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Raccontavo
giusto ieri sera, parlando del nostro arrivo in Inghilterra, del problema della guida a sinistra. A dire la verità, era più un problema di mio marito che non mio: siccome guida in automatico, mi diceva, il suo terrore era di perdere la concentrazione e trovarsi contromano, vittima dell'abitudine acquisita macinando da anni centinaia di migliaia di km su strada. Io, per contro, ero più tranquilla: quando lavoravo in Inghilterra, era capitato che dovessi prendere la macchina e non ricordavo particolari difficoltà, anzi: essendo io mancina, passato il primo impatto, mi ero trovata subito a mio agio. E quindi, nelle sere in cui programmavamo il viaggio e vedevamo crescere le distanze in modo esponenziale, continuavo a ripetere a mio marito che avrei guidato io, senza alcun problema. Mi sono illusa fino a Calais ma poi, appena sbarcati in suolo britannico, non ha voluto sentire ragioni: lui al posto di guida, al volante, e io in quello della guida "spirituale", visto che più che da navigatore mi toccava controllare di continuo che imboccasse la corsia giusta. A quanto pare, la soluzione ha funzionato, perchè siamo tornati sani e salvi e senza alcuna segnalazione da parte dei vigili britannici e, una volta a casa, siamo serenamente tornati alle nostre abitudini.
Più o meno...
L'altro ieri accompagno la creatura alla master class e, proprio a metà del percorso, scorgiamo un blocco stradale: furgoni messi di traverso, cartelli, un piccolo sit in in mezzo alla strada e vigili che deviano il traffico. Sono i venditori ambulanti dei mercati rionali che protestano contro l'Assessore e i prossimi tagli che cancelleranno posti di lavoro e hanno organizzato questa dimostrazione contro di lui. Mi fermo in coda, studiando un percorso alternativo lungo la direzione obbligata ma, quando lo trovo, non posso accedervi, perchè è giorno di mercato. E così, finisco per aggirarmi in questo dedalo di viuzze, fino a quando trovo lo sbocco verso Corso Europa, la principale arteria del traffico dal levante al centro città. Naturalmente, ho un diavolo per capello: rischiamo di arrivare in ritardo, l'indicatore del carburante è sul rosso, il traffico mi snerva e in più mi sento al centro di una guerra fra poveri, il che mi deprime ancora di più: "perchè capisci che non è possibile - non-è-pos-si-bi-le- ridursi così già alle nove del mattino, e adesso come faccio, che son senza benzina, qui ci fermiamo in mezzo alla strada, e si è mai visto autorizzare un corteo nello stesso posto del mercato e HO CAPITO che arrivi in ritardo, ma se non so dove andare... ecco, aspetta che ci siamo, fammi infilare qui dentro..."
Insomma, a farla breve: contromano in Corso Europa.
Roba da restarci secchi all'istante, altro che le stradine di Scozia, dove al massimo fai unfrontale con una pecora.
Se scrivo, vuol dire che sono ancora qui e che è andato tutto bene: non c'erano auto, ho fatto inversione e, tremando come una foglia, sono riuscita a girarmi dalla parte giusta.
Solo che ora per un po' sto brava: vado a fare la spesa a piedi, mi concentro prima di attraversare la strada e, buon peso, non ho nemmeno fatto rifornimento, che non sia mai che mi venga la tentazione di rimettermi al volante, prima di aver riprogammato il nostro senso di marcia. E prima che il mio angelo custode venga dimesso dalla Neuro...
PIE DI MIRTILLI E MELE ALLA CANNELLA
da Sale&Pepe, agosto 2010

Gran bella ricetta, nata dalla fusione di una crostata apparsa su Sale e Pepe del mese scorso e dalla mia personale ansia di svuotare il frigo, prima della partenza, principale artefice delle mie varianti, a cominciare da un ripieno "misto" e dal foglio di sfoglia in scadenza, anzichè di frolla, per coprire il tutto. In ogni caso, è venuta fuori una torta spettacolare, così buona che stravolgo la scaletta dei dolci d'Oltremanica per pubblicarla qui ( vi vorrei commossi, a questo punto).
Eccovi l'originale- accanto le mie modifiche
per 8 persone (tortiera di 24 cm di diametro)
500 gr di pasta frolla già pronta ( io ho fatto una frolla con le mie solite dosi del 3-2-1- 3 hg di farina, 2 hg di burro freddo, 1 hg di zucchero, più un tuorlo e tanta scorza di limone grattugiata fine, almeno un cucchiaino abbondante: l'ho usata per fare la base. Per la copertura, invece, ho usato un foglio di pasta sfoglia rotondo, comprato a supermercato)
500 g di mirtilli (500 g di frutti id bosco misti, mirtilli, lampone, ribes rosso e bianco)
un cucchiaio di marmellata di mirtilli ( ne ho messi due)
una mela
il succo di mezzo limone
un cucchiaio di zucchero (ho messo quello di canna)
un cucchiaio raso di farina
mezzo cucchiaio di cannella in polvere (qui, de gustibus: potete anche diminuire la dose. A noi piace che si senta e quindi ho lasciato così)
gelato al cioccolato ( omesso: a parte che serve da accomagnamento, mentre per noi questa è stata la torta per la colazione e quindi era già sufficiente così, il cioccolato qui non ce lo vedo per niente. Su due piedi, direi di nuovo cannella, per esaltare il sapore di un ingrediente, oppure calvados)
Ho aggiunto poi tuorlo e latte, per spennellare
procedimento
Ho preparato la frolla, partendo dalla farina e dal burro freddo: per impastare senza che quest'ultimo si scaldi troppo, conviene prima lavarsi bene le mani con acqua fredda- io le lascio un po' sotto il getto del rubinetto- e poi incorporare i due ingredienti lavorando all'inizio con la punta delle dita " come quando se cuntan le palanche", diceva mia nonna- dove "palanche", in questo caso, sta per banconote. Appena vedete che farina e burro si sono più o meno amalgamati, aggiungete il tuorlo, lo zucchero e il limone e iniziate ad impastare, il più rapidamente possibile. Non impastate a lungo ma, appena vedete che la pasta è liscia e compatta, fermatevi pure.
