Archivio per febbraio, 2010
Conserviamo tutti in un cassetto recondito, il ricordo tenero dei primi amori, di quell’ “io e lui” racchiuso in un cuore trafitto da un dardo e disegnato sulle pagine rosa di un diario segreto.Le prime pene causate da quei battiti, oggi ci fanno sorridere …..Uno dei mie primi amori, lo confesso, è stato il cioccolato bianco, un amore contrastato (i più non lo considerano “vero cioccolato”), poiPanna Cotta

Uno dei dolci piu' conosciuti,la panna cotta,semplicissimo da fare e atretanto buono...se vi viene anche piu' bella della mia..ancora meglio
4,5 gr colla di pesce
375 ml panna liquida
2 bustine di vanillina o un bacello di vaniglia
135 gr Zucchero a velo
Per prima cosa che mettiamo a mollo i fogli di colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti .Mettete in un pentolino la panna, aggiungete la vaniglia , lo zucchero al velo e scaldiamo a fuoco basso, però senza far bollire; strizzate la colla di pesce e immergetela nella panna, mescolate fin quando non è sciolta completamente.A questo punto, versiamo la panna cotta negli stampini e trasferiamo in frigorifero per almeno 5 ore e al momento di servirla sformatela sul piatto da portata; si può servire al naturale, con caramello, con cioccolato fuso etc,io ho usato la salsa al cioccolato e all'amarena,pero' come potete notare ho avuto problemi nel sformarla,non è venuta fuori proprio bellissima..

Panna Cotta
Unul dintre dulciurile cele mai cunoscute si usor de facut este panna cotta,cu un gust foarte bun,daca va iese si mai frumos ca mie..este mult mai bine..eu am avut ceva probleme cand am scos din forme
Ingrediente
4,5gr gelatina alimentara
375 ml smantana proaspata
2pachetele de zahar vanilat sau o pastaie de vanilie naturala
135gr zahar pudra
La inceput punem gelatina la muiat in apa rece pentru 10 minunte;Intr-o craticioara punem smantana,vanilia,zaharul pudra si incalzim la foc mic,fara sa dea in clocot;scurgeti bine gelatina in pumn si adaugati-o in craticioara,amestecati pana se topeste bine;Varsam panna cotta in forme si bagam la frigider pt 5 ore cel putin,iar in momentul servirii,scoatem din forme pe farfuriute-daca nu reusiti(ca mine) bagati forma cu panna cotta pt cateva secunde in apa clocotita-am auzit ca ajuta la scoatere mai bine si decorati cu ce vreti-lasati asa,puneti caramel,ciocolata topita etc eu am folosit salsa de ciocolata si de visine
BLOG COMPLEANNO E PREMI

Italians Do Eat Better oggi festeggia il 2 blog compleanno. Il tempo è volato, sembrava solo ieri che aprivo questo blog, nato per raccogliere in maniera ordinata le mie ricette, altrimenti disperse in mille fogliettini volanti, per condividerle con altri appassionati di cucina, senza la pretesa di insegnare nulla a nessuno. Due anni di vita, con gli alti e bassi di tutti, ma sempre con la stessa passione nel creare e preparare un nuovo piatto, a volte più riuscito a volte meno. Una passione condivisa con tantissimi di voi che in questi 2 anni siete passati qui per caso o per curiosità a leggere e commentare questo blog. Qualcuno è poi ritornato, qualcun'altro si è perso per strada, in tutti i casi belle persone che hanno condiviso con me un pò di loro stessi e che ringrazio con tanto affetto. Concludo con le parole che hanno sempre caratterizzato questa mia avventura e che sento profondamente mie: "Ogni persona, piccola o grande, che passa nella nostra vita è unica. Lascia sempre un pò di sé e prende un pò di noi. Grazie per aver incrociato il mio cammino!"
A rendere ancora più speciale questo giorno sono Fimère del blog aux delices des gourmets e Vale del blog mangia e bevi che ringrazio sentitamente per avermi accreditato questi due bellissimi premi che accetto molto volentieri.
A questi due premi se n'è aggiunto ancora un terzo da parte di Sabrina&Luca del blog saporidivini.
Grazie infinite!
Premio ricevuto da aux delices des gourmets

