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Le religioni sono più di una.......



Ma una sola è la ragione......

Proverbio


Qualcuna delle mie amiche avrebbe potuto pensare che nel post odierno una bella mimosa avrebbe campeggiato tra le immagini????



Naaaaaaa!!!!!


Sono terra terra e quindi vado al sodo...le mimose spennacchiate dal vento (A Verona c'era un vento che quasi mi buttava a terra) le ho lasciare ai rivenditori che che si accalcavano per le strade.........



E le ho lasciate pure in mano a quelli che affollavano i meandri della metropolitana di Milano......



E sì, come ho accennato nell'ultimo post ho, vagabondato un po' nel fine settimana......



A tutte le mie amiche ecco, come dono virtuale, quest bel dolce ripieno da una crema all'ananas......



E sì...l'ananas supplicava di essere fatto fuori ed era perfetto per questa preparazione.......




Le farfalline sono stata una mia aggiunta dell'ultimo momento escogitata per far fuori l'avanzo di frolla e usate come decorazione......



Come pure la crostatina che appare a fine post ( in verità ne sono venute fuori due, congelate appena fredde)...per cui se non si desiderano avanzi di pasta frolla ...ridurre la dose ......

Tempo di preparazione: circa 10' per la frolla e 20' per la "crema"
Costo: medio
Difficoltà:**

INGREDIENTI


Per la pasta frolla
300 gr di farina 00
120 di burro
120 di zucchero
1 uovo e 1 tuorlo
poco vino bianco secco ben freddo

Per il ripieno
4 fette di ananas fresco, peso netto circa 360 gr
2 uova
40 gr di burro
120 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
130 gr di latte (1 bicchiere)
80 gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 tuorlo 1 cucchiaio di miele liquido e chiaro



Ecco qui sotto il bel frutto in questione......



Volendo si può usare quello in scatola...si velocizza un po' la preparazione......



Ce ne vogliono 4 belle fette.......


Prima di accingerci alla preparazione della torta bisogna approntare il guscio di pasta frolla:

Nel boccale del mixer versare la farina, il burro freddo a pezzetti e azionando quel tanto che basta ad ottenere un composto granuloso...

Unire ora lo zucchero e, in sequenza, l'uovo, il tuorlo e un goccio di vino bianco secco freddo di frigo....

Mixare fino ad ottenere una palla che va lavorata brevemente e posta in frigo , avviluppata in pellicola trasparente per circa 30'.....




Intanto tagliare le fette dell'ananas dello spessore di circa un dito, eliminando le buccia e il tondo centrale, ridurne due in dadolata e metterle da parte.......



Mettere le altre due nel boccale del mixer, frullarle..........

Unire il latte, lo zucchero, le uova intere, un pizzico di sale,il burro fuso e tiepido, la farina setacciata precedentemente con 1/2 cucchiaino di lievito per dolci e azionare il robot fino ad ottenere un composto uniforme......

Per ultime aggiungere le altre due fette di ananas ridotte in dadolata e mescolare ora con un cucchiaio....

La foto è più giù......



In una ciotolina mescolare il miele con un tuorlo ......



Fino ad ottenere una cremina.......



Che va spalmata, fino ad esaurimento sul fondo della "scatola" di frolla.....

Non è necessario dire che la frolla va stesa con l'aiuto di un matterello ad uno spessore di almeno 1/2 con e va sistemata un teglia della grandezza di cm 20 di base......



Una modesta spruzzata di cannella......

E qui sotto la foto che doveva andare più su.....

Mi raccomando mescolare la dadolata con un cucchiaio e ........



Versare il tuto nella scatola appena pennellata e profumata pizzicando il bordo come appare in foto.......



Altro particolare del bordo......



Infornare ora in forno preriscaldo e statico a 180° per almeno 45'/50' avendo l'avvertenza di coprire il dolce, a metà cottura, con un pezzetto di carta da forno....



Per evitare che si abbronzi troppo......



Mentre il dolce si cuoceva ed io contemplavo indecisa il resto della spata frolla mi è venuta l'"IDEA".........



Ho steso nuovamente gli avanzi e con un taglia biscotti a forma di farfalla ho ricavato in biscottini che appaiono come decorazione........infornati a ruota dopo il dolce e per pochi minuti....



E sempre mentre aspettavo ho preparato questa crostatina...la gemella è identica e farcita con marmellata di prugne....



Cotta per circa 20'/25'......



E quand'è stata ben fredda...via in freezer...

Mentre la torta ha avuto ben altra destinazione....

BUON 8 MARZO A TUTTE !!!!!!!