A questo punto, di solito si consiglia di metterla in frigo per farla raffreddare, perchè è essenziale alla sua buona riuscita che entri in forno fredda. Però, se poi dovete lavorarla di nuovo per stenderla nella tortiera, ecco che tanto fredda non è più, quando entra nel forno. Senza contare che, appena uscita da frigo, è bella dura, per cui dovete impastare con forza, per renderla lavorabile, e allora siamo di nuovo daccapo.
L'unica soluzione, secondo me, è stenderla subito nella tortiera e poi metterla in frigo. Così, quando la tirate fuori, è fredda e tale resta, senza doverla lavorare di nuovo.
Quindi, una volta stesa la pasta nella tortiera, ho preparato il ripieno, mescolando insieme tutti gli ingredienti: la mela andrebbe grattugiata, io l'ho tagliata in pezzettini. Dopodichè, ho preso lo stampo con la frolla dal frigo, l'ho riempito con il composto e ho spennellato i bordi con poco tuorlo, mescolato con il latte. Ho steso poi il foglio di sfoglia, premendo sui bordi della frolla in modo che si saldasse bene. Poi ho praticato dei piccoli tagli nella sfoglia, con un coltello appuntito, per far uscire l'umidità del ripieno in cottura, e ho spennellato bene con il resto del tuorlo e dell'uovo.
In forno a 180 gradi per 40 minuti, fino a quando sarà ben dorato.
Aggiungo una cosa, grazie ad una domanda nei commenti: la sfoglia cuoce in meno tempo che la frolla. In questa torta, 40 minuti ci vogliono tutti, per la frolla, perchè il ripieno è umido, ma per la sfoglia potrebbero essere troppi. Quando ci si trova di fronte a queste situazioni, si usa il sistema del foglio di alluminio, con cui si ricopre la superficie della torta. Ossia, quando la torta è cotta in superficie ma il ripieno o il fondo non lo sono ancora, basta metterci sopra un foglio di alluminio e proseguire la cottura. In questo modo, si cuoce tutto perfettamente, senza correre il rischio che una parte bruci.
La ricetta dice di servirlo freddo con una pallina di gelato al cioccolato ma, come ho già detto, non concordo. Per me, o lo si mangia freddo, senza accompagnamenti di sorta, oppure tiepido, con una pallina di gelato o anche all'inglese, con della panna liquida. Però, è talmente buono così che non starei a snaturarlo con altri ingredienti.
Ci vediamo stasera, per la terza puntata del viaggio ( che finalmente ci arriviamo, in Scozia!)
ciao
ale
di Alessandra
Questa crostata sa di non ricetta: anzi, se non fosse per la frolla, che è un tantino più pensata del solito, entrerebbe di diritto nell'ambita categoria di cui sopra. Il ripieno, infatti, è praticamente inesistente: basta spezzettare due etti di buon cioccolato fondente nel guscio di frolla a crudo, ricoprire con lo sbriciolato e via- mezz'oretta di forno ed è pronta. Sinceramente, non so da dove abbia preso l'idea, mia suocera, questa volta: in ogni caso, da qualsiasi fonte provenga, è davvero un suggerimento prezioso, per rapidità, praticità e gusto.
per la pasta frolla alle nocciole
250 g di farina
50 g di nocciole spellate
200 g di burro freddo a dadini
100 g di zucchero
vaniglia per aromatizzare
un tuorlo
2 hg di buon cioccolato fondente al 70% di cacao
Tritare finemente le nocciole con metà dello zucchero ed impastare poi tutti gli ingredienti, lavorandoli velocemente con lapunta delle dita. Appena la frolla assume la consistenza di un impasto elastico, dare la forma di una palla, ricoprirla di pellicola trasparente e mettere in frigo a riposare per un'oretta.
Trascorso questo tempo, stenderne tre quarti sul fondo di uno stampo per crostate precedentemente imburrato e coprire il fondo con due hg di cioccolato, tagliato a pezzetti, grosso modo della forma dei quadratini della tavoletta.
Sbriciolare grossolanamente la frolla avanzata sulla torta e infornare a 175 gradi per una mezz'oretta: i bordi non devono brunire.
Lasciar raffreddare e servire cosparso di zucchero a velo.
Buona giornata
Alessandra

Questa era una torta di mele...

Doveva essere piuttosto tedesca invece è piuttosto esotica...
Forse mi sono un po' persa per la strada dell'improvvisazione...
Vivo un periodo un po' così... tornerò a seguire una ricetta scritta lo prometto...
forse...
