forse chissà è cominciata quando ho capito il segreto che conservavo: il desiderio di dirvi: “Signori e Signore io sono così!”, con tutto il buono e la confusione… che sono e che mi porto addosso, con tutto il gusto del gioco e la scoperta di poterlo fare ancora, o almeno di provarci.
La scoperta più grande? La cosa più emozionante? Presto detto: tutto questo vi è piaciuto. Tutto questo mi ha fatto pensare che posso ancora giocare con i colori e scoprirne le forme. Le vostre richieste, i vostri consigli mi hanno portato a sperimentare, i vostri visi, i vostri sorrisi, il vostro stupore, il vostro disappunto, mi portano a continuare…
Parola di Concy
LE RICETTE SCOPERTE CON CONCY
Zuppa di carote con mandorle e cannella
Pasta con patate, Asiago e pancetta
Patate alla Hasselback
Petti di pollo con mandorle
Pane di Mrs Brown
Riso Venere con zucchine e gamberetti
Zuppa di carote e zenzero
Polpette speziate
Patate in agrodolce
Buon Compleanno Marian!!!

LA MULTI ANI!!!!!
Astazi este ziua lui Marian,cumnatul meu,iar eu doresc din tot sufletul sa ii transmit sincere felicitari si un calduros La Multi Ani!!!! Sa fii fericit,iubit si sa ai parte de tot ce este mai bun si mai frumos in viata alaturi de minunata ta familie!!















