Di Daniela
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Una delle doti principali dell'essere umano, secondo me , è la sua adattabilià. In ogni campo, la nostra capacità di affrontare le diverse esigenze della vita, scegliendo la miglior reazione possibile è meravigliosa : il nostro cervello sa fare mirabili acrobazie per riuscire a cercare la soluzione più logica ai problemi che ci si presentano, e la sua elasticità ci dona a volte brividi di soddisfazione per ciò che riusciamo ad affrontare uscendone vincitori. Questo ovviamente nella maggioranza dei casi; ma ci sono persone che sono diverse...magicamente, miracolosamente ottuse di fronte alle realtà altrui , tutte tese solo alla realizzazione dei propri pensieri, delle proprie esigenze, o degli "ordini ricevuti", in modo tale che non ce la fanno proprio ad aprirsi alla logica, alla comprensione per gli altri, in una parola, alla elasticità mentale. Nelle piccole come nelle grandi cose. Per esempio, a me è capitato sabato di essere in coda alla cassa di un grande magazzino e di avere davanti un signore con due soli pezzi in mano da pagare. Dico in mano , ma dovrei dire in spalla perchè uno dei due era un gigantesco e pesante sacco di terra, che era costretto a "camallarsi" sulle spalle non avendo pensato, evidentemente, a procurarsi un carrello, oggetto peraltro all'uopo creato. Vabbbbè, bando alle ciance, il signore in questione dopo un certo tempo , arriva finalmente di fronte alla cassiera: depone per terra, e non sulla cassa, il suo saccone e l'altro oggetto acquistato e chiede ovviamente il conto: la cassiera esce da dietro la cassa , va a passare il coso che legge i codici sul sacco di terra (4 €) , torna al suo posto, lo passa sul vaso, sta per emettere lo scontrino quando lui :"..... ma per favore non uno solo, meglio due conti separati". La commessa gentile dice "non c'e nessun problema, signore" Si alza, riesce dalla cassa, ripassa il suo aggeggio sulla terra, emette i due scontrini separati e dice : "in totale sono 32€ . Ecco i due scontrini" . il signore le porge i suoi 50 € e ditete voi "embè? tutto regolare fin qui! Rompino il tipo, ma regolare" . Già, ma è qui che scatta le trueda: lui la guarda e mentre lei gli sta dando il resto lui agitato " no no mi raccomando, con questi lei deve pagare solo il vaso!!!" lei senza fare una piega rifà il conto, perplessa, per dare il resto e gli porge i suoi 22 €; lui li ripone ordinatamente in una parte del portafoglio, e poi da un'altra tasca dello stesso tira fuori una banconota da 10€ (la folla, nel frattempo creatasi dietro di noi comincia a rumoreggiare, assai seccata), ma lui implacabile aspetta che lei recuperi gli spiccioli , glieli consegni insieme ai due sacchetti di diverse misure che richiede ( ma poi il saccone se lo rimette comunque in spalla) e soddisfatto sembra che vada verso l'uscita. La signorina nel frattempo sorridendo comincia a discutere con me sull'opportunità di offrirmi il pagamente in dollari e mi chiede che tipo di scontrino desidero , io ovviamente ne richiedo scherzando almeno tre, per non essere da meno del mio predecessore e mentre stiamo ridacchiando tra di noi per la bella prova della succitata elasticità del tipo , lui si ripresenta alla cassa perchè"scusi ma mi sono dimenticato di chiedere la fattura"....
Allora una domanda è rimbalza nella mia mente: sarà mica stato un parente della custode del Pantheon a Roma ? Quella che ha interrotto un concerto di un sestetto russo che suonava Vivaldi, a 15 minuti dal termine , mandando a casa i 500 presenti esterrefatti, perchè "il Pantheon di domenica chiude alle 18?" Neppure il più nomale buonsenso , nè l'indignazione degli spettatori, ne l'assicurazione della brevità delle ultime battute nulla ha potuto contro l'ottusità dell'impiegata che, e cito Gramellini (La Stampa 6/3/2010), un giornalista che adoro: "Non c'è umanità nelle sue parole, neanche un "mi dispiace"" perchè "il regolamento e la sua voglia di chiudere baracca tornare a casa (...) evidentemente era più forte della logica..... L'elasticità mentale è una dote grandissima. L'ottusità, nella migliore delle ipotesi, procura seccature a chi la subisce.
Perfino i maffin mi si sono "seccati"!!

