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Archivio per la categoria 'Cucina'

Imparare a fare semplice pasta fatta in casa non solo da molta soddisfazione, ma regala anche delle sensazioni incredibili al palato rispetto alla stessa pasta fresca acquistata al supermercato... INGREDIENTI: 150 gr di farina di grano duro; 200 ml di acqua tiepida; Sale quanto basta. PREPARAZIONE:In una terrina setacciare la farina, aggiungere l'acqua a filo e lavorare l'impasto finchè non




La chiamo la mia pizza Margherita perché sicuramente i puristi della pizza Margherita, garantita dal marchio europeo STG (specialità tradizionale garantita), storceranno il naso, ma anch’io d’altronde come tanti, mi son creata la mia ricetta personale, chiaramente senza stravolgere gli ingredienti di base, altrimenti non potrei più chiamarla Margherita. L’impasto di questa pizza è abbastanza soffice e una volta cotta diventa croccante. Ciò è dovuto anche all’utilizzo di un programma di cottura apposito per pizza. In questo impasto una parte dell’acqua è sostituita dal latte. Questo accorgimento è utilizzato da molti chef, infatti la differenza si nota, un po’ di latte rende l’impasto più morbido. Però se l’idea di aggiungere il latte vi fa storcere il naso, potete usare solamente acqua. Infine, per concludere le mie piccole personalizzazioni, sulla pizza io aggiungo l'origano che preferisco di gran lunga all'aroma del basilico…de gustibus!



Ingredienti:

200 gr d'acqua
100 gr di latte
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio raso di zucchero
1 ½ cucchiaini di sale fino
500 gr di farina per pizza
25 gr di lievito di birra fresco

Condimento:

250 gr di mozzarella di bufala o fior di latte
passata di pomodori (aglio)
basilico (origano)
olio extravergine d’oliva
sale

Preparazione:

Versate nel recipiente della MdP gli ingredienti nel seguente ordine: acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito di birra, latte tiepido, olio, zucchero, farina e per ultimo il sale che non deve entrare in contatto diretto con il lievito.



Mettete il recipiente nella MdP e selezionate il programma IMPASTO (programma 13 PASTA FRESCA per la MdP Moulinex). Avviate la macchina fino alla fine del programma e, prima di utilizzare l'impasto, lasciatelo lievitare per altri 35 minuti nel cestello della MdP.



Stendete la pasta in una teglia rivestita da carta forno, condite e poi cuocetela nel forno preriscaldato a 250° C per circa 20 minuti. Servite la pizza ancora calda.

In attesa che la Primavera entri, finalmente, dalle nostre finestre, visto e considerato che siamo a Marzo e pochi giorni fa’ nevicava, ho pensato di riscaldare la serata e i cuori della famiglia con...


Il Pandino era solito andare in un ottimo ristorante indiano poco distante dal suo paesello...
Tragedia...
L'anno scorso il ristorante indiano ha chiuso e da quel momento non sono più andata a cercare altri ristoranti che riproponessero la stessa cucina...
In particolare ricordo un crema di melanzane favolosa... da mangiare con il pane caldo e sottile...
Una vera meraviglia che più di ogni altro piatto mi è mancata veramente.
Come scrivo spesso il Pandino è mooooolto pigro e i suoi tempi di reazione sono lunghissimi così mi trovo dopo un anno abbondante a prepararmi da sola questa crema di melanzane.
Servita con pane arabo è un'ottimo antipasto, la particolarità della ricetta sta nella presenza del Tahin (qui la ricetta) e del coriandolo che la rende fresca e molto profumata.
Il pane...
Non avendo a casa pane arabo o pita ho deciso di prepare un pane con della farina di ceci avanzata che avevo in casa... il risultato è stato un pagnottona dall'alveolatura fittissimissima che tagliata a fette fini e tostata si è rivelata perfetta per l'occasione!