che io offro a questi 10 blog:
LA CUCINA DI FEDERICA
MANGIA E BEVI
DOLCI A GO GO
CARDAMOMO & CO.
LE PADELLE FAN FRACASSO
LA CUOCA AVVENENTE
IL DOLCE MONDO DI SARA
LA CUCINA DI DANIELA
DULCIS IN FURNO
SWEET SWEET LADY COCCA
Premio ricevuto da mangia e bevi

che io offro a questi 10 blog:
CRUMPETS & CO.
IN CUCINA CON ME
AUX DELICES DES GOURMETS
CUCINA ITALIANA PER BULGARI...E NON SOLO
DAL DOLCE AL SALATO
I DOLCI DI LAURA
LE COSE DI RITA
MEZZOGIORNO DI CUOCO
DOLCI MAGIE…E STELLINE COLORATE
FANTASIA IN CUCINA
nel ricevere questo premio bisogna citare 10 cose che ci rendono felici, nel mio caso sono:
1- la famiglia
2- la gatta
3- gli amici
4- cucinare
5- curare questo blog
6- leggere
7- ascoltare musica
8- vacanze
9- grafica
10- essere apprezzata nel lavoro
Premio ricevuto da saporidivini

che offro simbolicamente a TUTTI coloro che son passati di qui. Grazie!
Pseudo-rinfreschi