MUFFIN SECCATO!

da "Dolci per tutte le occasioni" n. 176

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Ingredienti
  • 400 gr di farina
  • 250 ml latte
  • 200 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 2 uova ed 1 tuorlo
  • qualche cucchiaio di confettura di albicocche
  • 90 gr di trito di frutta secca mista (io ho usato: nocciole, noci, pistacchi, pinoli e mandorle)
  • scorza grattugiata di 1 arancia
  • 1 puntina di bicarbonato
  • 1 bustina di lievito
  • 1 vanillina
  • 12 fichi secchi
  • 1 pizzico di sale

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Questa ricetta è stata una manna dal cielo: mi era infatti rimasta una confezione di fichi secchi, buoni fino a giugno, che, in questo modo, ho adoperato, ottenendo pure un bel successo di pubblico, cosa che i poveri fichi da soli o "imbottiti" di noci , non avrebbero avuto da parte di alcuni membri della famiglia. Partiamo.

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Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e poi lavoratelo con lo zucchero, il sale, la scorza di arancia e la vanillina fino ad ottenere la consistenza di una crema. Senza smettere di lavorare aggiungete le uova e il latte . Inglobate la frutta secca tritata. Lasciate cadere dal setaccio illa farina con il lievito e il bicarbonato e mescolate finoa d ottenere un impasto omogeneo. Preparate lo stampo per i muffins sistemando in ciascuna cavità un pirottino di carta resistente ala cottura (o se siete fortunate, utilizzate come me i pirottini in silicone direttamente!) Sul fondo del pirottino sistemate un fico secco (siccome i miei pirottini erano da mini muffins, io ne ho messo solo mezzo per formina).

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La quantità di fichi indicata nella ricetta serve per 12 muffins, ma ovviamente il numero esatto varia a seconda della grandezza degli stampini utilizzati. (Nel caso non aveste abbastanza fichi, e vi rimanesse qualche muffin sguarnito, potreste sempre, come me farcirlo prima di metterlo in tavola con un cucchiaino di Nutella.... Goduriosissimo!).

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Io con i miei ne ho ricavati una trentina tra mini muffins e muffins normali. Riempite ora i pirottini con l'impasto fino a metà della loro capienza. Sulla sommità dell'impasto crudo, distribuite le nocciole (io ho preferito le noci) grossolanamente spezzettate. Cuocete per 25 minuti nel forno già caldo a 180°, lasciandoli intiepidire nel vano di cottura aperto.
Spennellate con la confettura di albicocche prima di servire in tavola.

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La colazione sarà perfetta (perchè, innanzitutto...

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per non parlare del nostro solito "tea time"!!

Buon appetito

Dani

MUFFINS WITH DRIED FRUIT

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Ingredients

  • 3 5/8 cup flour 00
  • 1 cup milk
  • 1,7 stick butter
  • 7/8 cup sugar
  • 2 eggs and 1 egg yolk
  • a few tablespoons of apricot jam
  • 3 oz of chopped mixed dried fruit (I used: hazelnuts, walnuts, pistachios, pine nuts and almonds)
  • grated rind of 1 orange
  • 1 pinch of baking soda
  • 1 packet of yeast
  • 1 vanillin
  • 12 dried figs
  • 1 pinch of salt

Let the butter soften at room temperature and then knead it with sugar, salt, orange peel and the vanilla until the correct consistency of a cream. Without stop working, add the eggs and milk. Add the chopped dried fruit. Drop the sieve the flour with the baking powder and baking soda and mix until you get a smooth mixture. Prepare the molds for the muffin cups placed in each cavity a resistant paper baking wing (oruse as I do the silicone baking cups directly!) On the bottom of the cups arranged a fig. The number of figs in the recipe is for 12 muffins, but of course the exact number depends on the size of the molds used. (If you don’t have enough figs, you could always, as I do, let some muffin simple and then, stuff them before putting on the table with a teaspoon of Nutella ....;-))!!!!). I've made thirty between muffins and mini muffins . Fill cups with the batter now up to half their capacity. On top of the dough raw, spread the hazelnuts (I preferred the walnuts) coarsely chopped. Bake for 25 minutes in preheated oven at 356 F°, leaving them cool in the cooking space open. Brush with apricot jam before serving. Breakfast will be perfect, and also our usual "tea time"!
Bon appetite

Dani

Madeleine…Proust…sebbene sia un’avida lettrice, sebbene abbia letto Proust, solo cucinando ho scoperto questa abbinata.
Quindi prima ho fatto le madeline, poi ho scoperto che avevano a che fare anche con “All’ombra delle fanciulle in fiore” che mi lessi alle soglie dell’università. Un libro preso più per il titolo che altro. Un dolce fatto più per gola che altro.
Però si nasconde un mistero, in questa avventura.
Munita di ricetta più che affidabile, essendo di Trish Deseine, e con l’aspettativa di fare sulle 40 madeleine per due volte di seguito mi son trovata la cucina piena: la quota di 100 madeleines è stata raggiunta e superata per ognuno degli esperimenti. Le amiche di Coquinaria sostengono che a loro veniva la dose indicata nel libro.
Vuoi provarle a fare anche tu? Mi raccomando, poi dimmi quante te ne vengono. La curiosità è femmina e blogger :)