COLONNA SONORA DE ESECUZIONE
Underground Life "India"

INGREDIENTI

per il Baba Ganoush:

2 grandi melanzane sode
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di succo di limone
un pizzichino di semi di coriandolo pestati (facoltativo)
2 cucchiai di Tahin
mezzo cucchiaino di sale
olio evo e prezzemolo fresco per guarnire

Per il pane di ceci:

200 gr di farina di ceci
200 gr di farina 0
1 cubetto di lievito fresco
200 ml di acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo
mezzo cucchiaino di sale affumicato

Iniziamo dal pane...
Sciogliete nell'acqua tiepida il lievito e il malto, versate il tutto sulle farine precedentemente mescolate con il sale. Impastate a lungo e con forza finchè non avrete un impasto molto omogeneo. Lasciate lievitare per 12 ore, sgonfiate l'impasto e riformate la pagnotta, ungetela per bene con olio d'oliva e lasciatela lievitare per un'altra ora. Cucinate a 180° per 30-40 minuti. Fatto.

Ora passiamo al Baba Ganoush...
Bucherellate le due melanzane con i rebbi di una forchetta e cucinatele in forno per 40 minuti a 180°. Una volta raffreddate spellatele e mettete la polpa nel mixer insieme a tutti gli altri ingredienti: Tahin, succo di limone,coriandolo, sale e spicchio d'aglio. Frullate benissimo, mettete la crema in una ciotola e guarnire con un filo di olio evo e prezzemolo fresco tritato.

Buona pappa!


di Alessandra

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Problema

I Gennaro's possiedono tre macchine e decidono di venderle tutte e tre, per comprarne altre tre Considerato che, nelle more dell'acquisto, nessuno regala loro altre autovetture, nè decidono di adottarle, come è possibile che le Gennaro's cars ora siano 4???

Vi dò tempo fino a lunedì.


SALSA BIANCA ALLE MANDORLE
(ricetta presa da qui)






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Ufficialmente, questa ricetta non dovrebbe aver nulla a che fare con le "nostre" salse di noci e salse di pinoli: le mandorle non appartengono alla tradizione ligure e la fonte è un libro (da sbavamento) che non lascia spazio a fraintendimenti di alcun genere: una produzione tutta francese, con un titolo inglese.
C'è da dire, però, che gli ingredienti sono pressocchè gli stessi, tanto che ieri, dopo averla accompagnata ad un pesce delicato e dopo essercela mangiata direttamente dal barattolo, abbiamo condito con gli avanzi un bel piatto di troffie.
Per cui, io copio alla lettera, aggiungo le mie modifiche e lascio a voi l'ardua sentenza: fermo restando che, quando una cosa è buona, non c'è albero genealogico che tenga...

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150 g di mollica di pane
2 spicchi d'aglio (uno solo- e già si sentiva)
150 g di mandorle (un po' di più, ma dipende dalle mandorle: le mie non erano granchè)
6 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di aceto di Xeres (non l'ho messo, ma solo perchè me lo son proprio dimenticato...e dire che ce l'ho, porca miseria...)
sale e pepe

Ammollare la mollica in 300 ml di acqua (ho messo il latte, stessa quantità), per 30 minuti
Frullatela con l'aglio sbucciato, le mandorle, l'aceto e l'olio d'oliva. Salate e pepate

E' assolutamente perfetta col pesce, tipo spigola, branzino o trota, anche salmonata. Un po' diversa dalla solita maionese, molto più incisiva e raffinata. Promossa a pieni voti, insomma.

Buon fine settimana
Ale

English Version

WHITE SAUCE WITH ALMONDS

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150 g breadcrumbs
2 cloves of garlic (just only one, for me- and it was enough)
150 g of almonds (maybe some more, but it depends on the almonds quality: mine were not special
6 tbs olive oil
2 tds sherry vinegar (...aaarghhhh...I forgave it ... and to think that I have it, damn it ...)
salt and pepper

Soak the bread in 300 ml of water (I put the milk, the same amount), for 30 minutes
Whisk with the peeled garlic, almonds, vinegar and olive oil. Salt and pepper

It 'absolutely perfect with the fish, like sea bass or trout, even salmon. A little different from the usual mayonnaise, much morev strong and refined. Absolutely great.
Buon Appetito
Alessandra