A gennaio mi ero organizzata per fare del pane con licoli.
Avevo fatto le due fermentazioni ed il poolish, ma, a causa di contrattempi, non mi era stato possibile fare proprio un bel niente..........
Mi dispiaceva sprecare tutto quel ben di dio, inoltre non è mia bitudine rimettere nel frigo licoli super fermentato e riprenderlo dopo alcuni giorni per panificare (secondo me, in questo caso, si dovrebbero ricominciare d'accapo tutti i rinfreschi), e tantomeno potevo continuare a rinfrescarlo all'infinito come al solito, mi sarei ritrovata sommersa da tutto quel blob.
Improvvisamente mi si è accesa una lampadina nel cervello:
e se ogni tanto dessi da mangiare a licoli una piccola quantità di acqua e di farina?
E così ho fatto per 2 giorni: ogni 8 ore aggiungevo 20 gr di acqua e 20 gr di farina di forza, mescolavo con il cucchiaio e lasciavo fermentare.
Quando finalmente sono riuscita a panificare avevo un lievito liquido stupendo, che non aspettava altro che essere messo all'opera.
Il pane che ne è venuto fuori è stato una grandissima rivelazione.
Da quel momento vado avanti soltanto con gli pseudo-rinfreschi.
Adesso, in genere, procedo in questo modo:
- Prelevo 30 gr di lievito liquido dalla scorta del frigo, lo lascio mezz'ora a temperatura ambiente e inizio a fare lo pseudo-rinfresco: aggiungo 20 gr di acqua e 20 gr di farina di forza e faccio fermentare, a temperatura ambiente, per 6-8 ore (in estate penso che vada bene un intervallo più corto 5-6 ore)
N.B. Anche se non sembra abbia fermentato, procedo immancabilmente per il secondo pseudo-rinfresco
- Ai 70 gr di licoli, realizzato nel rinfresco precedente, aggiungo 20 gr di acqua e 20 gr di farina di forza e faccio fermentare, a temperatura ambiente, per 6-8 ore
N.B. Anche se non sembra abbia fermentato, procedo immancabilmente per il terzo pseudo-rinfresco
- Ai 110 gr di licoli, realizzato nel rinfresco precedente, aggiungo 20 gr di acqua e 20 gr di farina di forza e faccio fermentare, a temperatura ambiente, per 6-8 ore
N.B. A questo punto la fermentazione è ben visibile
- Adesso, se mi preme panificare ed ho bisogno di 250 gr di licoli, aggiungo ai 150 gr di licoli, realizzato nel rinfresco precedente, 50 gr di acqua e 50 gr di farina di forza e faccio fermentare, a temperatura ambiente, per 6-8 ore
- Se invece devo aspettare ancora del tempo prima di panificare, continuo a fare gli pseudo-rinfreschi con 20 gr di acqua e 20 gr di farina di forza
- Se dopo 3-4 giorni di pseudo rinfreschi licoli è diventato tantissimo, togliere la parte che serve per panificare e continuare a rinfrescare la parte restante con gli pseudo-rinfreschi, come prima
Logicamente, le quantità che ho riportato sopra sono adatte al mio stile di vita e di panificazione.
Se si ha bisogno di 400-500 gr di licoli super fermentato, si può iniziare con 60 gr di licoli (invece di 30 gr) e continuare a fare pseudo-rinfresci con 50 gr di acqua e 50 gr di farina di forza sintanto che si raggiunge la quantità desiderata.
Io lo trovo un metodo comodissimo, con questo si evita qualsiasi spreco di farina, basterà regolare il numero di pseudo-rinfreschi con la quantità di licoli desiderata
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Altri link relativi al lievito liquido (licoli)
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Alberto De Martini ci insegna come far sprigionare gli aromi del vino nel momento dell’esame olfattivo. Lo sapevate che i bicchieri del vino hanno lo stelo lungo per una questione olfattiva? Fonte: Made in Kitchen Share this on Facebook Tweet This! Share this on Linkedin Post this to MySpace Email this to a friend? Subscribe to the comments for this post? Blog this [...] Ieri sembrava proprio una bellissima giornata di primavera (oggi un po' meno!), accompagnato Junio al maneggio abbiamo fatto quattro passi per le stradine di campagna intorno ad esso... splendidi colori, la natura si sta lentamente svegliando dal suo torpore invernale... era da tanto che non facevo più qualche scatto nella campagna intorno a casa! Per tener fede alla promessa che...
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Mi son dimenticata di fare la foto al tortino intero.. ma spero che la porzione fotografata.. renda un pò l'idea!!!!
Ingr.: (per 2 persone)
1 rotolo di pasta sfoglia
gr. 350 macinato di manzo
2 broccoli siciliani
8 pomodori "ciliegia"
2 spicchi di aglio
olio extravergine di oliva
2 misurini di dado granulare
peperoncino
parmigiano
1/2 bicchiere di vino bianco
Besciamella:
gr. 25 olio extravergine di oliva
gr. 25 farina
gr. 250 latte di soya
noce moscata
sale
Preparazione:
Lavate e tagliate le cime del broccolo. Fate soffriggere nell'olio in una larga padella gli spicchi di aglio, appena saranno imbionditi levarli e mettere le cime di broccolo, fate saltare, unire la carne macinata e dopo qualche istante bagnare con il vino e fate evaporare. Aggiungere anche i pomodori tagliati in 4 parti. Unire il peperoncino, un pò d'acqua sufficente a ricoprire leggermente il broccolo ed il dado granulare e fate cuocere finchè il broccolo non sarà morbido. Preparate la besciamella: Scaldare il latte fino a poco prima dell'ebollizione. Amalgamare la farina con l'olio; aggiungere il latte caldo a filo evitando di fare grumi. Rimettere sul fuoco ed addensare per qualche minuto, salare ed aggiungere la noce moscata. Mescolate la besciamella ai broccoli. In una pirofila foderata di carta forno adagiate la pasta sfoglia, riempitela con il composto di broccoli, ripiegate i bordi, ungete i bordi con poco olio, spolverizzate la superficie di abbondante parmigiano ed infornate in forno caldo a 180° per circa 1 ora e 15 minuti, appena la crosta sarà dorata sfornate, fate freddare un pò e servite.