MADELEINES AL CIOCCOLATO E MIELE

 

Dal libro Cioccolato! Di Trish Deseine

150gr di cioccolato fondente
70gr di burro
5 uova, separando i tuorli dagli albumi
125 gr di zucchero
4 cucchiai di miele all’arancia
150gr di farina

Ho sciolto il cioccolato col burro nel forno a micronde, in alternativa a bagnomaria.
Ho sbattuto i tuorli con lo zucchero finché ho ottenuto una crema di colore giallo pallido.
Ho aggiunto il cioccolato col burro fusi e raffreddati. Mescolando ho unito il miele e lo zucchero, infine la farina. Poi ho unito con grande attenzione i bianchi sbattuti a neve ben ferma.
Ho posto nel frigo per un’ora ma anche due. Infine,ho cotto negli appositi stampini in forno caldo a 190° per 10-15 minuti.

Gusto: gustoso :) Suvvia, è un modo per dire che sono buoni come e di più dei soliti dolci alla cioccolata
Usi alternativi del composto: ho sempre la tentazione di farlo e cuocerlo come una torta


Una contrapposizione vecchia forse quanto il mondo, quella che classifica bionde e brune come archetipi di bellezza in antitesi e, lungi dal voler ricadere nei luoghi comuni, non è semplice fare una scelta. A volte però è innegabile la predominanza del fascino delle bionde, fortemente radicato nell’immaginario collettivo e molto spesso qualificabile come irresistibile. A tale fascino ho ceduto

Una bella giornata di sole a Roma in pieno inverno e la voglia di assaggiare la vera pizza da passeggio: questi gli ingredienti del nostro pranzo a Campo de’ Fiori.

Campo De' Fiori

Seguendo ancora una volta il consiglio della guida Roma e Citta’ del Vaticano dell’Istituto Geografico DeAgostini, camminiamo dal centro di Roma fino a Campo de’ Fiori e al suo storico Forno.

Forno Campo De' Fiori

Da 30 anni questo forno e’ conosciuto per la bonta’ dei propri prodotti: ingredienti e proposte del panificio non cambiano da tre generazioni.

Dal sito ufficiale leggiamo infatti che:

Qui la tradizione non ha mai ceduto il passo a facili espedienti. Mario, Dino e successivamente Fabrizio, hanno formato un team di esperti panificatori che ogni giorno produce e propone lo stesso pane, la stessa pizza e le stesse specialita’ che da piu’ di 30 anni deliziano i palati di vecchi e nuovi avventori.

Forno Campo de' Fiori

Premessa finita. Arriviamo alla pizza.

Al banco e’ possibile scegliere tra pizze tipicamente basse e croccanti: bianche, rosse, alle verdure, margherita, salsiccia..

Pizza bianca

Tanti colori brillanti e l’imbarazzo della scelta. Il laboratorio e’ a vista ed e’ possibile seguire la preparazione delle lunghe strisce di pizza.

Pizza bianca e rossa

Al banco anche tanti dolci semplici, ad esempo questo fagottino alla mela.

Dolce

Stiamo sui gusti semplici e prendiamo pizza bianca, rossa, margherita e con i pomodorini. Un sacchetto bello pieno, ma spendiamo solo 5,50 euro.

Scontrino pizza

Per assaggiare la pizza, ci sediamo sulla fontana di Campo de’ Fiori, sotto il bel sole di febbraio. E’ ottima: croccante, saporita, con ingredienti (olio compreso) davvero buoni.

Attorno a noi, tanta gente con il proprio sacchettino del Forno di Campo de’ Fiori.

Pizza margherita

L’ambiente fa la sua parte: nonostante la pizza fosse tanta, ce la mangiamo tutta! Mi sono anche sporcata la giacca..attenzione, perde.

Accompagniamo il pranzo con acqua naturale e la vera Gazzosa Lurisia presidio Slow Food.

Acqua e Gazzosa Lurisia Slowfood

Un ottimo, semplice, economico pranzo.

Su YouTube ho trovato questo video che racconta il Forno Campo de’ Fiori. L’autore e’ americano e il mandolino e’ in agguato..

Forno Campo de’ Fiori

piazza Campo de’ Fiori 22
tel. 06/68806662
www.fornocampodefiori.com


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In generale si chiedono consigli solo per non seguirli.......



O, se si seguono......



E' per avere qualcuna da rimproverare per averli dati.....

Alexandre Dumas padre



Prima delle chiacchiere iniziali, poiché alcune amiche mi hanno fatto domanda in merito, per fare la votazione del mio blog su Squisito 2010 ora, a sinistra del post, si troverà il logo del sito su cui cliccare )....