Finalmente dopo svariati tentativi e utilizzi di farine diverse sono riuscita a realizzare una focaccia che si avvicina molto a quella romana, si quella sottile un po bassa alveolata un croccante da farcire con salumi e formaggi .Per chi non ne avesse mai sentito parlare questa non è la normale pizza bianca che si può trovare nelle tante pizzerie al taglio, ma una pizza preparata esclusivamente dalle panetterie farcita prevalentemente con la mortadella ma anche con prosciutto e mozzarella ….Insomma la potete farcire come meglio la gradite. Sono partita da una mia ricetta per la pizza per poi seguire tutti i passaggi e il procedimento della pizza tipo romana di Paoletta infatti per tutti i passaggi ed il procedimento vi linko direttamente il suo blog dove è spiegato tutto perfettamente corredato anche da foto. Tutte conoscete Paoletta grande esperta di tutto quello che riguarda la panificazione e non solo, quindi una vera garanzia. Insomma sono davvero soddisfattissima di questo risultato, vi consiglio di provarla!!

Pizza al rosmarino alla romana
500 g di farina Manitoba tipo 0 di Molino Rossetto
12 g di lievito
350 di acqua
1 cucchiaino si sale
1 cucchiaino raso di miele o zucchero
2 cucchiaia di olio
(nella pizza di Paoletta c’è anche un cucchiaio di fiocchi che io non ho messo)
Copertura
Sale grosso pestato
Rosmarino

Ma chi l’ha detto che la colomba pasquale deve essere per forza piatta?

Ne avete mai vista una tridimensionale ?

Oggi vi faccio conoscere Erna lo

stampo 3D di Birkmann

Utilizzare lo stampo paperella tridimensionale di Birkmann è semplicissimo :

Basta preparare l’impasto seguendo la ricetta, assemblare lo stampo torta e versarci l’impasto nello stampo torta Birkmann. Finita la cottura far raffreddare bene la torta in modo che si stacchi bene delle parete e quindi aprire lo stampo : benvenuto Erna !

Buon Divertimento ora per decorare a piacimento la vostra nuova colomba pasquale!

Ed ecco qua.... appena ho visto questa ricetta non ho resistito.. Sono andatra a sbirciare il blog di Terry e l'ultimo post era la ricetta di queste fantastiche polpette....io adoro tutto ciò che ha la forma polpettosa e non ho proprio potuto farne a meno... sono tanto gustose quanto facili da fare... poi il mix di pecorino e parmigiano è un tocco che ci sta alla grande!!! non cambierei nulla


Christopher Isherwood
Un uomo solo
Adelphi
16 euro

Sorpresona, vero?
Prometto che con i prossimi mi cucirò la bocca fino alla fine, ma stavolta non ho resistito, per cui praticamente lo sapevate già tutti. Quello che però, forse, ancora non sapete sono le ragioni che mi hanno spinto a scegliere tale libro, e non un altro, per l'inaugurazione di questo nuovo appuntamento. Per cui, ve le elenco qui sotto, sperando di recuperare più spunti possibili, anche per le nostre considerazioni, durante e dopo la lettura

Partiamo dalla casa editrice: Adelphi è un editore di tutto rispetto, cui va il merito di aver affrontato anche vere e proprie operazioni culturali, in barba a bieche logiche di mercato, come, per l'appunto, quella che concerne il nostro autore, di cui si è iniziato a pubblicare l'opera omnia. Il che, di nuovo, dà la misura della serietà che ispira queste pubblicazioni e del rifiuto a priori della "caccia al best seller". Non a caso, i grandi titoli di Adelphi, che pure hanno venduto milioni ci copie, sono pietre miliari della letteratura contemporanea, al di là del fatto che possano piacere, come no.

Il secondo argomento è la trama del libro: è la storia di un professore di mezza età, George, che ha perso da poco il proprio compagno, a cui era legato da tempo. La storia si svolge in un giorno solo ed è tutto un susseguirsi di incontri e di emozioni, il cui filo conduttore è l'amore per i libri, venato, come è logico aspettarsi, di una struggente malinconia. Di più non so dirvi, perchè, come è logico, lo leggo insieme a voi.