Se cerco bene tra i cassetti e le maglie dei Cure forse dovrei avere ancora la mitica maglietta con la A di anarchia che tanto mi piaceva indossare alle medie...
potrei metterla in cucina sotto al mio fantastico grembiule... nero ovviamente.
Panda cuochetto anarchico, aborra le ricette scritte e si batte per la liberazione delle dispense!
Standing ovation
Applausi (con la cavalcata delle Valchirie in sottofondo)
No basta
Penso che mia madre chiamerebbe la neuro alla velocità della luce visto che già taglio le cipolle con gli occhiali da sole...
Ma voi che stranezze avete in cucina?
Non sono la sola che usa gli occhiali da sole vero?
Anche voi fate finta di affilare i coltelli come i serial killer vero?
Scherzi a parte...
Sono finalmente semi-guarita anche se ho ancora una tosse da orco e mi sono voluta "premiare" con questa tortina adatta agli amanti del connubio cocco-cioccolato... in questo caso cocco e nutella :)
INGREDIENTIPer la pasta frolla
150 gr di farina
50 gr di granella di nocciole
80 gr di burro
80 gr di zucchero
1 uovo
1 presa di sale
1 pizzico di polvere di vaniglia bourbon
scorza grattuggiata di mezzo limone
Per la crema
1 lattina di latte di cocco (300 ml mi pare)
mezzo bicchiere di latte
3 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero
1 pizzico di polvere di vaniglia bourbon
1 cucchiaio di nutella
Prepariamo la crema mescolando insieme farina, zucchero e vaniglia.
Aggiungiamo a poco a poco il latte di cocco e il latte vaccino.
Versimo in una casseruola e facciamo cuocere a fuoco vivace per 15 minuti finchè la crema non sarà bene addensata. Lasciamo raffreddare coprendo la crema con della pellicola trasparente.
Prepariamo la pasta frolla... mescoliamo farina, granella di nocciole,scorza di limone garttuggiata e zucchero, aggiungiamo il sale e la vaniglia. Aggiungiamo l'uovo e il burro tagliato a pezzetti. Ammalgamiamo fino ad avere un bell'impasto omogeneo. Lasciamo riposare in frigo per un'oretta.
Stendiamo la frolla in uno stampo a cerniera, in questo caso da 20 cm.
Creiamo dei bordi alti più o meno 5 cm. Stendiamo un cucchiaio di nutella sul fondo del dolce e copriamo con la crema di cocco.
Inforniamo a 180° e cuciniamo per 40 minuti.
Lasciamo raffreddare e gustiamo :*
Conservatela in frigo così sarà ancora più buona!
CONSIGLIO MUSICALE
Band sfortunata quanto seminale, i
Diamond Head facevano parte della primissima ondata della new wave o british heavy metal, movimento che comprendeva i più famosi Iron Maiden, Saxon, etc...
Centinaia di gruppi furono influenzati dal loro primo album, un po' come successe ai Velvet Underground.
Su tutti vale la pena ricordare i Megadeth e i Metallica che registrarono nell'arco della loro carriera numerose cover di questo gruppo... la più conosciuta è sicuramente "Am I Evil?" di cui vi riporto la versione originale.
Horns up and keep the faith alive!!!
Una torta per un'amicizia...
Accade che ad un certo punto della giornata arriva una telefonata e dall'altra parte dell'apparecchio c'è una voce che ti accompagna da più di 12 anni, un'amica conosciuta per caso ad una fermata del pullman e che da allora ti ha accompagnata fino ad adesso, passando dalla cartella di scuola al cappellino della laurea... e l'anno prossimo al velo da sposa...
Le amicizie, si sà, rimangono incise nella nostra pelle anche se con gli anni ci si sente un po' di meno, le vite si diversificano e le compagnie cambiano, ma poi senti il bisogno di ritrovare te stessa e l'altra persona è un po' il tuo specchio che ti rimanda la vera immagine di te, quell'immagine costruita a lungo termine negli anni e non frutto di recenti scelte o stili di vita.
Questa torta nasce per te, un'amica da sempre, tu che stai passando un momento difficile e che inconsciamente con questa tua richiesta - mi fai una torta?- mi hai regalato momenti di riflessione sulla mia vita sino ad oggi, sul nostro essere amiche e sui ricordi che ci legano.
La mia torta è questa, biscottata come croccante e dura può essere a prima vista spesso la vita... ma attenta perchè mordendola scoprirai il cioccolato fuso e morbido, perchè è l'apparente durezza delle cose che ci dona di volta in volta la sorpresa della dolcezza che il futuro improvvisamente può regalati, dolce come il pizzico di vaniglia a ricordarti come erano dolci gli anni della scuola in confronto alla vita vera, ed infine quei cuoricini di zucchero... pensali come ad un amuleto, il mio piccolo e personale porta fortuna per te!


Ingredienti (diametro 30 cm)
300g farina 00
70g zucchero di canna
100g zucchero semolato
1 uovo
125g burro lavorato a crema
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 presa di sale
150g di cioccolato Gianduia
50g di nocciole pelate e tostate
zuccherini porta fortuna
Accendere il forno a 180° C e rivestire una teglia da pizza con cartaforno.
Lavorare a crema il burro aggiungendo poco alla volta la miscela di zuccheri, amalgamare per bene con una forchetta sino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo, unire l'uovo e mescolare non troppo a lungo con un mestolo, quanto basta per farlo assorbire.