Di solito quando prelevo al bancomat mi faccio fare la stampata per vedere il saldo........



E l'ultima volta che ho eseguito l'operazione ho notato che il saldo era inferiore a quanto doveva essere.....

Per cui mi faccio stampare le ultime 10 operazioni eseguite e noto che c'è un importo addebitato (151 € circa) e che soprattutto non mi risultava di avere effettuato in alcun modo nessun acquisto per la cifra suindicata.....



Con il sangue agli occhi vado in banca e chiedo spiegazioni e scopro che ........



Una misteriosa Banca 24 aveva eseguito il prelievo a mia insaputa...

"Ha fatto un acquisto a rate?"

"Ha fatto la cessione del 5°?"

"Ha una carta revolving?"

"Ha fatto fare il pagamento con il R.I.D dell'assicurazione e altre amenità varie?"


Insomma io non ho fatto assolutamente nulla e soprattutto non ho capito come questa fantomatica Banca 24 si sia inserita nel mio conto e quindi con acquisizione del codice IBAN e altro e se non mi fossi accorta del prelievo ( fatto stornare e con blocco di altri prelievi) io avrei perso quei soldi........

Quindi care amiche ...controllare sempre!!!!!!!


Passata l'arrabbiatura posto questa ricettina e con questa mi metto in stand by fino a lunedì......

Vado a Verona a farmi coccolare dalla mia cara consuocera!!!!!

Tempo di preparazione :20' più il tempo d'ammollo dei semi di papavero: almeno 20'
Costo: medio
Difficoltà:*

INGREDIENTI

25 GR DI SEMI DI PAPAVERO
2 CUCCHIAI DI LATTE
90 GR DI BURRO
100 GR DI ZUCCHERO DI CANNA
200 GR DI FARINA AUTO LIEVITANTE
3 LIME (BUCCIA GRATTUGIATA E SUCCO)
2 UOVA MEDIE
40 GR DI MANDORLE IN LAMELLE
1 PIZZICO DI SALE


PER LO SCIROPPO

100 GR DI ZUCCHERO ZEFIRO
3 CUCCHIAI DI ACQUA
70 GR DI SUCCO LIME



Ecco qui sotto il lime ....profumatissimo!!



I semi di papavero a bagno in due cucchiai di latte per almeno 15'/20' ....



La buccia del lime grattugiata su la grattugia quadrandolare su cui è stato poggiato un pezzetto di carta da forno.....


Montare il burro morbido con lo zucchero di canna aggiungendo la buccia grattugiata del lime.....



Le mandorle a lamelle...dovevo mettere la foto più su!!!


Aggiungere le uova, le mandorle a lamelle e un pizzico di sale....



Unire ora il succo del lime, i semi di papavero col poco latte usato per l'ammollo, e, a cucchiaiate, la farina che, anche se autolievitante , è stata setacciata due volte......



Versare il tutto ben mescolato ( le varie fasi sono state eseguite manualmente) in uno stampo ben imburrato e infarinato con base di 17 cm di diametro ....



Volendo, se il dolce dovesse piacere, raddoppiare dosi e aumentare adeguatamente la grandezza dello stampo.....



Infornare in forno preriscaldato e ventilato a 180° per circa 45' ......

Ricordarsi della prova dello stuzzicadenti.....



Mentre il dolce cuoce preparare lo sciroppo che andrà versato a più riprese sul dolce ancora caldo......


Far bollire lo zucchero , il succo del lime o del limone e 3 cucchiai di acqua.....



Far bollire dicevo per non più di 3'........



Appena possibile sformare il dolce e porlo su una gratella sotto alla quale porre un grosso piatto per raccogliere lo sciroppo che dovesse colare......



E cola!!!!!

Raccoglierlo e pennellare a più riprese il dolce fino ad esaurimento dello stesso.....



Questo dolce, insieme alla crostata di pere e ganache è stato portato a mia figlia che per prima si è mangiata la crostata ......

faceva parte del Pronto Soccorso Gastronomico... dolce questa volta....



Pensavo che mi avrebbe detto: "Sai mamma non mi strapperei i capelli per questo dolce" e invece ha retto il confronto con l'altro più ricco...

Care amiche ed amici...vedete voi!!!!!