Il terzo motivo è la biografia dell'autore: Christopher Isherwood è una delle figure più poliedriche e interessanti del Novecento ed è davvero singolare che in Italia sia poco noto. La cifra connotativa della sua vita fu sicuramente l'omosessualità, in un'epoca in cui essa aveva da poco smesso i panni di un reato penale (la condanna di Oscar Wilde risale a pochi decenni prima), ma che, non per questo, non aveva cessato di essere ritenuta deplorevole e scandalosa. Nell'Inghilterra bacchettona dei primi del secolo, per giunta in una famiglia alto borghese, con un padre militare, Isherwood non ebbe vita facile, tanto che, appena se lo potè permettere, si trasferì nella Gemania della Repubblica di Weimer. Qui si respirava un clima di tolleranza e la Berlino di quegli anni era diventata un crocevia di giovani e di intellettuali di ogni provenienza e di ogni età, in un continuo fermento di spunti e di stimoli di ogni tipo. Isherwood fu quindi libero di esprimersi e di vivere apertamente la sua prima vera relazione d'amore con un coetaneo, tanto bizzarro quanto simpatico. L'insediamento di Hitler al potere, fu l'inizio di un inquieto vagabondare. Christopher fu prima a Londra, dove pubblicò con successo il suo secondo romanzo (il primo, non se lo era filato nessuno) e dove divenne amico di Auden, di Virginia Woolf e di E. M. Forster (Camera con Vista, Casa Howard, tanto per citare i primi due che mi vengono in mente); poi partì per gli Stati Uniti, ma senza che questo potesse lenire la nostalgia per gli anni trascorsi a Berlino. Provò ad esorcizzarla con un libro, Addio a Berlino, che fu la fonte di ispirazione per Cabaret, il film di Bob Fosse con Liza Minelli come protagonista (alzi la mano chi lo sapeva). Agli anni successivi risale la sua conversione all'Induismo, senza per altro rinunciare alla frequentazione di ambienti omosessuali, nonostante gli piovessero addosso critiche da ogni parte. Alla fine, trovò il suo equilibrio con un ragazzo di soli 19 anni (lui ne aveva quasi 50) con cui però convisse fino alla morte, avvenuta nel 1986.

Quarto motivo: da questo romanzo è appena stato tratto un film , A single man, di cui si è parlato molto perchè ha segnato la conversione alla regia di Tom Ford, lo stilista di Gucci, che ora cammina con gambe e marchio propri. La parte del protagonista è di Colin Firth, ma se dite che mi sono fatta influenzare da una così bassa motivazione nella scelta del libro... vuol dire davvero che mi conoscete benissimo...

Come dicevo l'altro giorno, è un libro relativamente breve (146 pagine); costa un po' caro, ma vi dò il tempo di ordinarlo o di prenotarlo in biblioteca o di rintracciare qualcuno che già lo abbia e ve lo presti.

Per quanto riguarda l'appuntamento per commentarlo insieme, butto lì il 20 aprile- quindi un po' più di un mese. A me sembra un termine ragionevole e non vorrei spostarlo, perchè mi auguro che questo sia il primo di una lunga serie di appuntamenti, ma se si levano voci di protesta, mi piego alla vostra volontà e sposto al 21.
Cosa ve ne pare?

buona serata
ale



Le ultime settimane sono state all'insegna del cioccolato. Ho partecipato ad un contest indetto da Deleciously in cui bisognava proporre un dolce super-godurioso avente come ingrediente principale questo alimento. In casa ho diversi ricettari monografici aventi come tema il Cioccolato, avevo solo l'imbarazzo della scelta, ho perciò indetto una sorta di Comitato Assaggiatori costituito dai miei amici e ogni volta che preparavo un dolce i miei vicini di casa assistevano a strani e curiosi passaggi di "scartuzel" avvolti in carta argentata direttamente dal cancelletto di casa all'abitacolo delle automobili degli amici che passavano da casa mia dopo il lavoro, successivamente su facebook pubblicavo la foto del dolce e sotto ognuno indicava il proprio Gd (Goduria).
Il dolce che sto per presentarvi si è meritato un 3/5, io personalmente avrei votato almeno un 4 perchè non amo i dolci troppo elaborati e da un punto di vista di sapore la meringa contrasta dolcemente con le note amarognole del fondente al cioccolato e mandorle, e anche da un punto di vista puramente estetico impazzisco per il contrasto bianco e nero della torta, infine la texture: frolla croccante, cremosità del cuore fondente e morbidezza della meringa... da perderci la testa!

Ma veniamo a noi, la ricetta è attesa da molti che, sempre su Facebook, me l'hanno continuamente richiesta. Eccovi accontentati.