A parte, con una mezzaluna, ridurre il cioccolato a pezzetti e tritare le nocciole. in una capiente ciotola miscelare la farina con la vaniglia, il sale e il bicarbonato, aggiungere il cioccolato e le nocciole.
Unire la crema di burro al composto secco e con un mestolo di legno mescolare a lungo fino a quando tutta la farina verrà assorbita. Schiacchiare per bene con il cucchiaio il composto, risulterà molto sbricioloso, l'importante e che non sia più visibile il bianco della farina.
Rovesciate il composto nella tortiera in modo uniforme, livellate per bene la superficie e schiacciate con i polpastrelli la frolla, decorate con zuccherini (anche Smarties volendo), infornate per circa 20-25 minuti, fino a quando la torta avrà raggiunto un bel colore biscottato.
Nel momento di estrarre il dolce dal forno fate attenzione, la torta "a caldo" è morbida ed è impossibile estrarla dalla teglia. lasciar raffreddare completamente e solo dopo potrete tagliarla a fette o impiattarla.
La particolarità di questo dolce è innanzitutto la consistenza: a prima vista vi trovate di fronte ad una crostata dura ma... il Gianduia ha la particolarità di rimanere fondente e morbido all'interno dell'impasto (sopratutto ora che le temperature sono alte), sopratutto se avrete l'accortezza di tritarlo a pezzi grossi, le nocciole saranno un netto contrasto a questa morbidezza ed esalteranno il sapore nocciolato del cioccolato.
Chi ha rosicchiato la fetta? Chi lo sa?
Oggi pomeriggio, Mirko (mio nipote), ha fatto questo dolce. Mirko ha 12 anni e per questo abbiamo cambiato il procedimento semplificandolo. Il risultato è stato soddisfacente. Si è portato a casa il suo dolce, felice di averlo fatto "tutto solo".
Mettiamo subito la ricetta.
Ingredienti x la base:
300 gr. di farina 00
150 gr. di zucchero*
1 uovo
100 gr. di burro
1 bustina di lievito per dolci
Ingredienti x il ripieno:
200 gr. di ricotta
200 gr. di amaretti
100 gr. di zucchero
1 uovo
100 gr. di latte (1 bicchiere)
Vado bene nonna, posso continuare? Si Amore
Ops! mentre la nonna controlla il forno, ho messo in bocca qualcosa!
Preparate la base lavorando tutti gli ingredienti, tenuti per qualche ora a temperatura ambiente,
fino a formare delle "briciolone". A questo punto preparate il ripieno, sbriciolate gli amaretti (l'abbiamo fatto con il mixer), aggiungete gli altri ingredienti e mescolate per bene. Dividete l'impasto in 2 parti e rivestite una tortiera di cm 26 o 28, dopo averla imburrata e infarinata o rivestita di carta forno (Mirko ha optato per la prima soluzione). Sopra metà impasto, mettete il ripieno (che sarà piuttosto liquido) e aggiungete l'altra metà. Mettete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.
A torta conclusa, dopo tanto lavoro la felicità!!!
* Nello zucchero avevamo messo una punta di cucchiaino di vaniglia bourbon in polvere..
La prossima volta, metteremo nell'impasto 100 gr. di zucchero.

Con questo dolce desideriamo aderire all'iniziativa di Albertone!
Diciamo che per i fichi è ancora un po' presto, ma non ho resistito alla tentazione di comprarli! Poi, mangiandoli così, nudi e crudi, sanno di poco ma credo che siamo perfetti nei dolci dove abbiamo già altri dolcificanti che ne esaltano il sapore... anzi, forse è proprio meglio utilizzare dei fichi un po' indietro per questa crostata che altrimenti risulterebbe stucchevole.
E' da più di un anno che la desideravo, sono rimasta affascinata dai colori delle foto sul ricettario... ma poi tra il dire e il fare c'era di mezzo la materia prima: fichi troppo molli, piccoli, neri anzichè verdi... magari il sapore sarebbe stato altrettanto buono, ma io ero alla ricerca del "fico perfetto" per ottenere questo accostamento cromatico.
Nel complesso questa potrebbe definirsi la versione estiva delle classiche crostate decorate con frutta: una base di frolla poco zuccherata, un ripieno di crema di fichi (polpa frullata con latte, zucchero, farina e cotta sul fornello sino ad addensarsi) e fettine di fichi freschi lucidati con gelatina trasparente per torte aromatizzata al limone. Quest'ultimo ingrediente, il limone, è presente anche all'interno della crema, un sapore fresco e agrumato che non pensavo si sposasse così bene col fico, da qui la mia decisione di aggiungerne poche gocce anche nella gelatina.

Ingredienti (tortiera da 20-25 cm di diametro)
300g di farina 00
150g di burro
1 uovo + 2 tuorli
180g di zucchero (80 per la frolla)
650g di fichi (peso lordo)
1 limone
100g latte
40g di farina di riso (io ho usato la 00)
gelatina alimentare chiara (da prepararsi secondo le istruzioni riportate sulla confezione)
Per prima cosa si prepara la frolla, io l'ho tranquillamente fatta di mattina e lasciata in frigo sino alle 15, ma basta anche solo mezzora. Questa frolla è diversa dalla mia solita che prevede 1 solo uovo, l'aggiunto di altri 2 tuorli conferisce fragranza e friabilità. Miscelare farina e 80g di zucchero, fare una fontana e unirvi il burro freddo a pezzetti e le uova, lavorare sino ad ottenere una palla, avvolgere in pellicola per alimenti e riporre nel frigorifero per almeno 30 minuti. Passato questo tempo foderare uno stampo da crostata (il mio da 20 cm) e porre in frigo fino a quando il forno non avrà raggiunto la temperatura di 180°C. Bucherellare il fondo della crostata e procedere alla cottura in bianco (con i pesi di cottura) per 20 minuti, estrarre i pesi e la carta da forno che li conteneva e lasciar cuocere altri 5 minuti. Porre a raffreddare e, successivamente, inpiattare il guscio di frolla su un piatto da portata (dopo la farcitura c'è il rischio che la torta si rompa).