Macarons au Chocolat
Macarons au Chocolat...
Eh... proprio così...li ho preparati
un'altra volta! Stessa ricetta dei
miei primi macarons alla nocciola!
Questi sono farciti con cremina
al burro e cioccolato fondente!
Oggi vado un pò di fretta e quindi
posto velocemente questi Macarons!
Ho ricevuto un premio bellissimo da
Ambra e Lady Cocca... che ringrazio tantissimo!
Appena possibile lo pubblicherò!!!
A presto! Viva i Macarons!
galettes bretonnes
Era un salice molto grande e onorevole, ma ormai vecchio e grinzoso: aveva una fenditura proprio nel mezzo, e là crescevano l'erba e cespugli di more. Il salice è piegato in avanti, e i rami sono chini verso terra e sembrano lunghi capelli verdi.
Nei campi intorno all'albero crescevano grano, segala, orzo e avena, sì proprio la bella avena che quand'è matura sembra una folla di piccoli canarini dorati appoggiati su un ramo. Il grano stava lì, benedetto, e quanto più era pesante, tanto più si piegava verso il basso per devota umiltà.
C'era anche un campo di grano saraceno, che si trovava più vicino al vecchio salice, ma il grano saraceno non si piegava affatto come l'altro grano, restava dritto e pieno di superbia.
«Io sono ricco come la spiga di grano» diceva «ma sono molto più bello, i miei fiori sono più graziosi, profumano come i fiori del melo, è un piacere guardarmi, conosci forse qualcuno più bello di me, vecchio salice?»
E il salice annuiva col capo, come per dire: "Certo che lo conosco!", ma il grano saraceno si gonfiava di orgoglio e diceva: «Che stupido albero, è così vecchio che gli cresce l'erba nella pancia!».
Improvvisamente venne brutto tempo, tutti i fiori del campo richiusero i loro petali e chinarono le graziose testoline, mentre la tempesta passava sopra di loro; il grano saraceno invece se ne stava dritto nella sua superbia.
«Piega la testa come facciamo noi!» gli dissero i fiori.
«Io non ne ho bisogno!» rispose il grano saraceno.
«Piegati come facciamo noi!» gridò il grano «adesso passerà in volo l'angelo della tempesta! Ha grandi ali che vanno dalle nuvole del cielo alla terra, ti colpirà prima ancora che tu possa chiedergli di risparmiarti!»
«Ma io non voglio piegarmi» replicò il grano saraceno.
«Chiudi i fiori e piega le foglie!» gli disse anche il vecchio salice «non guardare il fulmine mentre si stacca dalla nuvola, neppure gli uomini osano guardare, perché attraverso il fulmine si può vedere nel cielo di Dio, ma tale vista rende ciechi gli uomini; che cosa succederebbe quindi a noi piante della terra, se osassimo guardare, noi che siamo molto inferiori?»
«Molto inferiori?» disse il grano saraceno. «Voglio proprio vedere nel cielo di Dio!» gridò pieno di superbia e arroganza.
Giunse il fulmine e sembrò che tutto il mondo fosse una sola fiamma di fuoco.
Quando il brutto tempo si calmò, i fiori e il grano si ritrovarono immersi in un'aria pulita, rinfrescata dalla pioggia, ma il grano saraceno era stato bruciato dal fulmine, e ora non era altro che una inutile erba morta nel campo.
Il vecchio salice agitò i rami al vento e dalle verdi foglie caddero grosse gocce d'acqua; sembrava che l'albero piangesse.
Allora i passerotti chiesero: «Perché piangi? Qui tutto è benedetto dal Signore; guarda come splende il sole e come corrono le nuvole, non senti che profumo viene dai fiori e dai cespugli? Perché piangi dunque, vecchio salice?».
E il salice raccontò allora della superbia e dell'arroganza del grano saraceno, e della punizione che non manca mai. Io che vi racconto la storia, l'ho sentita dai passerotti; me l'hanno raccontata una sera che ho chiesto che mi narrassero una storia."
- 250 g di farina di grano saraceno
- 1 cucchiaio di farina 00
- 1 / 2 litro di latte
- 1 / 2 cucchiaino di sale
- 40 g di burro salato
- eventualmente, 1 tuorlo d'uovo
Unite la farina e il sale (aggiungere 1 cucchiaio di farina di grano 00 rende più facile la riuscita! Però per i celiaci si può senz'altro sostituire con un cucchiaio di farina di riso, come pure gli intolleranti al lattosio possono sostituire il latte con il latte di riso e il burro con un po' d'olio d'oliva. ). Mescolate la farina con un po 'di latte, mescolare bene per ottenere una pastella soda ed elastica, che va lavorata energicamente per qualche minuto . Quindi aggiungere gradualmente il latte mescolando. Aggiungere il burro fuso e, eventualmente, un tuorlo. Versione moderna: Versare gli ingredienti nel frullatore e frullate! Lasciate riposare l'impasto per almeno 1 / 2 ore. Scaldate la piastra per le crepes (anche se sarebbe necessaria una piastra molto ampiaperchè le gallettes sono più grandi rispetto alle cepes.), ed ungetela con un po' di burro fuso, che ho visto tutti "spalmare" con una mezza patata. Versare un mestolo di pastella quasi al centro della piastra, e farla spanderla per tutta la piastra con un movimento deciso del polso, oppure, se lo avete , utilizzando l'apposito attrezzo di legno, simile ad un rastrello piatto, senza punte, che si chiama "rozell". Cuocete da un lato, guarnitela secondo la vostra ricetta preferita e poi, se la dimensione lo cosente, ripiegate i quattro lati lasciando "in vista" il ripieno. Questa è la ricetta tradizionale: i modi di condirla sono infiniti, ma oggi vi dico com'è il preferito di casa nostra. Vi anticipo però che ne proporrò ogni tanto una diversa, tanto per darvi qualche idea......
- 1 pezzo di gorgonzola
- 1 confezione di mascarpone (facoltativo)
- una confezione di gherigli di noci
Buon appetito a tutti
Dani
C'era una volta, 6 secoli prima che Cristo sia nato, nella bella capitale dell'impero persiano, Susa una donna che ha cambiato il corso della storia con corraggio ed intelligenza. Il suo nome era Esther, la sua etnia- ebrea, il suo atu - la bellezza e l'amore.