Ingredienti (per una tortiera da crostata di 22 cm di diametro)
Pasta: 1o0g di burro freddo a cubetti
150g di farina
30g di cacao in polvere
70g di zucchero a velo
1 tuorlo grosso

Farcitura: 150g di cioccolato fondente a pezzettini
4 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
60g di burro morbido
70g di zucchero
4 tuorli
100g di mandorle tritate finemente

Meringa: 4 albumi vecchi di 2 giorni e a temperatura ambiente
70g di zucchero
20g di Maizena

Per prima cosa la frolla: setacciare la farina con il cacao e lo zucchero, fare una fontana ed unirvi il burro a pezzettini e il tuorlo. lavorare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere una pasta omogenea, farne una palla, avvolgerla in pellicola per alimenti e farla riposare per 30 minuti in frigo.
Passato questo tempo stenderla sulla spianatoia infarinata, ricavarne una sfoglia spessa 4-5 mm e foderare una teglia da crostata, rifinire i bordi e porla in frigo per 30 minuti.

Preriscaldare il forno a 180°.

Estrarre la teglia dal frigo, posatevi sopra un foglio di cartaforno e riempite l'interno della torta con dei fagioli o ceci secchi (pesi da cottura), infornate per 15 minuti, estraetela dal forno ed eliminate i fagioli. mettete da parte (l'operazione appena fatta si chiama Cottura in Bianco, consiste nel cuocere solo il guscio di frolla e i fagioli servono come peso, in modo che la pasta non si gonfi in forno. la Cottura in Bianco si fa quando si vuole riempire le crostate con creme che non prevedono cottura, ad esempio la crema pasticcera per le crostate di frutta. Per queste torte la cottura in Bianco si protrae per altri 20 minuti dopo aver tolto i fagioli, in modo da biscottare anche la superficie della frolla, nel caso di questa torta si fanno solo i 15 minuti iniziali perchè dopo avremo una seconda fase di cottura con la meringa).

Farcitura: mettere la panna, l'essenza di vaniglia e il cioccolato in una ciotola a bagnomaria, lasciar fondere mescolando con un cucchiaio di legno, otterrete una crema omogenea. Toglietela dal fuoco e mettetela da parte.
Sbattete il burro e 70g di zucchero con le fruste elettriche, sino ad ottenere una crema chiara. Incorporate i tuorli, la crema di cioccolato e le mandorle in farina. Versare la farcitura sulla crostata e cuocere per altri 10 minuti.

Meringa: montare a neve ferma gli albumi, quando appaiono sodi aggiungere a poco a poco lo zucchero e la maizena. Dopo 5 minuti inizierà a formarsi una meringa lucida e soda. Con un cucchiaio o una spatola distribuite la meringa sulla torta e cuocete per altri 15 minuti. Consiglio di infornare la torta nella parte medio bassa del forno, quindi lontano dalle resistenze, in modo che la meringa non ingiallisca. Controllate comunque costantemente il forno in quanto le meringhe bruciano facilmente a queste temperature.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di estrarre il dolce dallo stampo.




Un elogio alle promotrici dell'iniziativa. La rinascita dell'Abruzzo può ripartire se siamo tutti coinvolti e uniti. Leggete Qui.

Questa ricetta è una specialità di mio cugino Giuseppe. Ricorda come le preparava suo padre usando una spezia molto diffusa in spagna: il pimenton dulce. E' una spezia ottenuta da una varietà di peperoncino coltivata principalmente nella penisola iberica, simile alla paprica ma dal sapore più delicato. Non so come preparava queste patate suo padre, mia cugina Patrizia, moglie di Giuseppe, le ricorda ancora più buone, ma a me sono piaciute davvero tanto. Se avete la possibilità di trovare il pimenton dulce ecco la ricetta per realizzarle.

Fate bollire tre o quattro patate piccole con la buccia, spellatele e appena fredde tagliatele a pezzetti grossi. A parte preparare una emulsione con un cucchiaio di pimenton, due di olio extravergine d'oliva, uno di aceto e uno spicchio di aglio sminuzzato e un pizzico di sale. Emulsionare per bene con una forchetta o una frusta e spalmarlo nelle patate.

Fare riposare per dar modo alle patate di insaporirsi e servire come contorno, magari di un buon piatto come questo

dippiù?