Per la crema, sbucciare i fichi sino ad ottenere circa 250g di polpa, frullarla con latte, zucchero, scorza di limone e farina, lasciarla addensare per 5 minuti a fiamma dolce. Una volta intiepidita farcire la crostata. Una volta fredda decorare con le fettine di fico e lucidare con la gelatina (aromatizzata con qualche goccia di limone).
Avendo utilizzato uno stampo da 20 cm ho avanzato un po' di frolla e ne ho ricavato dei frollini farciti con marmellata di frutti di bosco preparata l'estate scorsa.


Con questa torta partecipo al nuovo contest indetto da
intitolato "Dessert & frutta fresca"
Venerdì 14 c.m, c'è stato il compleanno di mio marito, ma gli "
abbiamo fatto la festa" sabato sera.
Non è un grande mangiatore di dolci (per problemi di digestione), ma davanti al cioccolato fondente dimentica tutti i problemi. Questa torta poi è cioccolato allo stato puro, forse sarebbe meglio chiamarla "
goduria". La ricetta proviene dal sito di
Lidia "lady Cocca", purtroppo, cara Lidia e mi scuso della cosa, ho modificato un pò la ricetta. Le modifiche sono state fatte per eccedenza di ingredienti, rimasti da preparazioni precedenti. Avevo delle nocciole rimaste dai baci di dama (che devo ancora postare), in un vaso di nutella rimanevano 2 cucchiai della stessa, piangevano chiedendo di essere adoperati. Detto ciò, metto la mia ricetta. Ho aumentato gli ingredienti, avendo una tortiera rettangolare di cm 24 x 37 che con la conversione corrisponde ad un diametro di 34 cm. Per una misura più umana vi consiglio di guardare la versione di
Lidia.
Ingredienti x la frolla:
550 gr. di farina 00
275 gr. di burro
275 gr. di zucchero *
55 gr. di cacao
55 gr. di nocciole tritate finemente
2 tuorli
1 uovo intero
½ bustina di lievito x dolci
Ingredienti x la crema pasticcera:
400 gr. di latte intero
100 gr. di zucchero*
35 gr. maizena
1 uovo intero e 1 tuorlo
Ingredienti x la ganache:
200 gr. di panna fresca
300 gr. di cioccolato fondente al 70 % (il mio era al 72%)
Altri ingredienti :
2 cucchiai di "nutella"
Cacao zuccherato
Burro per la tortiera
Procedimento per la frolla:
Fate la frolla come
qui aggiungendo le nocciole e il cacao. Se l'impasto dovesse presentarsi troppo consistente, bagnatevi le mani con l'acqua fredda. Mettetela in frigo per un'ora ( solitamente la preparo un giorno prima ).
Procedimento per la crema pasticcera:
Premetto che la preparo in microonde. In una boule di vetro (o altro materiale che possa andare in micro), montate le uova con lo zucchero, setacciate un pò alla volta la farina sempre mescolando e alla fine, sempre poco per volta, il latte; attenzione a non fare grumi, all'inizio il latte dev'essere stemperato bene. A questo punto la metto nel micro a media potenza per 2 minuti, tolgo il recipiente, mescolo per benino, lo rimetto in micro ancora per 2 minuti e continuo questa operazione finchè la crema è densa al punto giusto.
Procedimento per la ganache:
Far bollire la panna e aggiungere la cioccolata fondente tritata, mescolare rapidamente e spegnere il fuoco. Mescolare finchè si è amalgamato tutto il cioccolato.
Procedimento per l'assemblaggio:
Foderare una tortiera, imburrata e spolverizzata di cacao dolce setacciato (come doveste infarinare), con due terzi di pasta. A parte avrete già mescolato la crema pasticcera con la ganache (io ho aggiunto anche 2 cucchiai della suddetta crema alle nocciole). Livellate per bene. Con la restante frolla formate delle strisce come Lidia o giocate di fantasia come me, visto che la torta era per il compleanno della mia dolce metà, ho fatto dei cuori.
Lasciate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.
Grazie Lidia.

Il dolce della festa in casa mia, compleanni e giornate particolari, è sempre stato rappresentato dalla crostata farcita con crema pasticcera e decorata con frutta stagionale.
Il mio ricordo più "antico" legato a questa torta? Il mio compleanno all'asilo!!!! Si, ricordo benissimo che mia mamma aveva portato questa torta in aula e in mensa, dopo pranzo, ogni bambino aveva ricevuto la sua fettina, ricordo anche che era decorata con i kiwi, le banane (haimè, sono nata il 21 Gennaio e di frutta fresca non è che ci sia gran scelta!) e arachidi (al naturale ovviamente, mica quelle salate!), ricordo anche la mia dirimpettaia di tavolo, una bambina che ha iniziato a scartare le arachidi... poi i semini neri all'interno del kiwi... !!!