Di Daniela

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IL GRANO SARACENO

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Da Wikipedia il fiore del grano saraceno

Vi avevo preannunciato un piccolo vademecum sul grano saraceno, le sue doti , la sua versatilità e un po' di storia. Eccovi il frutto delle mie letture sull'argomento. Ovviamente in basso ho citato i siti dai quali ho preso notizie che mi parevano interessanti da comunicarvi. Dunque, cominciamo col dire che, considerato solitamente un cereale, il grano saraceno è in realtà una pianta erbacea annoverata tra le poligonacee.
E' originario dell'Asia centrale, in particolare della Cina o delle regioni siberiane meridionali, e fu portato in Europa dalle stirpi nomadi, con le loro guerre di conquista, nel tardo Medio evo. In Italia nel 1616 lo storico dei Grigioni Guler Von Weineck, nella sua opera sulla Rezia afferma che in Valtellina si coltiva l'heyden, nome tedesco antico del grano saraceno
Nel passato, il grano saraceno veniva coltivato in molte zone dell'Europa e le ricette a base di grano saraceno facevano parte della dieta quotidiana. In seguito è stato soppiantato da coltivazioni maggiormente produttive, in particolar modo patate e mais.
Solo in anni recenti il grano saraceno e la farina con esso prodotta hanno riacquistato importanza. I principali fattori di questo rinnovato interesse sono:

  1. l'elevata digeribilità che rende il grano saraceno particolarmente adatto alla dieta di persone con difficoltà digestive,
  2. l’assenza di glutine che lo rende tollerato anche da chi soffre di celiachia,
  3. il contenuto di lisina, triplo rispetto a quello del frumento (la lisina è una proteina di importanza vitale, un aminoacido essenziale per lo sviluppo osseo),
  4. il considerevole contenuto di minerali: ferro, fosforo, potassio, calcio, magnesio, stagno, manganese e acido silicico,
  5. il contenuto insolitamente elevato di lecitina, una sostanza simile ai grassi, di decisiva importanza dal punto di vista biologico.

Buono per tutti, il grano saraceno è consigliato alle persone deboli ed esaurite, alle donne in gravidanza.
Può essere coltivato in terre poco fertili, resiste alle basse temperature delle zone di montagna, dove viene coltivato in successione ad altri cereali grazie alla sua rapida maturazione (10-12 settimane). Poiché nella sua crescita soffoca facilmente le erbacce e non può essere forzato con fertilizzanti che farebbero sviluppare eccessivamente le foglie a scapito del seme, consente una coltivazione priva di interventi con prodotti di sintesi chimica.
I fiori sono bianchi o rosa, i semi sono triangolari e vanno dal marrone scuro al grigio argento. I granelli macinati danno una farina di colore grigio nocciola picchiettata di punti scuri, dati dalla presenza dei rivestimenti bruni dei chicchi. Ancora oggi viene utilizzata nella cucina tipica valtellinese per preparare diversi tipi di polente, oltre ad altre specialità, come pizzoccheri e sciatt. In Cina, è ancora utilizzato per produrre pane, mentre nell’Europa dell'est, viene utilizzato per preparare il porridge o per accompagnare secondi piatti, al posto del riso. Si usa però anche per la soba giapponese e i bliny (блины) russi o la kasha della cucina slava.
La farina di grano saraceno qui da noi, è piuttosto diffusa poiché è l'ingrediente fondamentale nella preparazione della polenta taragna, un piatto tipico della Valtellina e delle valli del bergamasco.
Anche il grano saraceno in chicchi si può cuocere e mangiare al pari degli altri cereali, e come loro necessita di un accurato lavaggio prima di essere cucinato. E' consigliabile un lavaggio in acqua fredda più volte fino a che l'acqua non risulti limpida e priva delle scorie che di solito vengono a galla. Si devono poi scolare accuratamente i chicchi e farli tostare nella pentola di cottura per uno o due minuti. Dopo questa operazione si può aggiungere acqua calda salata nella quantità di circa il doppio del volume del cereale. Occorre far cuocere per circa 20 minuti dopo di che potranno essere sia una base per insalate fredde che mescolate a verdure e legumi. La dose per persona e di circa 80 gr
È consigliabile l'acquisto del grano saraceno (chicchi o farina della “bigia “ per il suo colore) in confezioni sigillate poiché è facile che il prodotto sfuso rimanga a lungo a contatto con l'aria, deteriorandosi.
Dopo aver aperto la confezione, conservate il prodotto in un sacchetto di plastica che chiuderete accuratamente.In estate è consigliabile conservare il prodotto in frigorifero dopo l'apertura.
Ecco fatto: ora che sul grano saraceno ne sapete veramente troooooooppissime, che ne direste di riprendervi dal peso della cultura con delle "lievi"

GALLETTES BRETONNES DOLCI

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Ecco, per far felice la Ale una specialità della casa: una non ricetta velocissima a gustare a colazione o come merenda o ancor più come ricco dopocena.