Esther e stata pressa per forza e portata nel castello di Ahashverosh che si cercava una nuova moglie. Era tanto bella che doveva servire il re e diventargli moglie. Era una orfelina cresciuta dal suo zio, Mordechai, un ebreo che una volta aveva pur salvato la vita dell'imperatore Ahashverosh. Una volta arrivata imperatrice Esther e stata confrontata con la situazione in cui la vita del suo popolo e anche la sua vita erano minacciate dal ministro Hamman, il secondo come potere dopo l'imperatore nell'Impero. E col rischio della vita se ne e andata dal imperatore senza di esser stata chiamata e lo invita ad una festa. Dopo 3 giorni di festa, Esther rivela il tradimento di Hamman e si salva il popolo. Hamman viene ammazzato.
La festa nata da questo evento si chiama nella tradizione ebrea Purim e in questo anno e festeggiata pure in questi giorni, fin per 1 marzo. E la festa della felicita, dell'infanzia, dell'allegria, dei costumi.
E la festa della musica e della liberta. E perche non essere anche la festa della donne visto che al centro della storia sta pure una donna?
Alla fine del filmato sentirette piu volte il nome "Rumenia" o "Romania". Un giorno vi diro anche il perche. Ma per tornare alla festa...
Come tutte le feste, neanche Purim sarebbe una festa completa senza dolci. Il dolce tradizionale di Purim e Hummentaschen oppure "le orecchie di Hamman"
Un dolcetto allegro, simpaticissimo e di sicuro veloce da fare e gustossissimo, altro che golossissimo.
Ingredienti:
250 gr burro non salato500 gr zucchero
2 cucchiai di scorza di arancie grattuggiata
2 uova
925 gr farina
2 bustine di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di sale
La crema di papavero:
250 gr semi di papavero
250 ml latte
50 ml acqua bollente
125 gr zucchero
50 gr sultanine tagliate a piccole fettine
25 ml miele liquido
1 cucchiaio di scorza di arancie grattuggiata
1/4 cucchiaio di cannella
un pochino di sale
Come si fa?
1. Mix il burro finche diventa una crema morbida e aggiungete poi lo zucchero. Mix finche lo zucchero e il burro formano una crema omogenea eppoi aggiungete la farina, il lievito in polvere, il sale, la scorza di arancie grattuggiata e mix di nuovo. Poi, aggiungete uno ad uno le uova e mix dopo ogni uova. Lasciate l'impasto nel frigorifero per 30 min prima di lavorarlo.
2. Fatte bollire il papavero col latte e con lo zucchero. Appena arriva a bollire, aggiungete le sultaninte, la canella, la scorza di arancie e il sale e lasciate a bollire ancora un po. Mettete l'acqua bollente nel miele per diluirlo un po, eppoi aggiungettelo nella composizione di papavero. Mix finche diventa una crema abbastanza consistente, poi lasciatelo ad arrivare alla temperatura della stanza e solidificarsi, ma non troppo.
3. Dall'impasto fatte una foglia non piu grossa di 0,5 mm e tagliate cerchi. Alla meta di ogni cerchio mettete 1/2 cucchiaino della composizione di papavero, o ogni altra marmellata in cui avete messo noci tagliate in piccoli pezzi e ranchiudette l'impasto per aver la forma di piccoli cappellini, o orecchiette.
3. Mettete 1/2 o 2/3 cucchiaino di crema di papavero, o ogni altra marmellata alla meta dell'impasto ![]() | 4. Per formare il triangolo, alzate la parte destra e la parte sinistra e fattele unirsi come nell'immagine. ![]() |
5. Portate su anche l'ultima parte e fatte unirsi tutti i lati ottenuti. ![]() | 6. Fatte cuocere per 20 minuti nel forno gia riscaldato. |


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