Non ricordo se mia mamma preparava in casa la frolla e nemmeno se utilizzasse vera crema o del budino alla vaniglia, daltronde sono nata negli anni '80, nel bel mezzo del boom dei preparati già pronti in busta di creme, budini, pizza in scatola (la Catarì!!!) e frolle surgelate.
Andando avanti con gli anni, e indietro con i ricordi, ho iniziato io a fare questa torta, credo attorno ai 19 anni e le mie conoscienze di pasticceria si fermavano proprio al budino alla vaniglia e frolla già pronta, ignoravo completamente cosa fosse la cottura in bianco del guscio di crostata, semplicemente rivestivo una teglia rotonda di pasta e la facevo cuocere in forno fino a quando mi sembrava fosse "cotta", senza badare troppo ai tempi di cottura ecc... col risultato di torte dalla crosta durissima!
Poi pian pianino mi sono appassionata sempre più alla cucina, ho iniziato a distinguere una frolla da una sablè, ad utilizzare i pesi per la cottura in bianco della frolla, a realizzare creme pasticcere vellutate, a ricoprire con la gelatina o brinare con zucchero semolato la frutta di decorazione... ad un certo punto però, forse a causa della passione sempre più forte che mi ha portata a realizzare vere e proprie torte da pasticceria, questa crostata è finita nel dimenticatoio... fino a ieri quando, in occasione della festa della mamma, mi sono messa a "studiare" il dolce giusto da realizzare e, vuoi la tenerezza dei ricordi, vuoi la gentilezza del suono delle parole "crema e frutti di bosco", un lumino mi si è acceso nella mente facendomi subito capire quello che sarebbe stato il dolce giusto, la torta per la mamma!


Ingredienti: (per uno stampo tondo da 23 cm o rettangolare da 32 x 12 )
250g di farina 00
120g di burro
120g zucchero
1 uovo
2 tuorli
20g farina
250g latte
50 zucchero
1 bacca di vaniglia
scorza di limone
300g di frutti di bosco
zucchero a velo
Per prima cosa la frolla: setacciare la farina con lo zucchero, fare una fontana e unirvi il burro a pezzettini e l'uovo. Lavorare fino a formare una frolla, non aggiungete latte anche se il composto tenderà a sbriciolarsi, con un po' di pazienza vedrete che il burro scaldandosi permetterà alla frolla di compattarsi. Formate una palla e, coperta di pellicola, lasciatela riposare 30 minuti in frigo.
Preriscaldate il forno a 180°C, stendete la frolla sulla spianatoia infarinata e andate a rivestire uno stampo da crostata, ponetelo 5 minuti in congelatore (in modo che il burro torni a solidificarsi, in modo da non perdere la forma in forno), rivestite l'interno del guscio di frolla con della cartaforno e ponete dei pesini da cottura in modo che la pasta non si gonfi durante la cottura in bianco ( i pesini sono delle sferette di ceramica che si acquistano nei negozi di articoli da pasticceria, in alternativa usate ceci o fagioli secchi), infornare per circa 30 minuti, sino a quando la crosta inizierà a dorarsi. Estraete con cautela la carta forno e togliete i pesi ni e lasciate cuocere per altri 5 minuti. Estrarre dal forno e far raffreddare.
Prepariamo la crema pasticcera: sbattere i tuorli con lo zucchero e la farina, unire un po' del latte e amalgamare per bene in modo che non vi siano grumi. Incidere la stecca di vaniglia ed estrarre i semini mettendoli nel latte. Unire tutto il latte al composto di zucchero, uova e farina e portare lentamente a cottura mescolando spesso. Unire la stecca di vaniglia aperta e la scorzetta di limone. Portare ad ebbolizione mescolando, non appena la crema inizierà ad addensarsi togliere dal fuoco, eliminare scorza e stecca di vaniglia e spalmarla sul guscio di frolla.
E' possibile preparare la frolla e la crema il giorno prima, quest'ultima si conserva in frigo in un contenitore chiuso con un tappo o con della pellicola. Farcite la crostata almeno 5-6 ore prima di consumarla in modo che la crema ammorbidisca per bene la pasta.
Poco prima di servire decorate con i frutti di bosco o frutta di stagione (ovviamente la crema dovrà essere completamente fredda).
Di solito preparo della gelatina con cui ricoprire la decorazione, nel caso dei frutti di bosco non la faccio mai perchè mi piace l'effetto "disordinato" di questi frutti che ricoprono la crema, se, invece, decoro con la frutta a fettine (quindi una decorazione più precisa ed ordinata) ricopro il tutto con una normalissima getatina trasparente o aromatizzata con del succo di fragola.


Oggi ragazze vi presento una deliziosissima torta/crostata presa dal mio giornale del cuore (Piu dolci con qualche aggiunta)... Morbido ripieno cremoso al semolino e limone il tutto accompagnato da yogurt al limone (una mia aggiunta) per intensificare i sapori…Il suo interno ricorda molto la morbidezza della Chesecake soprattutto per la presenza della Philadelphia, quindi un dolce che puo piacere davvero a tutti sia a quelle che amano le crostate sia a chi ama le Cheesecake e devo dire visto i risultati del mio contest, siete davvero in tante ad amarle!!!!