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Per le galette la ricetta è la solita:

Dosi per 4 persone (circa 12 crêpes grandi e 20 "normali"):
250 g di farina di grano saraceno
1 cucchiaio di farina 00
1 / 2 litro di latte
1 / 2 cucchiaino di sale
40 g di burro salato
eventualmente, 1 tuorlo d'uovo
In aggiunta:
Marmellata di fragole (o albicocche o lamponi)
Nutella :-))
Ricotta zucchero e cacao amaro

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Perciò come nel post qui preparate la vostra galette, ma questa volta al centro mettete qualche abbondante cucchiaiata di marmellata o nutella, ripiegatela al solito modo, mettetela nel piatto per servirla, cospargendola di zucchero a velo..... Confesso che l'ho provata anche con un qualche cucchiaiata di ricotta cremosa ben sbattuta con un cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di cacao amaro. Sopra ovviamente, sempre una spolverata di zucchero a velo.

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Godetevele in santa pace ora!
Buon appetito

Dani

http://it.wikipedia.org/wiki/Fagopyrum_esculentum
http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/cereali/grano_saraceno.htm
http://www.nuovaterrasrl.it/portal/it/redazionali/?id=10
http://www.accademiadelpizzocchero.it/grano.html

BUCKWHEAT

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There I had predicted a small handbook on buckwheat, his talent, his versatility and a bit 'of history. Here is the result of my reading on the subject. Obviously I mentioned at the bottom of the sites from which I got news that seemed interesting to tell. Usually considered a grain, buckwheat is instead a herbaceous plant ranks among the poligonacee. Comes from Central Asia, particularly China or the southern regions of Siberia and was brought to Europe by nomadic tribes, with their wars of conquest in the late Middle Ages. In Italy in 1616 the historian of Grisons Von Weineck Guler, in his work on Rezia says that in Valtellina is cultivated Heyden, former German name of buckwheat In the past, the buckwheat was cultivated in many parts of Europe and the recipes with buckwheat were part of the daily diet. He was subsequently replaced by more productive crops, especially potatoes and corn. Only in recent years and buckwheat flour produced with it have regained importance. Key factors contributing to this renewed interest are: high digestibility makes buckwheat particularly suited to the diet of people with digestive difficulties, the absence of gluten, which makes it tolerable even by those who suffer from celiac disease, content of lysine, three times that of wheat (lysine is a protein vital, an amino acid essential for bone development), the substantial content of minerals: iron, phosphorus, potassium, calcium, magnesium, tin, manganese and silicic acid, unusually high content of lecithin, a substance similar to fat, of decisive importance from the biological point of view. Good for all, the buckwheat is recommended for the weak and exhausted, to pregnant women. Can be grown in soil not very fertile, resistant to low temperatures in mountain areas, where it is grown in succession to other cereals because of its rapid maturation (10-12 weeks). Since its growth suppresses weeds and can not easily be forced with fertilizer that would develop over the leaves at the expense of the seed, allows private farmers to interventions with chemically synthesized products.
The flowers are white or pink, the seeds are triangular and range from dark brown to silver gray. The milled grain flour gives a nutty gray speckled with dark spots, given the presence of coatings of brown beans. Is still used in cooking menues to prepare different types of polenta, as well as other specialties, as pizzoccheri and drab. In China, it is still used to produce bread, while in Eastern Europe, is used to prepare the porridge or to accompany main courses, instead of rice. It is used but also for Japanese soba, the Russians bliny (блины) or kasha of Slavic cuisine. The buckwheat flour here, is quite popular because it is the key ingredient in the preparation of polenta taragna, a typical dish of the Valtellina and the valleys of Bergamo. Even the buckwheat grain can cook and eat like other cereals, and how they need a thorough cleaning before being cooked. E 'recommend washing in cold water several times until the water is clear and free of debris that are usually afloat. You must then carefully drain the beans and toast it in the pot for one or two minutes. After this you can add warm salt in the amount of approximately twice the volume of cereal. Should cook for about 20 minutes after which it will be both a base for cold salads that mixed with vegetables and legumes. The dose per person is about 80 gr We recommend the purchase of buckwheat (grain or flour of the "gray" for its color) in sealed packages because it is likely that the product will remain long in contact with air, deteriorating. After opening the package, store in a plastic bag that you close very well.In summer is advisable to keep the product refrigerated after opening. That's it: now that you know about buckwheat really tooooooooo many things, how about recovering from the weight of culture with the "mild"
SWEET GALETTES BRETONNES (crepes buckwheat)
Here, to make happy Ale a house specialty: a recipe does not taste at breakfast or as a snack or even more as rich after dinner.