Crostata con crema al semolino e limone
400 g di frolla
(Fate quella che vi piu vi piace)
Farcia
½ litro di latte
2 tuorli
110 di zucchero
80 g di semolino
½ limone
20 g di burro
200 g di Philadelphia
50 g di latte
1 yogurt al limone(mia aggiunta)
Decorazione
Gelatina di albicocche o neutra
Palline dorate e fiorellini
Preparazione
In una casseruola versate il latte con lo zucchero e trasferite sul fuoco, appena prende calore versate il semolino a filo e fate cuocere una decina di minuti. Allontanate dal fuoco,aromatizzate con la scorza del limone e il suo succo. Unite i tuorli e il burro mescolate bene e conservate a parte. Lasciar raffreddare ed unite la Philadelphia e lo yogurt e il latte mescolate e dopo aver steso la frolla (nel mio caso in uno stampo quadrato 20x20) rifilate i bordi e versate la crema e infornate a 180 per 35/40 minuti. Sformatela e lasciatela raffreddare e spalmare con gelatina di albicocche e se volete con palline dorate o fiorellini.

L'acquerello è sensazione: due colori, ben distinti se applicati su una base asciutta, possono mischiarsi e fondersi tra loro semplicemente se a contatto con il foglio umido... e non potete più controllarli, il colore viaggerà come più gli piace. Ovvio, potete "pilotarlo", suggerire una traiettoria da seguire semplicemente con la punta del pennello, ma non sarete mai sicuri di dove andrà.
Il colore, fondendosi, ne creerà un altro, un colore prevedibile solo fino ad un certo punto perchè infinita è la gamma di sfumature che tenderà ad assumere.
Una volta sciutto... potrete ribagnare ancora il foglio e... il colore potrebbe nuovamente cambiare. Potrete velarlo con un altro colore... e otterrete una nuova sfumatura.
Come faccio a sapere come trattare il mio foglio, quanto inumidirlo, che colore mischiare, che colore NON mischiare, quale velare e quale ribagnare? Semplice, non lo so.
Lo sento forse, ma se mi chiedete di spiegarvi quello che sto facendo...bhè non lo so nemmeno io.
Mi chiedete se mi piace quello che ho fatto? ... no, non è mai abbastanza, non è mai finito, c'è sempre da migliorare, ritoccare, straccerei tutto e ricomincerei da capo.
Perchè?
Perchè la ricerca della "sensazione" non ha fine, ti sembra di esserci arrivata ma poi svanisce tutto, tutto si offusca e si vela, come una goccia di acqua che cade sul colore... tutto si perde in un alone.
In cucina il colore è l'essenza, l'aroma... le note di sottofondo di ogni singolo ingrediente, associazioni di profumi e sapori che creano connubi diversi ogni volta che si crea. Richiami alla memoria di immagini che svaniscono non appena ti rendi conto che ci sono.
E anche qui non arrivi alla fine, non raggiungi un traguardo, le sensazioni sono infinite e ogni volta che termini... ricominci da zero.
Il dolce di oggi profuma di estate, di pomeriggi assolati in terrazzo a fare la marmellata con il sottofondo delle onde del mare a riempirti le orecchie, profuma di fiori e frutta matura, ha il sapore della salsedine e il tepore della sabbia.
Ingredienti
100g di mandorle pelate leggermente tostate e ridotte in granella
150g di amaretti croccanti
3 albumi
liquore Amaretto Di Saronno qb
3-4 cucchiai di marmellata di pesche
1 cucchiaio di zucchero di canna
Preparare la pasta frolla seguendo la solita
ricetta. Lasciarla riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Riprendere la frolla e stenderla sulla spianatoia infarinata, foderare una teglia da crostata di 23 cm di diametro e ponetela per una decina di minuti in freezer (lo faccio sempre per far rimanere la forma in cottura). Spalmate la marmellata nell'interno del guscio di frolla e disponetevi sopra gli amaretti interi, che avrete prima immerso velocemente in un piatto fondo contenente un po' di Amaretto, ricoprendo l'intera base in modo da formare tanti anelli concentrici partendo dall'esterno fino al centro.
Montate gli albumi a neve ferma unendo poco alla volta due cucchiai di zucchero e ricoprite tutta la farcitura di amaretti. Spolverate il tutto con la granella di mandorle e spolverate con lo zucchero di canna.
Cuocere a forno preriscaldato a 180°C per una quarantina di minuti, se il dolce tende a scurirsi coprirlo con un foglio di stagnola. Verificate che il fondo della torta sia ben cotto prima di sfornare. Attendere il completo raffreddamento prima di estrarre la torta dallo stampo.

Le ultime settimane sono state all'insegna del cioccolato. Ho partecipato ad un contest indetto da Deleciously in cui bisognava proporre un dolce super-godurioso avente come ingrediente principale questo alimento. In casa ho diversi ricettari monografici aventi come tema il Cioccolato, avevo solo l'imbarazzo della scelta, ho perciò indetto una sorta di Comitato Assaggiatori costituito dai miei amici e ogni volta che preparavo un dolce i miei vicini di casa assistevano a strani e curiosi passaggi di "scartuzel" avvolti in carta argentata direttamente dal cancelletto di casa all'abitacolo delle automobili degli amici che passavano da casa mia dopo il lavoro, successivamente su facebook pubblicavo la foto del dolce e sotto ognuno indicava il proprio Gd (Goduria).
Il dolce che sto per presentarvi si è meritato un 3/5, io personalmente avrei votato almeno un 4 perchè non amo i dolci troppo elaborati e da un punto di vista di sapore la meringa contrasta dolcemente con le note amarognole del fondente al cioccolato e mandorle, e anche da un punto di vista puramente estetico impazzisco per il contrasto bianco e nero della torta, infine la texture: frolla croccante, cremosità del cuore fondente e morbidezza della meringa... da perderci la testa!
Ma veniamo a noi, la ricetta è attesa da molti che, sempre su Facebook, me l'hanno continuamente richiesta. Eccovi accontentati.

Ingredienti (per una tortiera da crostata di 22 cm di diametro)
Pasta: 1o0g di burro freddo a cubetti
150g di farina
30g di cacao in polvere
70g di zucchero a velo
1 tuorlo grosso
Farcitura: 150g di cioccolato fondente a pezzettini
4 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
60g di burro morbido
70g di zucchero
4 tuorli
100g di mandorle tritate finemente
Meringa: 4 albumi vecchi di 2 giorni e a temperatura ambiente
70g di zucchero
20g di Maizena
Per prima cosa la frolla: setacciare la farina con il cacao e lo zucchero, fare una fontana ed unirvi il burro a pezzettini e il tuorlo. lavorare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere una pasta omogenea, farne una palla, avvolgerla in pellicola per alimenti e farla riposare per 30 minuti in frigo.
Passato questo tempo stenderla sulla spianatoia infarinata, ricavarne una sfoglia spessa 4-5 mm e foderare una teglia da crostata, rifinire i bordi e porla in frigo per 30 minuti.
Preriscaldare il forno a 180°.
Estrarre la teglia dal frigo, posatevi sopra un foglio di cartaforno e riempite l'interno della torta con dei fagioli o ceci secchi (pesi da cottura), infornate per 15 minuti, estraetela dal forno ed eliminate i fagioli. mettete da parte (l'operazione appena fatta si chiama Cottura in Bianco, consiste nel cuocere solo il guscio di frolla e i fagioli servono come peso, in modo che la pasta non si gonfi in forno. la Cottura in Bianco si fa quando si vuole riempire le crostate con creme che non prevedono cottura, ad esempio la crema pasticcera per le crostate di frutta. Per queste torte la cottura in Bianco si protrae per altri 20 minuti dopo aver tolto i fagioli, in modo da biscottare anche la superficie della frolla, nel caso di questa torta si fanno solo i 15 minuti iniziali perchè dopo avremo una seconda fase di cottura con la meringa).
Farcitura: mettere la panna, l'essenza di vaniglia e il cioccolato in una ciotola a bagnomaria, lasciar fondere mescolando con un cucchiaio di legno, otterrete una crema omogenea. Toglietela dal fuoco e mettetela da parte.
Sbattete il burro e 70g di zucchero con le fruste elettriche, sino ad ottenere una crema chiara. Incorporate i tuorli, la crema di cioccolato e le mandorle in farina. Versare la farcitura sulla crostata e cuocere per altri 10 minuti.
Meringa: montare a neve ferma gli albumi, quando appaiono sodi aggiungere a poco a poco lo zucchero e la maizena. Dopo 5 minuti inizierà a formarsi una meringa lucida e soda. Con un cucchiaio o una spatola distribuite la meringa sulla torta e cuocete per altri 15 minuti. Consiglio di infornare la torta nella parte medio bassa del forno, quindi lontano dalle resistenze, in modo che la meringa non ingiallisca. Controllate comunque costantemente il forno in quanto le meringhe bruciano facilmente a queste temperature.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di estrarre il dolce dallo stampo.

Ebbene si, ancora un dolce, ma, mia nipote Martina, voleva la torta di mele, quella inglese: solo mele. Ho imbrogliato un pò (non tanto), a parte qualche piccolo dettaglio, era solo di mele. Devo dire ch'è stata gradita. Per chi ama le torte di mele "melose", questa è perfetta.
Ingredienti:
2 rotoli di pasta brisè*
800 gr. di mele pesate pulite
2 cucchiai di marmellata **
4 biscotti tritati***
1 cucchiaino di cannella
4 cucchiai di zucchero****
3 cucchiai di rum
Il succo di mezzo limone
Procedimento
Tagliate le mele a pezzetti, irroratele con il succo del limone, mettete lo zucchero, il rum e la cannella; ponetele sul fuoco finchè si sono asciugate. Stendete un rotolo di pasta brisè in una tortiera di 30 cm, ponete sopra la marmellata, i biscotti tritai ed infine le mele. Coprite con l'altro rotolo chiudendo bene il bordo. Punzecchiate la pasta con la forchetta e mettete in forno statico preriscaldato per circa 30 minuti. Quad'è fredda spolverizzate con zucchero a velo.
Era rimasta una fetta e chi l'ha mangiata ha detto che oggi era , se possibile, ancora più buona!
*Solitamente, la pasta brisè la faccio da sola, ma in congelatore non ne avevo e la fretta ha fatto si che la comperassi già pronta. Non amo troppo le paste comperate, ma, "...di necessità virtù..."
** La mia marmellata era di arance, ma può andare bene di albicocche.
*** Avevo dei wafer alla nocciola e ho tritato quelli
**** Adopero lo zucchero gelificante, quando faccio le torte con la frutta, ma purtroppo si trova solo in Austria (abito quasi al confine), così quando rimango senza, rimedio adoperando insieme allo zucchero normale, un cucchiaio di quel preparato che serve per addensare la marmellata 3:1
Auguri a tutte le donne