Ingredients: Serves 4 (about 12 large pancakes and 20 "normal"):
1 1/4 cup buckwheat flour
2 tbsp white flour 00
2 1/2 cups milk
1/4 tsp salt
2 tbsp butter(the recipe says salt, but with normal butter are perfect)
1 egg yolk (optional)

Additionally:
Strawberry jam (or apricot or raspberry)
Nutella :-))
Ricotta cheese, sugar and unsweetened cocoa

So how in the post here prepare your galette, but this time at the center put a few generous spoonfuls of jam or Nutella, fold in the usual way, put it in the pot to serve, sprinkle with powdered sugar ..... I confess that I tried even with a few spoonfuls of ricotta whipped cream well with a spoon of sugar and a teaspoon of unsweetened cocoa. Above course, always a sprinkle of icing sugar. Enjoy it now!
Bon appetite

Dani

4 mar

Sachertorte

E' stata creata a Vienna all'inizio dell'800 in onore del Principe di Metternich, ovviamente parliamo della Sacher, regina indiscussa delle torte al cioccolato.

Questa golosissima ricetta è solo una delle tantissime varianti che potete sperimentare cambiando la farcitura variando tipo di frutta, oppure usando la crema pasticciera, semplicemente con la Nutella o qualsiasi cosa che stuzzichi la vostra fantasia.

3 mar

Madeleine

100 gr di farina 00 100 gr di zucchero 2 uova 100 gr di burro 2 gr di lievito Accendete il forno ventilato a 170°. Fate sciogliere il burro a bagnomaria. Unite tutti gli ingredienti in un recipiente e mescolate con cura fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferite il composto in uno stampo per madeleine di silicone (o in stampi per [...]

Spesso il Pan di Spagna lo si acquista già pronto, ma se proverete questa ricetta, le vostre torte ne guadagneranno in sapore e morbidezza, il vero lato negativo di questa ricetta sono i noiosissimi venti minuti necessari a montare adeguatamente le uova con lo zucchero.


Se qualcuna delle mie amiche volesse votare il mio blog...lo può fare!!!

Mi sono iscritta!!!


Anche per i più grandi uomini di stato fare politica.......



Vuol dire improvvisare e...sperare nella fortuna!!!!

Friedrich Nietzsche (1844-1900)



Devo assolutamente riscattarmi dopo la "sontuosa" crostata alle pere e ganache pubblicata nell'ultimo post e allora......



Cosa c'è di meglio di una tortina semplice ...volendo la possono anche preparare i bambini....



E con una piccola variante e cioè sostituendo la farina di grano duro con quella di riso o con altre farine ad hoc anche gli intolleranti al glutine e, vista la presenza dell'olio, anche coloro che non possono usare i grassi animali la possono tranquillamente preparare senza tema alcuno....



Unica accortezza, se la doveste mai regalare avvertire che c'è la farina di mandorle.....



E lo dico a ragion veduta poiché avverto sempre mia figlia ( che spesso divide le cose dolci che le passo con i colleghi d'ufficio tra i quali ce n'è uno con intolleranza alla frutta secca) della loro presenza...ci sono tante persone che proprio non la possono mangiare......

E allora??? Basta eliminarla...in questo caso la sua presenza non è preponderante.....

Tempo di preparazione: 20' tutto in manuale
Costo: medio
Difficoltà:*

INGREDIENTI

320 gr di farina di grano duro
12 gr di lievito per dolci
130 gr di zucchero
130 gr di olio extravergine
4 uova e 1 tuorlo
130 gr di vino liquoroso
60 gr di farina di mandorle
la buccia grattugiata di un limone biologico




Io ho usato questo vino ma se si ha in casa del vin santo va bene lo stesso.....

Mescolare con cura lo zucchero con l'olio extravergine che deve essere leggero e profumato....



Per grattugiare il limone appoggiare un pezzetto di carta da forno su una di quelle grattuge quandrangolari ....



Unire le 4 uova e il tuorlo ...una per volta

Il vino......

La buccia grattugiata,come mostrato sopra, del limone che deve essere biologico......



Ed infine versare a manciate la farina precedentemente setacciata DUE VOLTE con il lievito e mesxdolata poi alla farina di mandorle.....

Amalgamare il tutto con cura.....



Suddividere l'impasto in due tortiere , ben pennellate di burro ed infarinate del diametro di 17 cm ognuna, o in un'unica più grande.......



Infornare in forno preriscaldato e ventilato a 160° per circa 20'.....

In caso di uno stampo di maggiori dimensioni aumentare adeguatamente il tempo di cottura...



Eseguire sempre la prova dello stuzzica denti: se il dolce è cotto alla perfezione deve uscire asciutto.....



Io proporrei di mangiare il dolce così com'è ma se qualcuna delle mie amiche volesse toccare il fondo...



Lo potrebbe tagliare a metà e farcire con marmellata, con crema pasticcera, con panna e vai!!!!!!

Per la gioia delle maniglie dell'amore!!!!!

dippiù?